MacroambienteIl Data Privacy Day 2022 e come vincere in azienda la sfida di dati protetti e invulnerabili

Il Data Privacy Day 2022 e come vincere in azienda la sfida di dati protetti e invulnerabili

Per il Data Privacy Day 2022 gli esperti di Veeam e AppsFlyer condividono utili consigli per gestire privacy e integrità dei dati in azienda.

Da come rendere le proprie strategie di marketing digitali davvero compliant dal punto di vista della privacy a come proteggere al meglio i dati in azienda, i consigli di Veeam e AppsFlyer per il Data Privacy Day 2022.

Il Data Privacy Day 2022 – una giornata che a livello europeo prova a sensibilizzare da qualche anno sull’importanza di proteggere dati e informazioni personali – sarà quest’anno per le aziende certamente occasione di ripensare le proprie strategie di marketing, e in particolare le proprie strategie di marketing digitale, in un’ottica più organicamente rispettosa dell’integrità dei dati e della privacy dell’utente.

Le nuove linee guida del Garante sui cookie in Italia e a livello internazionale l’adozione da parte di Apple dell’App Tracking Trasparency (ATT) per i sistemi iOS[1] che ha di fatto reso obbligatorio l’opt-in dell’utente per la condivisione di dati utilizzabili a scopo di tracciamento tra app diverse, oltre che naturalmente l’attesa per la tanto discussa “cookie apocalypse” solo rimandata da Google al 2023[2], hanno già delineato un scenario in cui «vedremo i marketer continuare a spostarsi da dati a livello di utente verso dati aggregati», come ha sottolineato Daniel Junowicz, RVP EMEA & strategic projects di AppsFlyer, in occasione della giornata europea per la protezione dei dati personali. «Anche la misurazione predittiva giocherà un ruolo di maggior rilievo – ha aggiunto l’esperto – ed entrambi gli aspetti saranno cruciali per ottenere insight di marketing significativi non in contrasto con la privacy: in definitiva, i marketer che saranno in grado di bilanciare le considerazioni sulla privacy con un’esperienza utente positiva avranno la meglio», come già anche i trend per il marketing e trend per il digital marketing 2022 avevano dato a intendere.

Dalla riservatezza all’integrità dei dati in azienda: i consigli di Veeam nel Data Privacy Day 2022

Quella del Data Privacy Day 2022 potrebbe essere anche una buona occasione per le aziende per testare la propria capacità di risposta ai rischi informatici provenienti da più fronti.

L’aumento di attacchi informatici fin dai primi giorni di pandemia e quelle individuate come le minacce informatiche più comuni nel 2021 hanno dimostrato con chiarezza che la sicurezza informatica in azienda è questione complessa, che richiede la partecipazione di tutti e la condivisione di buone pratiche per scongiurare che lo “human factor”, cioè la mancata consapevolezza e la mancata preparazione per affrontare repentinamente i rischi a cui si è esposti, possa fare da preludio ai più insidiosi attacchi informatici.

Farsi trovare pronti dovrebbe essere, insomma, il diktat per le aziende che abbiano più a cuore la cybersecurity e, applicato alla riservatezza dei dati dei clienti e alla sicurezza delle informazioni aziendali, ciò vuol dire prima di ogni cosa avere a disposizione backup ed essere in grado di effettuare il ripristino dei dati in qualsiasi momento in caso di emergenza: se ne dice convinta Veeam che, in occasione del Data Privacy Day 2022, ha voluto ricordare soprattutto l’importanza della «regola del 3-2-1: una regola generale, valida e ormai consolidata, per la data protection».

I numeri 3, 2, 1, a cui Veeam ha voluto aggiungere anche un ulteriore 1 e uno 0 per una versione davvero all’avanguardia ed efficace della regola, sintetizzano come dovrebbe essere fatto e che caratteristiche dovrebbe avere un buon backup.

Tre sono le copie dei dati che le aziende dovrebbero conservare per una protezione completa delle informazioni in proprio possesso: una copia primaria e due file di backup, considerato che le possibilità che qualcosa non funzioni su tre dispositivi contemporaneamente è piuttosto «remota», come sottolinea l’azienda.

Due sono i posti, diversi, in cui dovrebbero essere memorizzati backup primario e backup secondario di modo che se anche il primo andasse perduto si possa fare affidamento sul secondo. Il consiglio degli esperti di sicurezza aziendale è usare un disco rigido interno e un supporto di archiviazione esterno (nastro, hard disk esterno, cloud storage, ecc.), meglio se anche di marca diversa.

Una delle copie di backup andrebbe tenuta, ancora, in una posizione fisica diversa da quella in cui si trovano dati e backup primario per non far alzare inutilmente il rischio di perdere tutte le copie a propria disposizione. Per le aziende che hanno un’unica sede ciò vuol dire soprattutto passare a un sistema di memorizzazione dei backup in un cloud, che sia esso privato o pubblico.

La nuova versione della regola elaborata da Veeam in occasione del Data Privacy Day 2022 e che dovrebbe aiutare le aziende a mostrarsi compliant fino in fondo quando si tratta di protezione e sicurezza dei dati prevede anche che almeno una copia di backup sia conservata offline su dischi USB esterni, nastri o storage a oggetti immutabili, cioè lontano da ogni infrastruttura IT. Un simile approccio, detto “air-gapped”, scongiura l’ipotesi che l’hacker renda vulnerabile tutti gli oggetti connessi in rete semplicemente per essere riuscito a penetrare nell’ambiente IT.

Zero sono, infine, gli errori che dovrebbero essere presenti nei backup per assicurarsi che gli stessi siano utili al fine di ripristinare i dati: meglio procedere periodicamente, così, a dei test di ripristino per scovare subito eventuali errori e risolverli il prima possibile.

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