Data scientist: la professione più richiesta del XXI secolo

Grandi opportunità per i laureati in statistica, specialmente se declinata al digitale come per il data scientist: 9 su 10 trovano occupazione in Italia

Data scientist: la professione più richiesta del XXI secolo

Dietro alle lauree che creano maggior occupazione in Italia c’è l’analisi dei numeri. A confermarlo sono gli ultimi dati di AlmaLaurea che individuano nella statistica, assieme all’economia, il quarto ambito disciplinare che offre agli studenti maggiori opportunità lavorative e di reddito. In particolare, per i laureati in queste discipline si segnala un tasso di occupazione del 90% a cinque anni dal conseguimento del titolo, con un guadagno mensile netto di 1.487 euro. Queste stime di settore tendono ad aumentare negli Stati Uniti, dove la statistica è stata eletta la quarta professione del 2015, oltre ad essere fra le più ricercate e remunerative: secondo il portale americano CareerCast lo “statistician” ha un reddito medio di 79.191 dollari con stime di crescita del 25,91 per cento.
Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Europa è in forte aumento la richiesta di laureati in questo gruppo disciplinare, tanto da determinare un incremento del numero di giovani statistici disposti a trasferirsi all’estero. Il vero punto di forza della formazione statistica è l’acquisizione di saperi diversi e competenze trasversali che – come afferma Bruno Scarpa, Professore associato di statistica al dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova – “da un lato danno una forma mentis scientifica, dall’altra forniscono strumenti operativi per il problem solving e il data science”.
Proprio il “data scientist”, definito dall’Harvard Business Review come “il lavoro più sexy del XXI secolo”, con le sue capacità di comprendere ed estrarre valore dai dati, sembra essere la professione del futuro. Il data scientist è colui che attraverso competenze trasversali in statistica, economia, ma anche comunicazione e digitale, analizza e interpreta i dati per fornire al management le informazioni utili per compiere le scelte migliori e definire le strategie più efficaci per il proprio business.
La crescente domanda a livello internazionale di laureati e professionisti nel campo della data science viene confermata da un recente studio condotto da LinkedIn, dalla quale è emerso un vero e proprio boom della categoria nelle ricerche del social network: dalle 142 del 2008 alle 4.326, attestandosi come la quinta crescita fra le professioni emergenti. I settori di occupazione per questi professionisti variano dalle organizzazioni e gli enti pubblici, fino alle imprese private come banche, catene della Gdo, istituti di ricerca e uffici marketing. Le mansioni inoltre possono raggiungere diversi livelli di complessità; per esempio, l’accelerazione nel processo di digitalizzazione che stiamo vivendo negli ultimi anni fa dello studio degli sleeping data (i dati dormienti disseminati fuori e dentro la rete) uno degli strumenti di analisi più richiesti per controllare e pianificare il posizionamento sul web e sul mercato.


A firma di: Marianna Cadoni Contributor
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