ComunicazioneElon Musk annuncia le dimissioni da CEO di Twitter (ma non avverranno subito)

Elon Musk annuncia le dimissioni da CEO di Twitter (ma non avverranno subito)

dimissioni di elon musk da ceo di twitter

La community di Twitter aveva già votato per le dimissioni di Elon Musk in un sondaggio proposto dallo stesso imprenditore in seguito alle continue polemiche sulle novità introdotte. Servirà prima trovare, però, un sostituto.

L’era Musk, iniziata solo qualche mese fa con l’acquisizione miliardaria di Twitter, è già finita? Stando alla notizia delle dimissioni di Elon Musk da CEO della compagnia, circolata nelle ultime ore, la risposta sembrerebbe essere “sì, ma non subito”.

L’imprenditore ha effettivamente annunciato, infatti, che lascerà la guida di Twitter non appena troverà «qualcuno tanto folle da prendere il posto» e ha aggiunto che, una volta dismessi i panni di amministratore delegato, continuerà a lavorare all’interno di Twitter insieme al team Software & Server.

Screen da social: Twitter

Fonte profilo Twitter: Elon Musk

 

Dimissioni di Elon Musk da CEO di Twitter: le motivazioni

Tutto ha avuto inizio domenica 19 dicembre 2022 con un sondaggio su Twitter in cui l’imprenditore chiedeva alla propria community se dovesse dimettersi da CEO della compagnia.

Fin dal momento in cui Elon Musk è entrato in Twitter, come azionista di maggioranza inizialmente, i sondaggi si sono rivelati lo strumento preferito dell’imprenditore per annunciare novità e funzioni aggiuntive e immaginare il futuro della compagnia. Con un sondaggio dall’esito positivo e al suon di «il popolo ha parlato»[1], Elon Musk ha finanche riammesso Donald Trump su Twitter, come largamente promesso nei lunghi mesi di trattative per l’acquisizione. Forse non poteva aspettarsi, così, che uno dei mezzi più amati per coinvolgere la propria community gli si ritorcesse contro, per quanto le ipotesi delle dimissioni di Elon Musk da CEO di Twitter fossero nell’aria già da qualche giorno.

Nell’occhio del ciclone soprattutto sarebbero finite alcune novità sulla moderazione dei contenuti non particolarmente gradite ai twitterer di lungo corso e ai frequentatori più assidui della piattaforma. Da qualche settimana, infatti, Twitter ha annunciato che non segnalerà più i post che contengono disinformazione sul COVID-19 e più recente è l’annuncio che non sarà più possibile condividere su Twitter link provenienti da altri social[2] e fare cross-posting, ma molta polemica hanno generato soprattutto le azioni intraprese contro i profili Twitter che seguivano gli spostamenti del jet privato dell’imprenditore[3]. A commento di questi episodi e in risposta ai numerosi che gli consigliavano di lasciare il vertice della compagnia, nei giorni scorsi, attraverso alcuni tweet dal tono ironico per cui è ormai noto il patron di Tesla e SpaceX aveva sottolineato come non ci fosse ancora un «successore»[4] per Twitter e nessuno volesse l’unico «lavoro capace di tenere vivo»[5] il social dei cinguettii.

L’esito del sondaggio in cui, quasi per provocazione, è arrivato a chiedere che fosse direttamente la community di Twitter a esprimersi è stato alquanto netto: hanno partecipato oltre 17.5 milioni di utenti, votando “ alle dimissioni di Elon Musk nel 57.5% dei casi.

Considerato che aveva promesso di rispettare anche questa volta i risultati del sondaggio, qualunque fossero stati, la prima reazione dell’imprenditore aveva destato qualche dubbio[6]: inizialmente sembrava che stesse semplicemente tergiversando, continuando a twittare su altri argomenti senza commentare l’esito e dicendosi d’accordo solo in un secondo momento con un utente che suggeriva di cambiare le regole stesse dei sondaggi su Twitter per permettere solo agli utenti con spunta blu a pagamento di votare.

Screen da social: Twitter

Fonte profilo Twitter: Elon Musk

Perché l’ipotesi di un nuovo CEO per Twitter non è una cattiva notizia (neanche per Tesla e SpaceX)

In molti devono aver tirato un sospiro di sollievo quando alla fine l’annuncio delle dimissioni di Elon Musk da CEO di Twitter, per quanto non imminenti, è arrivato. Soprattutto gli azionisti e investitori di Tesla, come sembra suggerire tra gli altri The New York Times.

Il valore delle azioni della compagnia sarebbe calato del 50%[7] rispetto allo scorso anno, concretizzando uno dei principali timori che l’hanno accompagnata fin dall’inizio e che a detta di molti sarebbero stati la vera ragione dei numerosi tira e molla sull’acquisizione di Twitter: l’operazione non avrebbe distratto solo fondi, ma anche le attenzioni di Elon Musk e del proprio entourage dalle creature originali e che ancora rappresentano il core business dell’imprenditore.

A questo si aggiunge che le condizioni finanziarie di Twitter non erano particolarmente stabili già al momento dell’acquisizione: anche per questo, prima di essere accusato legalmente da Twitter, Elon Musk aveva provato più volte a trattare sull’offerta iniziale di 54 dollari per singola azione di Twitter, poi considerata sovrastimata. Lo sono ancor meno ora che numerose aziende hanno interrotto i propri investimenti pubblicitari su Twitter preoccupati dall’ hate speech , il clima violento e la deriva destrorsa che avrebbero fatto seguito all’acquisizione da parte di Elon Musk.

Anche se ne manterrà la proprietà, facendola restare un’azienda privata e poco controllabile dall’esterno, la speranza è insomma che le dimissioni di Elon Musk da CEO di Twitter possano calmare le acque[8] e rinsaldare le posizioni anche di Tesla e SpaceX.

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