Venerdi 22 Giugno 2018
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eCommerce nel 2015: lo stato dell'arte e l’ascesa del video marketing

Per quanto i risultati di vari studi non siano stati estremamente soddisfacenti, l'eCommerce può diventare in Italia una vera risorsa.


Francesca Paola Esposito

A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing

eCommerce nel 2015: lo stato dell'arte e l’ascesa del video marketing

Dovendo guardarsi alle spalle, il 2015 non è stato esattamente l’anno che ha permesso all’Italia di collocarsi tra posti di favore nel campo dell’eCommerce.

Per approfondimenti su: "trend eCommerce"
eCommerce in Italia: statistiche e trend per il 2015

Una statistica riportata dall’Eurostat sulla vendita online di prodotti, infatti, colloca su 28 paesi dell’Unione Europea l’Italia al quartultimo posto con circa il 26% di acquirenti per l’eCommerce. Un dato interessante per il settore è che gli eBuyer europei sono comunque aumentati del 23%, partendo da una base del 30% e superando persino la stima dell’Agenda digitale, una delle sette iniziative principali della Strategia EU2020. La maggior parte degli acquirenti, come può essere prevedibile, è rappresentata dai giovani (età compresa tra i 25 e i 34 anni, quindi appartenenti alla categoria dei Millennial) e giovanissimi (tra i 16 e i 24).

Come si relazionano i consumatori al mondo dell’eCommerce?

Utilizzando come riferimento il comportamento degli acquirenti italiani, registrato da Google attraverso il Consumer Barometer, lo strumento in grado di restituire i trend e le statistiche sul comportamento dei consumatori, è possibile riconoscere che il 95% delle persone possiede un dispositivo mobile o uno smartphone e ben il 79% accede alla rete quotidianamente. Di questi, il 59% ha poi usufruito della navigazione Internet per fare acquisti.

La rete, vale la pena sottolinearlo, è utile anche solo e unicamente per reperire informazioni sui singoli prodotti: il 47% degli utenti ha cercato informazioni relative al prezzo, il 40% gli orari di apertura di un punto vendita, il 31% invece si è voluto aggiornare su promozioni, sconti e saldi nei negozi. Potendo così, ancora oggi, ricercare offerte, migliori condizioni e magari maggiore disponibilità anche nei punti vendita fisici. Una simile stima ha quindi permesso la definizione “Gli italiani non sono online. Vivono online”.

Video: ovvero il contenuto preferito dai consumatori e un ottimo strumento di marketing

Google non si è però limitata alla registrazione delle abitudini, ma ha voluto approfondire la propria indagine, concentrandosi anche sui contenuti, i trend e i canali più utilizzati dagli internauti. Per chi “vive online” come gli italiani, la tipologia di contenuto fruita maggiormente nell’arco della giornata è il video: il 59% delle persone intervistate li guarda una o più volte a settimana da smartphone, il 52% da tablet e il 46% da computer.

Il suo impiego non è possibile relegarlo esclusivamente al puro intrattenimento: le sue potenzialità sono infatti molteplici e nello shopping online assume significati sempre più importanti. A sottolinearlo è uno studio, commissionato da ‘Brightcove’ e pubblicato all’interno del report “L’abito perfetto: come il video marketing può aumentare le vendite online” che ha coinvolto circa mille consumatori italiani al fine di carpirne i nuovi comportamenti in atto.

I risultati sono decisamente interessanti: un’esperienza di acquisto più vicina alla vita reale tramite l’utilizzo di video e contenuti multimediali convincerebbe il 52% degli intervistati (più di un italiano su due) a preferire il web allo shopping. Nonostante si tratti di un’esperienza ancora piuttosto distante da quella provata in negozio (più della metà del campione non rinuncia facilmente alla dimensione sensoriale e relazionale propria degli acquisti tradizionali), la ricerca svela tre diverse dimensioni che potrebbero tradursi in enormi potenzialità di guadagno:

  • dimensione multi-screen: quasi tutti i consumatori, ormai, sono abituati a consultare contemporaneamente più di un dispositivo mentre effettuano acquisti online;
  • dimensione sensoriale: l’esperienza offline, quella che consente di toccare tessuti ed indossare abiti, riveste ancora un ruolo cruciale. L’uso di contenuti propri del video marketing potrebbe consentire di raggiungere questa fondamentale dimensione;
  • dimensione video: gran parte del campione oggetto della ricerca ha svelato che i contenuti multimediali, video e immagini, riescono ad incentivare l’acquisto online.

Non solo dimensioni, ma anche tipologie di utenti. Dalla ricerca, infatti, emerge una chiara descrizione di tre ideali figure di consumatori, il target di riferimento per le strategie digitali (contenuti multimediali e video marketing) dei retailer italiani:

  • il cliente di nuova generazione: giovane nativo digitale, è il potenziale cliente del futuro. Fa acquisti mentre guarda la tv o è a letto, utilizza smartphone e tablet, dedica allo shopping online mediamente 208 ore all’anno. Su di lui devono essere proiettati quasi tutti gli sforzi delle campagne di video marketing: deve essere impressionato per garantirsi la sua fedeltà. Le più alte aspettative per l’acquisto online si riversano su abbigliamento e accessori, con il negozio come esperienza finale;
  • il cliente appassionato di tecnologia: aspettative altissime, capacità di reddito elevata, è il cliente consapevole delle potenzialità offerte dalla tecnologia anche in ambito sensoriale. Fa acquisti a lavoro, in pausa pranzo o mentre guarda la tv, utilizza il suo portatile o lo smartphone, dedicando allo shopping online circa 239 ore l’anno;
  • il cliente occasionale: alla ricerca di pagamenti sicuri e siti facilmente navigabili, è il cliente che dedica meno tempo allo shopping online ma è ben disposto a cercare programmi fedeltà. Preferisce fare shopping a casa, a volte mentre guarda la tv, utilizza soprattutto portatile e PC, per un totale di 182 ore durante l’anno.

Tre prototipi di utenti che dimostrano, laddove fosse necessario farlo, l’importanza delle strategie digitali e la grande attenzione riposta verso contenuti video e multimediali che replichino il più possibile le esperienze della vita reale.

I consigli degli esperti per affacciarsi al mondo dell’eCommerce

Una volta analizzati gli andamenti dell’eCommerce nel 2015 e la nuova frontiera della comunicazione con il cliente (il video marketing), l’ultimo passo è guardarsi attorno e trarre ispirazione da esperti del settore. Questo non vale solamente per chi voglia lanciare un’attività virtuale, ma anche per chi semplicemente usufruisce di uno strumento così ricco di opportunità come l’eCommerce.

Ad esaltarne le potenzialità è, tra i tanti, Fabio Sutto, Digital Marketing Specialist, che in un’intervista ai nostri microfoni, durante la sesta edizione del WebUpDate, ha affermato che per il futuro il comparto più profittevole del digital marketing non è stato ancora esplorato. L’unica certezza è che attualmente il terreno più fertile è rappresentato dall’eCommerce, che già ha dato i suoi preziosi frutti.

Secondo Fabrizio Barbarossa, consulente specializzato in Internet marketing, marketing, comunicazione ed innovazione aziendale, Amministratore della Enterprise Consulting srl e docente in numerosissimi corsi di formazione, la chiave del successo di un eCommerce è non basarsi esclusivamente sulla tecnologia. Nel corso dell’intervista che ha rilasciato ai nostri microfoni, Barbarossa ha precisato che è essenziale avere una più ampia visione. Bisogna quindi sempre partire dalle logiche di mercato e tener conto di che cosa si vuole vendere, a chi e a quale prezzo, senza tralasciare una buona capacità grafica, un buon software, la visibilità del sito attraverso Google e Facebook e – cosa non di poco conto – il budget. La tecnologia si mostra, quindi, come un mezzo per raggiungere i consumatori che sono dall’altra parte dello schermo.

Il panorama, quindi, è chiaro che sia estremamente vasto ed è essenziale evitare di perdersi: chi ha intenzione di avviare in Italia un’attività del genere non deve scoraggiarsi, ma assumere un atteggiamento vigile e attento nei confronti del mercato online. A consigliarlo è Quirino Picone, docente di web marketing e web 2.0 presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che specifica, sempre in un’intervista ai nostri microfoni, che è necessario prima «analizzare il mercato» e successivamente «cercare di orientare la propria strategia agli obiettivi e poi andare online».

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