Lunedi 25 Giugno 2018
MacroambienteDipendenza da social dei giovani: una soluzione per combatterla

Dipendenza da social dei giovani: una soluzione per combatterla

Per i giovani il rischio di cadere in una vera dipendenza da social è sempre più alto. Il Miur però ha pensato ad una campagna ad hoc.


Giuliana Maria Volpe

A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing

Dipendenza da social dei giovani: una soluzione per combatterla

Il giorno 9 febbraio 2016, in occasione del Safer Internet Day, la giornata dedicata alla sicurezza sul web promossa dalla Commissione Europea, presso l’Università degli Studi di Firenze sono stati diffusi i dati sul comportamento online degli adolescenti, raccolti da Skuola.net su un campione di 5mila ragazzi, al fine di evidenziare ed analizzare la dipendenza da social media che riguarda sempre più giovani. Com’era facile aspettarsi, dai dati emerge una realtà tendenzialmente preoccupante, dal momento che:

  •  il 74% dei giovani intervistati dichiara di usare chat e Facebook per comunicare;
  • è in continuo aumento il numero di chi chatta di notte, soprattutto tra le ragazze, andando ad alimentare il fenomeno del “vamping”;
  • il 13% fa sexting – cosa che fa riflettere, quindi, sul complesso rapporto tra sessualità e Internet – e l’8% commette atti di cyber bullismo;
  • solo il 7% dei giovani non usa la chat di Facebook.

Nello specifico, il 17% del campione di giovani intervistati sostiene di connettersi tra le 5 e le 10 ore al giorno; di questi, un adolescente su cinque ammette di connettersi anche a scuola. Quali sono le piattaforme più utilizzate dai giovani?  Sicuramente Whatsapp con l’89% di utenti, Facebook con il 64%, Instagram con il 61% e YouTube (58%).

Giovani, social e dipendenza: la soluzione del Miur

Il Miur, così, ha pensato ad una campagna per cercare di combattere la dipendenza da social. Sono stati ideati, nello specifico, sette errori personificati che richiamano le cattive abitudini dei giovani sui social, in una maniera decisamente originale.

Ecco le sette figure:

  • Tempestata: twitta di tutto e non pensa alle cose perché le scrive condividendo sul web ogni cosa, dai pensieri agli indirizzi, fino ai segreti. Il risultato? Il telefono che squilla in continuazione “tempestato” di notifiche;
  • Chat Woman: analogamente a tempestata, non ha altri riscontri al di fuori della chat e dei social, tant’è vero che va in panico se non riceve le sue risposte su WhatsApp;
  • Incredibile Url: condivide di tutto dalle canzoni di David Bowie a qualsiasi link gli capiti sotto gli occhi, senza la necessaria voglia di capire di cosa si tratti;
  • Postatore Nero: incapace di farlo di persona, perseguita gli altri su Internet, perché lo schermo del pc lo rassicura;
  • Ragazza Visibile: mette i suoi scatti intimi in rete, sbaglia destinatario e poi se ne pente;
  • Silver Selfie: ammettendo che nel suo smartphone il 50% delle foto è costituito da autoscatti e l’altro 30% è costituito da foto allo specchio, si guadagna la simpatia di tutti;
  • Vamping: è perennemente connesso e ama chattare al chiaro di luna, uscendo allo scoperto nell’oscurità notturna, proprio come i vampiri.

Un divertente e insolito espediente, dunque, per formare e informare i giovani sulle mille insidie di Internet e su quanto sia semplice cadervi. Al riguardo risultano illuminanti le parole del Ministro Giannini, secondo cui: “Internet è un’autostrada che ci apre al mondo, ma bisogna avere la patente”, per cui risulta necessario istruire i giovani a un corretta navigazione a partire dall’ambiente scolastico, per evitare che si cada nella dipendenza da social.

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