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Martedi 11 Dicembre 2018
MacroambienteL’andamento dell’eCommerce in Italia nel 2018

L’andamento dell'eCommerce in Italia nel 2018

L'eCommerce in Italia nel 2018 mantiene le sue promesse, con una previsione di crescita del valore degli acquisti del 15% in più rispetto al 2017.


Francesca Paola Esposito
A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing
L’andamento dell'eCommerce in Italia nel 2018

Dal Netcomm Forum  – evento leader nel campo dell’eCommerce – del 2018 sono emersi i trend e l’andamento dell’eCommerce in Italia nel 2018, con importanti previsioni. I dati di questa XIII edizione sono stati raccolti nel report “L’eCommerce italiano continua la sua crescita a doppia cifra: +15%” e lasciano presagire un futuro prossimo molto roseo per il commercio online. Attualmente, comunque, l’eCommerce italiano mantiene le sue promesse, con una previsione di crescita del valore degli acquisti del 15% in più rispetto al 2017. Un terzo di questi acquisti avverrà tramite smartphone che continua a essere il dispositivo preferito dagli utenti per attività di commercio.

La crescita, quindi, è lineare, ma nasconde una piccola rivoluzione: entrando nella quotidianità l’eCommerce, assieme alle tecnologie nuove ad esso connesse, sta modificando le abitudini dei consumatori, i modelli di business e i processi di vendita. Non a caso il consumatore, che ora è sempre connesso, viene identificato come onlife consumer.

I settori di punta dell’eCommerce in Italia nel 2018

Tra le previsioni non poteva certamente mancare un pronostico sulle categorie e sui settori più gettonati. Si potrà vedere sul mercato, infatti, un maggiore interesse per l’informatica e l’elettronica (+18%), l’abbigliamento (+21%) e l’editoria (+25%). Questi sono i cosiddetti settori “storici”, che hanno in qualche modo sempre trainato il mercato e che adesso si sono abituati alle nuove richieste e necessità. A emergere, ora, sono invece il food & grocery (+34%), il beauty (+29%), l’arredamento e home living (+44%) e il settore di auto e ricambi (+26%). Del 5% crescono anche turismo e trasporti e il settore delle assicurazioni.

La crescita dell’eCommerce in Italia nel 2018 va però considerato nella giusta misura e proporzione in base all’impatto che ha sull’intera popolazione. Non bisogna quindi dimenticare che i negozi fisici raggiungono ancora il 90% nella propria quota d’appannaggio, mentre il commercio online incide “solo” del 6,5%.

Nel 2017 la distribuzione del fatturato ha coinvolto soprattutto i settori del tempo libero e del turismo generando il 70% del totale eCommerce. Quest’anno è invece in crescita in valore assoluto soprattutto grazie alla spesa nel gioco online.

Lo sviluppo del retail: Italia vs Mondo

Non si può parlare esclusivamente di eCommerce in Italia nel 2018, comunque, se non si prende in considerazione anche il resto del mondo. Per comprendere infatti l’andamento del commercio online italiano bisogna tenere presente l’andamento del mercato online internazionale. Ad esempio, a livello mondiale l’aumento degli eShopper sembra inarrestabile: nel 2018 si è arrivato a registrare quasi 2 miliardi.

Il baricentro economico del mondo è attualmente posizionato nell’area Asia-Pacifico e rileva una crescita senza pari, supportata dalle economie di scala, che influenzerà l’intero equilibrio mondiale. La Cina è infatti il primo paese per volume di vendite online con quasi 700 miliardi di dollari nel 2017, seguito da Stati Uniti e Regno Unito. Facendo esempi concreti, Amazon e Alibaba proseguono nel loro ruolo da giganti mondiali nel campo dell’eCommerce, transando durante l’anno precedente fino a 1.1 triliardi di dollari. A riportare questi dati è l’indagine “eCommerce in Italia 2018”, molto precisa e accurata svolta dalla Casaleggio Associati sul settore eCommerce e sul prossimo decennio digitale di aziende e imprese italiane.

Una panoramica generale in ogni caso va fatta anche sulle motivazioni che spingono ad acquistare online e ogni singolo paese ha la propria: nel Regno Unito, già al terzo posto per volume di vendite, è la comodità; in paesi come Francia e Germania l’assortimento è la ragione principale; in Italia la scelta è invece dettata dai prezzi più convenienti online.

Nuove esperienze a misura del consumatore e omnicanalità

Un’altra peculiarità di questa rivoluzione dell’eCommerce in Italia nel 2018 (così come nel resto del mondo) è l’attenzione alla creazione di esperienze uniche, che siano su misura di ogni singolo consumatore. In questo l’Italia ha sempre mostrato grande originalità e potenzialità. Sta poi agli imprenditori e ai manager approfittarne, trasformando la loro impresa attraverso l’utilizzo di tutte le tecnologie e contemporaneamente promuovendo una nuova forma di cultura fondata su innovazione e sperimentazione continua e costante.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito alla crisi e alla chiusura di aziende storiche come Toys R us o Foot Locker. Questo processo si è in parte innescato a causa di Amazon, che nel 2017 ha generato 177,9 miliardi di dollari, e in parte perché ai consumatori ormai non basta più la “fisicità” di un negozio. Molti gruppi si trovano così in difficoltà nel mettere in atto le misure necessarie per rimanere al passo con i tempi e affrontare al meglio le nuove richieste.

Nel 2017 il 17% delle aziende intervistate dalla Casaleggio Associati ha dichiarato di aver investito molto nella strategia omnicanale. Le tipologie di dati che vengono elaborate per strutturarla sono numerose, infatti le aziende riescono oggi a elaborare i dati relativi a anagrafica, comportamento d’acquisto, interazione con i canali proprietari (sito, social, call center, etc.), fondamentali per creare esperienze personalizzate.

I negozi fisici continuano e continueranno ad essere presenti ovviamente, ma alcuni si comporteranno solo come “generatori di esperienza” o da showroom, permettendo al consumatore di conoscere in profondità il prodotto, provarlo ed entrare anche in contatto diretto con il brand.

Il futuro dell’eCommerce tra il 2018 e il 2028

Casaleggio Associati si è occupato, oltre che dell’andamento dell’eCommerce in Italia nel 2018, anche di presentare una previsione a larghissimo spettro (ovvero da qui a dieci anni), basandosi sui pronostici e le dichiarazioni degli imprenditori. Il 74% delle aziende italiane, infatti, dichiara di investire spesso risorse per lo studio di scenari futuri.

La percezione delle aziende italiane su quanto accadrà nel prossimo decennio ci indica che, oltre a desktop e mobile, si affermeranno – quasi sicuramente – le interfacce vocali come Siri, Cortana, Alexa, Google Assistant, etc. e gli assistenti che sfruttano l’intelligenza artificiale, come Echo di Amazon o Home di Google, verranno utilizzati dal 56% delle aziende.

Le vendite all’estero sono poi indispensabili per ogni paese. Le aziende italiane, ad esempio, stanno diventando sempre più presenti sul mercato online internazionale: il 65% del campione afferma di vendere oltre confine, mentre solo il 35% vende unicamente in Italia. Per lo sviluppo della vendita all’estero, quindi, le nazioni e le aree verso le quali le stesse imprese italiane intendono investire maggiormente nei prossimi dieci anni sono i vicini paesi dell’Europa e, in secondo luogo, gli Stati Uniti. Dopo gli Stati Uniti, poi, il primo paese extra europeo preso in considerazione è la Cina.

Parlare di futuro dovrebbe essere un’attività strategica, soprattutto in termini di resilienza di un’azienda, di adattamento al camaleontismo dei mercati e di prontezza a cogliere le opportunità e le sfide che l’evoluzione incessante della tecnologia lancia continuamente. Solo alcuni pionieri nell’ambito del marketing strategico si sono già accorti quanto sia rilevante pianificare questo futuro, visualizzando come si trasformerà il mondo dell’eCommerce da qui a dieci anni. Sicuramente oggi è confortante constatare come l’interesse e la tendenza ad indagare tale evoluzione oltre la logica tradizionale dei due/tre anni coinvolga la maggior parte dei settori produttivi, nonostante il comparto delle piattaforme digitali e dei marketplace si pongano il problema del futuro ancora non adeguatamente.

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