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AssociazioniAumentano esami e percorsi universitari tematici: ecco dove si studia digitale in Italia

Aumentano esami e percorsi universitari tematici: ecco dove si studia digitale in Italia

Al Nord più che al Centro-Sud e nell'ambito degli studi umanistici più che in quello economico-giuridico: una ricerca dell'Università Parthenope di Napoli e dell'associazione Fare Digitale disegna una mappa degli atenei che offrono esami e percorsi universitari dedicati al digitale, in tutte le sue sfaccettature e non solo a prova di futuri professionisti dell'ICT.

Dove si studia digitale in Italia: facoltà e corsi

Da anni studi e ricerche confermano il ritardo dell’Italia nella digitalizzazione –sarebbe quartultima nell’Europa a ventotto Stati, stando a delle misurazioni svolte dalla Commissione Europea – e i problemi che gli studenti italiani continuano ad avere quando si tratta di acquisire competenze digitali, nonostante queste ultime siano ormai largamente riconosciute come indispensabili a livello trasversale, e cioè non solo per i cosiddetti nuovi professionisti digitali, e utili a colmare quello skill mismatch che caratterizzerebbe un mercato del lavoro in profonda trasformazione come quello attuale.

Meno attenzione sembra essere stata rivolta fin qui, invece, a dove si studia digitale nel nostro Paese: un’indagine svolta dall’Università Parthenope di Napoli e coordinata dall’associazione Fare Digitale ha provato a rispondere, così, per la prima volta alla domanda «come, dove e quanto viene insegnato il Digitale in Italia?».

Dove si studia digitale in Italia? Buone notizie dal mondo delle università pubbliche

Il risultato è una mappa delle università pubbliche che hanno corsi dedicati al digitale, pur nella molteplicità di sfaccettature di significato che il termine “digitale” può assumere e assume.

Dal campione sono stati volutamente esclusi i percorsi di studio specialistici, legati alle discipline STEM o mirati a formare professionisti per il mercato dell’ICT: sembrano questi infatti, tra i corsi dove si studia digitale, gli unici che negli anni hanno raggiunto una propria «identità e una rappresentanza nell’agenda politico-economica» anche del nostro Paese; lo stesso non sembra si possa sempre dire di quei percorsi che provano a far sì che anche nella cassetta degli attrezzi di un giurista, un economista, un sociologo e via di questo passo figurino solide competenze digitali, nonostante comunque lo scenario sia oggi migliore rispetto a qualche tempo fa: nelle università italiane pubbliche e nelle facoltà non scientifiche ci sarebbero oggi 259 esami dedicati al digitale, che corrispondono a un totale di 2059 crediti formativi universitari e oltre 13mila ore di formazione erogate ogni anno.

Quanto a ciclo di studi, sono soprattutto le lauree magistrali e specialistiche quelle dove si studia digitale di più in Italia e dove lo si fa perlopiù attraverso laboratori, project work, lavori ed esercitazioni di gruppo (insight, quest’ultimo, che sembra suggerire, tra l’altro, la necessità di staccare l’insegnamento del digitale da una classica prospettiva teorica frontale). Poche le eccezioni regionali in cui gli insegnamenti digitali risultano erogati soprattutto durante le lauree triennali: è così per le università di Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Molise.

Come già si accennava, del resto, quello che hanno fatto l’Università Parthenope e l’associazione Fare Digitale è stato soprattutto mappare dove si studia digitale in Italia, anche proprio da un punto di vista geografico. Vince il Nord, le cui università erogano 148 dei 259 corsi individuati, e il dato peggiore è invece quello delle Isole, dove ci sarebbero in totale appena 12 corsi di digitale all’interno delle università.

Più nel dettaglio, il Veneto è la regione che dedica più ore agli insegnamenti digitali (oltre 2400 su un totale di almeno 6500 ore nel solo Nord Italia) e Lazio e Campania guiderebbero le classifiche parziali di Centro e Sud Italia (rispettivamente con un totale di 1760 ore di insegnamento di materie digitali su 3481 la prima e la seconda con 1319 ore su 2943).

Con oltre seimilacinquecento ore di insegnamento nelle università, il Nord guida la classifica dei posti dove si studia più digitale in Italia; la performance peggiore è quella delle isole. Fonte: Università Parthenope/ Fare Digitale

Che tipo di corsi sono i corsi (universitari) dove si insegna digitale in Italia

Minori invece le differenze regionali quanto ai tipi di percorsi e alle facoltà dove si studia digitale in Italia, pur non essendo il digitale il “core” degli insegnamenti. Oltre la metà dei corsi individuati (169 su 259) sono erogati in ambito umanistico e solo dopo vengono invece, in termini di numeri, gli insegnamenti digitali integrati in percorsi di studio di tipo economico (87 su 259), artistico (25 su 259) o giuridico (13 su 59).

Sono i percorsi di studio di tipo umanistico quelli al di fuori delle discipline STEM dove, nelle università italiane, sono attualmente previsti più corsi, esami e insegnamenti dedicati al digitale. Fonte: Università Parthenope / Fare Digitale

C’è anche in questo caso qualche eccezione regionale: quella degli atenei di Abruzzo e Piemonte, per esempio, che erogano corsi di digitale soprattutto negli indirizzi economici o, ancora, quella degli atenei trentini che insegnano digitale soprattutto agli iscritti a facoltà artistiche.

È un’analisi del naming di questi stessi corsi, comunque, che aiuta a capire meglio cosa viene insegnato di fatto a chi e dove si studia digitale in Italia. La maggior parte dei corsi sul digitale in Italia sarebbe costituita da corsi dedicati ai media digitali (l’etichetta “media” compare nel nome di oltre il 43% degli insegnamenti presi in esame), al marketing (24.8%) e alla comunicazione digitale (18.2%), ma anche ai social (13.2%).

Altro dato incoraggiante è, infine, che la maggior parte degli insegnamenti presi in considerazione (il 63%) è rappresentata da insegnamenti obbligatori o caratterizzanti per il corso di studi in questione e solo in misura minore (per il restante 37%) si tratta, invece, di insegnamenti opzionali.

Quasi a sottolineare che «se il digitale è ovunque», nel lavoro, nei consumi, nella partecipazione alla vita pubblica e via di questo passo, «allora deve essere per tutti, di tutti», come sottolineano da Fare Digitale. Ormai «esiste una forte domanda di competenze digital in ambito non STEM, sia a livello di imprese che di studenti – aggiunge Gianluca Arnesano, del board dell’associazione – ma l’offerta è frastagliata e indecifrabile […]: serve una nuova carta geografica, in grado di orientare le scelte di studenti futuri e delle stesse istituzioni universitarie».

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