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Cina, la nuova frontiera dell'eCommerce

L'eCommerce in Cina nel 2014 ha sempre più successo. Quali sono i consigli per aprire un marketplace di successo?

Cina, la nuova frontiera dell'eCommerce

È il vero gigante dell’est, il paese dei contrasti e del boom economico: la Cina si appresta a conquistare anche il mondo dell’eCommerce, parola di Jack Ma, fondatore di AliBab, il più grande sito di eCommerce cinese: «Nel resto del mondo l’eCommerce viene percepito come un nuovo modo di fare acquisti, in Cina, invece, è uno stile di vita». Del resto, anche le stime confermano questa tesi: entro il 2015 il valore dell’eCommerce in Cina raggiungerà un volume economico di 540 miliardi di dollari e nel 2020 supererà addirittura la somma di tutti i siti di eCommerce di Regno Unito, Francia, Germania, Giappone e Italia. Il traffico di utenti della rete cinese è già molto elevato, considerando anche l’alto tasso demografico: 550 milioni di utenti connessi, oltre un utente su 5 a livello globale. Una cifra sorprendente se si pensa che attualmente soltanto il 44% della popolazione cinese accede ad una connessione Internet. Il panorama si presenta molto fertile per innestare nuove attività economiche da parte dei paesi stranieri, tra i quali figura anche l’Italia.

Luca Collacciani, Regional Sales Manager di Akamai, azienda leader nell’offerta di servizi cloud per l’erogazione ottimizzata e sicura di contenuti online e applicazioni business, ci suggerisce sette fattori sui quali puntare per il lancio di un eCommerce in Cina.

eCommerce in Cina: l’importanza del mobile

Gli utenti finali hanno aspettative molto alte: ci si aspetta, infatti, che un’azienda sia sempre disponibile, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, non importa dove essi si trovino o come siano connessi. In Cina, nelle aree cittadine ad alta densità abitativa, l’accesso ad Internet avviene con modalità diverse: da PC, smartphone, wireless o via cavo. In tutte le altre aree, specialmente quelle rurali, l’unico accesso ad Internet è via mobile. Qualsiasi azienda che desideri avviare un’attività di eCommerce in Cina deve tenere conto di questa peculiarità e assicurarsi strategie e piani per misurare e massimizzare la disponibilità dei servizi via mobile.

Marketplace online

Al contrario del mercato statunitense, dove il 76% degli eCommerce è gestito dall’azienda che fornisce quei prodotti; il 90% degli eCommerce in Cina, invece, è costituito da aggregatori, veri e propri centri commerciali virtuali (per esempio TiMall con 180milioni di clienti e 200mila brand, al cui interno è presente anche un Apple Store). Questo comporta la necessità di creare un sito in grado di integrarsi perfettamente con altre piattaforme.

Hosting & performance del sito

Prima di lanciare il proprio sito, è necessario valutare anche alcune sfumature tecniche che spesso vengono trascurate, come ad esempio eventuali criticità legate alle performance. Immaginate un brand di automobili di lusso che produce bolidi capaci di andare da 0 a 100 km/h in tre secondi le cui pagine web si caricano in più di 10 secondi. Che tipo di messaggio viene inviato a un potenziale acquirente?

Server & content delivery network

Le aziende in procinto di entrare nel mercato devono essere consapevoli che la Cina possiede un’infrastruttura Internet unica, con una base utenti sempre più mobile e dinamica. Questa peculiarità aggiunge alcune complessità. Complessità che possono essere risolte da content delivery network che aiutano le aziende a districarsi tra la regolamentazione del governo cinese, mantenendo le performance dei siti web ai massimi livelli. Se si vuole garantire agli utenti un’esperienza web all’altezza del proprio nome, non solo bisogna utilizzare servizi di content delivery network o servizi DNS che garantiscano qualità e performance, ma bisogna anche valutare le performance di altri servizi forniti da terzi quali pixel tracking, A/B testing, web analytics e mappe che, venendo spesso serviti dal di fuori della Cina, possono rallentare notevolmente il sito, se non bloccarlo completamente. Fornire agli utenti cinesi esperienze online coinvolgenti e di alta qualità richiede una soluzione affidabile, sicura, che riesca a fornire alte prestazioni e che sia inoltre in grado di soddisfare i requisiti normativi della Cina.

Lingua locale o inglese?

La scelta della lingua per un sito di eCommerce in Cina dipende molto dalla tipologia di merce e dal target di consumatori. La maggior parte dei visitatori di siti di tecnologia, ad esempio, si sente a suo agio con la lingua inglese. Per la vendita online di beni di lusso potrebbe invece essere meglio offrire i contenuti in lingua locale. Per semplificare, il consiglio è quello di implementare il sito prevedendo fin da subito la doppia lingua: inglese e cinese.

Logistica

Fondamentale per un’attività di eCommerce in Cina è infine una buona strategia di distribuzione. Spedire dall’Italia senza considerare le peculiarità del territorio locale può influire negativamente sull’intero processo. I tempi di spedizione in Cina sono infatti molto variabili: da un minimo di un giorno a un massimo di tre. Inoltre, bisogna ricordare che i centri di distribuzione fondamentali in Cina sono almeno tre: Hong Kong, Shenzhen e Shangai.

Investire in comunicazione

Aprirsi al mercato eCommerce cinese è certamente più semplice per tutte quelle aziende con un brand già molto conosciuto, come ad esempio i colossi italiani del fashion. Per tutte le altre aziende, è fondamentale una strategia di comunicazione. Senza un forte investimento in attività di brand awareness, infatti, si rischia di passare inosservati e di vanificare qualsiasi sforzo commerciale. Per accrescere le vendite in Cina, le aziende dovranno sviluppare sofisticate strategie per raggiungere la loro audience. La Cina è un paese vasto anche in termini di “spazi” Internet: presentarsi con un sito lento o irraggiungibile o, peggio, senza una strategia distributiva adeguata potrebbe mandare in fumo mesi di pianificazione e investimenti.


A firma di: Laura Olivazzi Contributor
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