Mercoledi 17 Ottobre 2018
MacroambienteDopo dieci anni primi segnali di crisi per Twitter?

Dopo dieci anni primi segnali di crisi per Twitter?

Con il decimo anniversario di Twitter sembra esserci aria di crisi: il numero di utenti aumenta troppo lentamente e i guadagni sono limitati.


Francesca Paola Esposito

A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing

Dopo dieci anni primi segnali di crisi per Twitter?

Twitter festeggia il decimo anniversario, dopo il primo tweet di prova del co-fondatore Jack Dorsey, esattamente il 21 marzo del 2006. Per i primi tre anni la piattaforma di microblogging ha faticato a raggiungere il milione di post, cifra oggi ottenibile in circa 48 ore. A fare la sua fortuna sicuramente l’idea innovativa di stringere l’informazione in 140 caratteri in modo da garantire immediatezza e velocità. La piattaforma è ormai diffusissima e viene utilizzata con discreta disinvoltura da cantanti, attori, artisti, politici e utenti comuni.

Ciò che non tutti sanno è che dalla sua nascita il social network non ha mai chiuso in attivo un bilancio, seppur rispetto all’anno scorso il ricavato sia stato del 48,3% in più.

Il campanello d’allarme proviene dal numero degli iscritti: quasi 400 milioni, cifra da far impallidire se confrontata con Facebook (1,5 miliardi), Youtube (1 miliardo), Whatsapp (900 milioni), QQ (860 milioni) o WeChat (650 milioni). Gli utenti di Twitter risultano essere approssimativamente pari a quelli di Instagram. 

La quasi immobilità nella crescita (solo un 9% annuo), comunque, potrebbe risultare deleteria in futuro. Dalla sua, però, Twitter ha la specifica caratteristica di racchiudere le proprietà sia di un social network sia di un canale d’informazione, peculiarità che ha permesso di richiamare l’attenzione di tantissimi, soprattutto di politici e personaggi influenti, così da creare un rapporto che dia l’impressione di essere “a tu per tu” con i propri sostenitori. Un vantaggio che però vede – attraverso pagine di tweet consultabili pubblicamente – fino a 500 milioni di naviganti del web gravitarvi senza bisogno di registrarsi e quindi privi di account.

Dorsey non si mostra preoccupato, nemmeno dopo le dimissioni di quattro dirigenti, ritenendo Twitter uno strumento ancora indispensabile. I pronostici del co-fondatore – ora amministratore delegato dell’azienza – sono positivi: la piattaforma ci sarà nel 2020, così come ancora nel 2030. Attualmente ciò che è certo, numeri alla mano, è che si classifica come il quarto social più utilizzato al mondo, con un alto tasso d’accesso da parte dei suoi utenti.

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