ComunicazioneDonne e Personal Branding

Donne e Personal Branding

Per un maggiore accesso alle opportunità le donne dovrebbero imparare come fare personal branding, ovvero valorizzare il posizionamento personale online.

Donne e Personal Branding

Per alcuni è ancora inverosimile pensare che per avere maggiore e migliore accesso alle opportunità lavorative e relative al mondo della politica occorra preoccuparsi anche di come si appare online e non solo di come ci si presenta ad un colloquio di lavoro o nella vita pubblica. Tutte le cose personali che pubblichiamo sul web (ad esempio sui profili personali sui vari social) rappresentano una parte integrante di noi stessi, sono il completo virtuale che indossiamo per essere sottoposti ad un “pre-colloquio” online, che può avvenire a nostra insaputa in qualunque momento in cui qualcuno decida di cercarci digitando il nostro nome nella ricerca su Google.

Ma siamo nel 2015, siamo connessi quotidianamente e dobbiamo essere tutti pienamente coscienti del fatto che internet è uno strumento che va usato consapevolmente e, soprattutto, è una vera e propria parte della nostra vita.
Insomma:

Questa frase, usata da Francesca Parviero (Social HR Strategist) nel corso dello speech “Donne e Personal Branding. Il web come accesso alle opportunità del lavoro e della politica” ben sintetizza l’importanza di considerare l’online come prosecuzione -e non come una interruzione- dell’offline. Come specifica poi il titolo stesso dello speech, il web è da considerare sotto questo punto di vista soprattutto da parte delle donne. Se infatti si può quotidianamente sentire di una certa disparità di accesso alle opportunità per le donne, sia in ambito lavorativo che politico, si può cercare un modo per agevolarne l’accesso, tramite una valorizzazione del proprio personale posizionamento online.

Un progetto online mirato a stimolare questo tipo di valorizzazione è #SheFactorIT, un percorso cui hanno potuto aderire fino a fine gennaio tutte le donne italiane o che parlano l’italiano, pensato per sensibilizzare le donne al networking e al personal branding. Secondo Francesca Parviero, che è anche la Project Manager di SheFatcor, le donne, poiché sono state condizionate culturalmente più degli uomini a non esporsi eccessivamente, sono in una posizione svantaggiata, per cui esiste una vera e propria necessità di un corso di personal branding e networking dedicato al solo pubblico femminile.

Lo speech tenutosialla SMWMilan 2015 -cui Francesca Parviero a fatto da moderatrice-, ha riunitoquattro relatori, personaggi di spicco del mondo della comunicazione, che hanno illustrato il perché sia importante per le donne fare personal branding (e farlo bene!):

– Luigi Centenaro (Personal Branding Canvas e Personal Branding Strategist), ha spiegato come nel corso della sua esperienza abbia avuto modo di comprendere che non tutti sanno fare personal Branding e non tutti sono interessati a farlo o sapere come si fa. Ha così sviluppato una metodologia, basata sul Design Thinking, che ha portato allo sviluppo di un metodo basata sui post-it (un metodo semplice e facile, tra i metodi ancora più utilizzati dall’innovazione), che ha come obiettivo quello di facilitare l’apprendimento e l’utilizzo del Personal Branding.
Ci sono tantissime persone geniali e poco visibili, perché sono ancora in molti ad avere una mentalità un po’ vecchia, del tipo “non parlare di se stessi, non curarsi di quello che pensano gli altri, non vantarsi”, come a dire “fai il tuo dovere e prima o poi si accorgeranno di te”: ma, come specifica

perché la visibilità fa arrivare le occasioni alla propria porta ma la competenza spinge le persone a ritornare.

Occorre sapersi valorizzare e questo significa che bisogna riconoscere i propri punti di forza facendoli capire anche agli altri, perché col solo auto-riconoscerli si incrementa solo la propria autostima, mentre l’obiettivo deve essere quello di fare in modo che li conoscano anche gli altri, così da sapere come i propri specifici punti di forza possano risolvere i loro problemi.

 Paola Giorgi (Customer Success Manager – Southern Europe and Mena, LinkedIn) dirige un’ equipment di consulenti a Parigi, che ha l’obiettivo del recruitment ed è dispersa in vari Paesi, e ha anche una famiglia e dei figli. Alla luce di un’esperienza personale, quella di essere riuscita a far conciliare lavoro e famiglia, durante lo speech ha lanciato un importante messaggio alle donne: 

Bisogna quindi capire quando e come fare delle scelte ragionando per sequenze, non sforzandosi di essere perfette ad ogni costo ed in ogni ruolo, quanto piuttosto puntando all’ essere autentiche.

Il lancio di questo messaggio è arrivato dopo la presentazione dei risultati di una ricerca LinkedIn, realizzata nel 2013 intervistando più di 5000 donne di cui circa 400 in Italia. Da questa ricerca è risultato che la maggior parte delle intervistate definiva il successo come il trovare un equilibrio tra la famiglia e la vita lavorativa e che per il 74% delle donne è possibile avere tutto (carriera soddisfacente, relazione, figli…); è risultato anche però un pessimismo tutto italiano, con il 45% delle donne che riteneva non si possano conciliare vita familiare e lavorativa ed oltre il 50% delle donne ha affermato di essere disposte a sacrificare la famiglia per la carriera

Inoltre con la giusta organizzazione e con la giusta valorizzazione di se stessi, anche proprio in rete, può risultare più facile aprirsi un accesso al mondo lavorativo e gestire alcuni aspetti del proprio lavoro. Paola Giorgi ha ammesso infatti di non essere molto brava a condividere e che è entrata in SheFactor anche per questo motivo, ma che i social, e LinkedIn in particolare, le permettono di entrare in contatto ogni giorno con la sua equipe: il Personal Branding è fondamentale quando si deve fare rete e si deve comunicare con persone che sono geograficamente molto lontane. Si deve pensare di fare Personal Branding con una rete di utenti (ad esempio gli utenti cui si rivolge un’azienda) ma anche con i propri colleghi: fare per esempio esercizi insieme all’equipment per riflettere su cos’è il proprio brand, qual è la propria unicità, capire come voler essere riconosciuti e riuscire a condividere queste idee con gli altri.

– Paola Bonomo (Business Angel in Italia), è stata da pochissimo compresa nella lista “Inspiring Fifty“, che ha come titolo “>Le 50 donne più inspiring del mondo della tecnologia in Europa“. L’ iniziativa è nata da due imprenditrici olandesi operanti nel campo dell’advertising technology, che hanno composto una giuria con persone esperte in diversi settori (media, e-commerce, government, etc.) e hanno scelto i 50 profili considerati più inspiring tra le candidature arrivate da tutto il mondo. Come è arrivata fino a loro la candidatura della Bonomo è un esempio di quanto sia importante fare personal branding e della forza dei legami di rete, anche di quelli deboli. L’opportunità di presentare la propria candidatura è stata infatti comunicata alla Bonomo durante una conversazione con un imprenditore che abita a Roma e che ha contatti in Olanda. Questo è un perfetto esempio del concetto chiave delle reti, della “forza dei legami deboli“, perché l’imprenditore non è qualcuno con cui la Bonomo ha rapporti stretti, ma mettendola in contatto con le due organizzatrici dell’iniziativa ha permesso che fosse possibile questa nomina.
Il network è importante perché è il nostro trampolino e la nostra rete di salvataggio e perché nessuno può farcela da solo“, per cui, anche se molte persone hanno paura di esporsi sul web, si deve pensare che occorre fare rete, perché se si ha una serie di persone che ci seguono in un networking molto forte allora saranno loro le prime a difenderci, a permetterci di esporci con più serenità.

Anche giudice per il progetto #SheFactor, Paola Bonomo ritiene che sia importante parlare di personal branding per le donne perché è giusto che il loro lavoro venga riconosciuto: le competenze delle donne devono essere a disposizione degli altri ma devono prendersene poi i meriti e le riconoscenze che ne derivano.
Utile per fare personal branding nel modo giusto è riflettere sul concetto di prestigio e di ascensore sociale, di come i concetti siano mutati nel tempo, arrivando intorno alla metà degli anni ’90 ad essere associati alla popolarità televisiva; ma la popolarità è cosa ben diversa dal prestigio ed è il secondo che va considerato nella valorizzazione di se stessi.-Elisabetta Strada (Consigliere Comunale, Comune di Milano) ha insegnato per molti anni comunicazione allo IED, ma il suo è un esempio di accesso alla politica per le donne. Dalla voglia di cambiare qualcosa nella propria città ha deciso di aderire nel 2011 alla lista della “Milano Civica”, pensando di non riuscire ad essere eletta, perché arrivava dalla società civile e non da qualche partito. I fatti l’hanno invece smentita e il suo successo è stato frutto di un’ottima capacità di fare rete, di farsi conoscere attraverso un ottimo Personal Branding.
Infatti, come afferma Elisabetta Strada:nel mondo della politica, ma anche nella società civile, nella vita sociale in generale, è essenziale la forza delle reti.
La suacampagna elettorale è costata infatti intorno ai 500 euro, una cifra bassissima se paragonata a quella di molti atri politici, e ciò è stato possibile proprio grazie alla forza della rete: tramite la creazione di un sito e il passaparola sul web (oltre ad un cartellone pubblicitario attaccato alla bicicletta!).
Elisabetta Strada ha inoltre sottolineato come il fare Personal Branding sia essenziale soprattutto per le persone normali che arrivano in politica e che devono far conoscere quello che fanno>senza avere interessi monetari. Devono riuscire a fare in modo che i media citino le cose belle che si realizzano e non solo (come si  è soliti fare) le cose brutte. La grande difficoltà per chi non ha il supporto di un partito è anche quello di non riuscire a far pubblicare le notizie sui giornali. Quindi l’avere una reputazione e un prestigio, insieme alla consapevolezza e al riscontro non è facile, ma si può riuscire a raggiungere questo obiettivo creando una rete (e non solo online) per far sapere quello che è stato fatto o che si cerca di fare. Occorre fare in modo che la propria credibilità sia tale da permettere di emergere tra le persone e creare conoscenza, stimolando un dialogo.
Fare Personal Branding non è quindi un’impresa facile, soprattutto per le donne, ma è un impresa nella quale ci si deve voler impegnare per riuscire ad aprirsi l’accesso a nuove strade, soprattutto dal momento che, come ci ricorda la video factory Non Chiederci la Parola in questi giorni con la campagna creata per la ricorrenza della festa della donna, la disparità tra uomo e donna nella concezione culturale è ancora molto evidente:

donne e lavoro

l’accesso al mondo del lavoro è più difficile per le donne.


Pina Meriano
A cura di: Pina Meriano Autore Inside Marketing
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