ComunicazioneDue bufale su tre riguardano ancora la pandemia secondo l’IDMO

Due bufale su tre riguardano ancora la pandemia secondo l'IDMO

disinformazione sul COVID-19

I debunker dell'Italian Digital Media Observatory – IDMO hanno analizzato oltre duecento fake news a dicembre 2021 accorgendosi che il 69% riguardava ancora coronavirus, vaccini e gestione politico-economica della pandemia.

In Italia due fake news su tre, a dicembre 2021, riguardavano la pandemia: è questo l’insight più macroscopico del secondo report mensile di IDMO, la branca italiana del neofondato European Digital Media Observatory. Secondo gli esperti coinvolti nell’analisi c’era da aspettarselo, considerato che fin dai primi giorni di emergenza sanitaria la disinformazione sul COVID-19 ha seguito l’andamento dei contagi, aumentando in volume a ogni nuova ondata e senza che nessun paese europeo facesse davvero eccezione.

Più nel dettaglio, i cinque gruppi di debunking che fanno parte dell’Italian Digital Media Observatory (Pagella Politica, Open, Facta, Bufale.net e BlastingNews) hanno analizzato a dicembre 2021 212 articoli e, sottoponendoli a fact-checking, ne hanno scovati 146 contenenti disinformazione sul COVID-19: una percentuale del 69%, in crescita rispetto al 58% della rilevazione precedente.

disinformazione temi più comuni dicembre 2021

I temi più oggetto di bufale e disinformazione in Italia a dicembre 2021. Fonte: IDMO

Altri temi su cui non sono mancate nello stesso periodo fake news , bufale e notizie manipolate sono, in parte prevedibilmente, politica nazionale e lavoro ed economia: i volumi sono però completamenti diversi (con otto articoli contenenti bufale sui 212 totali analizzati nel primo caso e sette nel secondo), come lo sono anche per la politica europea, gli esteri e in particolar modo le notizie provenienti dalla Cina e le notizie sui i migranti, pure macrotemi spesso oggetto di cattive narrazioni in Italia.

 

La disinformazione sul COVID-19 è ancora protagonista degli articoli più letti in Italia (e in Europa)

A conferma di altri studi che vogliono le fake news più coinvolgenti delle notizie verificate, secondo l’IDMO la disinformazione sul COVID-19 e su tematiche affini e ricollegabili alla gestione politica, economica e sanitaria della pandemia è stata protagonista di alcuni degli articoli più letti in Italia a dicembre 2021. Tra questi ci sarebbero la notizia di un aumento di cinque volte nelle morti cardiache improvvise tra i calciatori registrate dalla FIFA[1]; quella secondo cui la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, sarebbe intenzionata a cancellare il codice di Norimberga per poter introdurre in Europa l’obbligo vaccinale[2]; le affermazioni di Robert Malone sui danni che i vaccini a mRNA causerebbero sui bambini[3] e il numero di decessi settimanali in Veneto di bambini da poco vaccinati contro il coronavirus[4]; la notizia sui presunti errori e sulle omissioni del premier Mario Draghi durante conferenza stampa di fine anno[5]; ancora, la notizia dei cinque ospedali lombardi che sarebbero finiti nella top 25 dei migliori ospedali al mondo[6].

Si tratta di notizie false, non verificate o manipolate e che, secondo i debunker , sono circolate e risultano tra le più diffuse e lette anche in altri paesi europei.

disinformazione sul covid 19 le notizie più riprese in europa

Alcune delle fake news sulla pandemia e sulla sua gestione politico-sanitaria più condivise in Italia a dicembre 2021 sono ampiamente circolate anche negli altri paesi europei. Fonte: IDMO/EDMO

Fare i conti con i “super diffusori” di fake news sul coronavirus o con bufale sulla pandemia su Facebook e sugli altri social media più viste e più condivise di informazioni ufficiali e verificate e, più in generale, con una infodemia parallela di informazioni non sempre di qualità sulla situazione sanitaria è stata esperienza comune di molti paesi europei in questi due anni. Raccordando la propria attività con quella dei propri corrispettivi negli altri stati, gli esperti dell’IDMO si sono accorti, proprio a proposito, che c’erano a dicembre 2021 principalmente quattro storie al “cuore” della disinformazione sul COVID-19.

Tre erano quelle, già citate, sulla presunta volontà di Ursula von der Leyen di cancellare il Codice di Norimberga, sulle dichiarazioni infondate di Robert Malone sui pericoli della vaccinazione nei bambini e sulla fake news che la FIFA avesse rilevato nel 2021 cinque volte più morti cardiache improvvise tra i calciatori; l’altra è una la notizia, altrettanto infondata, di una caposala di Lubiana dimessasi dopo aver scoperto l’esistenza di un presunto “codice segreto” sulla base del quale venivano scelti cittadini a cui somministrare un placebo al posto del vaccino anti COVID-19 e cittadini a cui iniettare addirittura un siero capace di causare il cancro[7].

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