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Domenica 16 Dicembre 2018
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eCommerce e logistica: la situazione e le novità nel 2014

Vendere online senza preoccuparsi dei problemi relativi alla logistica vuol dire condannare l'eCommerce al fallimento: le novità del 2014.


A firma di: Anna D'Acunzo Contributor
eCommerce e logistica: la situazione e le novità nel 2014

L’eCommerce sta cambiando: fino a qualche anno fa i grandi corrieri internazionali si preoccupavano solo di fornire servizi di supply chain a clienti e imprese; oggi invece grazie all’innovazione tecnologica, la filiera distributiva si è trasformata in omnicanale, ossia si offre la possibilità al consumatore di acquistare merce da qualsiasi dispositivo (fisso o mobile), inclusa la gestione dei resi, a qualunque ora e di riceverla a casa o in negozio.

«L’eCommerce sta spostando il paradigma della logistica perché oggi la merce arriva direttamente a casa del consumatore»: sono queste le parole di Marco Melacini, Responsabile per la Ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, sui cambiamenti che il commercio online ha riscontrato negli ultimi anni. «Una spedizione da un punto A ad un punto B è diventata una mera commodity, tutti possono farla. Oggi il vero valore aggiunto – ha continuato – sta nell’organizzazione e nell’efficienza di tutta questa filiera. E farà la differenza l’innovazione che sapranno mettere in campo corrieri e operatori della logistica».

In sostanza questi saranno i temi trattati durante il convegno “La supply chain al tempo dell’eCommerce“, previsto per il 15 aprile 2015 a Salsomaggiore Terme (PR), che punterà soprattutto ad individuare le tecniche e le modalità della logistica e dei trasporti .

La grande evoluzione che stiamo vivendo riguarda sia le aziende che operano nel settore B2B sia in quello B2C. Avere una catena di distribuzione ben integrata, prodotti sempre disponibili e spedizioni tracciabili, infatti, è fondamentale per incrementare il processo di vendita delle imprese. Basti pensare ad Amazon che ha lanciato in alcune città degli Stati Uniti servizi di consegna (anche di alimentari) a domicilio, diventando così concorrente dei suoi stessi corrieri-fornitori, o al servizio Express di Google oppure, ancora, a eBay, Alibaba e Uber che con le sue biciclette ha cominciato ad effettuare le consegne rapide di pacchi. L’America è sempre un passo avanti e lo dimostrano anche società come FedEx e Ups, sempre pronte ad accogliere le nuove sfide.

eCommerce in Italia: la situazione

Anche in Italia si è registrata una crescita del mercato eCommerce B2C nel 2014: +17%, per un valore di 13,3 miliardi di euro. Grazie all’utilizzo smodato del mobile, infatti, si è registrato un raddoppio delle vendite via smartphone (+100), pari a 1,2 miliardi di euro, e via tablet, che assieme hanno portato ad un + 20% generale sull’eCommerce. Nonostante il trend positivo, però, il mercato italiano resta comunque arretrato rispetto ad altri paesi: la penetrazione è solo del 3,5% contro il 14% in UK, il 9% in Germania e il 7% in Francia. Colpa del digital divide? Si sa, ad oggi gli italiani non sono ancora del tutto propensi all’acquisto online a causa della scarsa fiducia nei pagamenti online con carta di credito e dei problemi di logistica che non sempre risultano adeguati alle richieste. I consumatori amano ricevere velocemente la merce e quindi risulta fondamentale perfezionare il processo di consegna da parte delle aziende.

«Gli operatori dell’eCommerce italiano – scrive l’Osservatorio – stanno provando a superare i limiti della consegna a casa mediante l’offerta di servizi a valore aggiunto, come la consegna su appuntamento, al sabato o con i “locker”, i distributori automatici di ultima generazione che consentono la consegna e il ritiro di merci e documenti 24 ore su 24, 365 giorni all’anno». Secondo la ricerca condotta dal Politecnico di Milano (su 80 operatori attivi nel commercio di prodotti online), i principali metodi di consegna utilizzati sono: la consegna in un giorno definito (40%), la consegna del sabato e la consegna entro le 12 ore dall’acquisto (15%).

  • Il 94 % delle aziende italiane però riscontrerebbe ancora forti difficoltà nelle strategie di transizione multicanale;
  • il 71% aspetterebbe di conoscere le disponibilità di magazzino online prima di acquistare;
  • il 50% vorrebbe acquistare online e ritirare la merce al negozio;
  • il 47% dei clienti preferirebbe il ritiro presso il negozio per risparmiare i costi di spedizione;
  • il 25% preferirebbe ritirare la merce lo stesso giorno dell’acquisto;
  • solo il 36% delle aziende ha dichiarato di essere in grado di offrire all’avventore il ritiro degli acquisti online presso uno dei loro negozi, di consentire di consultare in Rete la disponibilità del prodotto e di poter evadere in negozio gli ordini effettuati sul web.

La strategia più intelligente da adottare, per accontentare i clienti ed ottenere vantaggi, sarebbe integrare canali digitali e fisici e focalizzare l’attenzione su un unico canale, consentendo al consumatore una visione totale ma anche incrementando la conoscenza del brand e le vendite.

Procedere con le transizioni online senza preoccuparsi dei problemi di logistica vuol dire condannare l’eCommerce al fallimento: i due concetti, infatti, sono legati imprescindibilmente tra loro poiché la crescita del primo accompagna la crescita esponenziale del secondo.

In conclusione, quindi, bisogna:

  1. avere differenze minime di stock;
  2. avere disponibili i prodotti chiesti dal cliente;
  3. non commettere errori di spedizione;
  4. scegliere trasportatori affidabili e seri.

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