eCommerce Italia: crescita del 19% ma non basta

In Italia sono oltre 18 miliardi gli eShopper, ma sono ancora poche le imprese con sistemi di vendita online.

eCommerce Italia: crescita del 19% ma non basta

La vendita online di prodotti e servizi  tramite eCommerce non può più essere ignorata o considerata marginale. Il web, infatti, si sta affermando come un canale di vendita e di distribuzione che apre molteplici opportunità di crescita per i mercati.  

Non stupisce, quindi, che l’eCommerce in Italia abbia avuto nel 2015 una crescita del 19%, registrando un fatturato pari a 29 miliardi di euro, in base a quanto emerge dal report annuale – condotto attraverso un sondaggio online e interviste a oltre 400 aziende – elaborato da Casaleggio Associati.

Lo scenario dell’eCommerce in Italia rappresenta però un paradosso, perché il mondo del retail online è dominato principalmente da player esteri e dai grandi marketplace internazionali quali Amazon, ebay,  Etsy e altri. Se infatti da un lato si prevede nel 2016 uno scontrino medio di 300 euro tra prodotti e servizi acquistati online, le imprese italiane con vendita online risultano essere appena 40mila, contro le 800mila in Europa.

Una crescita lenta, quindi, quella italiana che rivela come le imprese facciano fatica a digitalizzarsi e a sfruttare opportunità come quella offerta dell’eCommerce che a livello globale ha fatturato complessivamente 1.671 miliardi di dollari. Le cause del ritardo italiano sono molteplici e tutte legate ad un ecosistema digitale poco sviluppato. I sistemi di eCommerce, infatti, sono diffusi soprattutto in paesi con un alto tasso di Ricerca&Sviluppo, un elevato numero di brevetti e competenze digitali molto avanzate. Inoltre bisogna tener conto che in Italia esiste un contesto legale e fiscale poco incentivante, con il più alto livello di imposizione sugli utili d’Europa.

Dal report della Casaleggio Associati si evidenzia d’altronde che molti imprenditori italiani sono orientati ad attivare la vendita online su marketplace più che ad aprire un proprio shop online. Siti come Amazon o Alibaba offrono la possibilità di sviluppare un proprio canale di vendita in Italia anche a quelle imprese che non hanno le risorse finanziare sufficienti per sviluppare un proprio shop online.

Ricorrendo ai marketplace, le aziende si assicurano la possibilità di aprirsi al mercato internazionale sfruttando semplicemente gli strumenti offerti dalla piattaforma stessa. Per questo motivo, quindi, molte PMI italiane oggi riescono a vendere anche negli Stati Uniti, facendo ricorso solamente a piattaforme come Amazon o ebay. La vendita online tramite marketplace rappresenta, quindi, un trend in crescita tanto che in Italia il 41% delle azienda vi fa ricorso.

Se le aziende mostrano di essere ancora lente nel comprendere le potenzialità dell’eCommerce, gli italiani sembrano invece avere grande fiducia nel commercio online. Nell’arco di questi ultimi 5 anni il numero di eShopper, infatti, è più che raddoppiato, passando da 9 miliardi a oltre 18. Il 75,8% degli utenti online ha visitato almeno un sito o un’applicazione dedicati all’eCommerce e sono ben 18,8 milioni gli italiani che negli ultimi tre mesi hanno acquistato online e di questi 12,8 milioni lo hanno fatto almeno una volta al mese.

Questi numeri  mostrano quanto la pratica dell’acquisto online tra gli italiani  sia molto diffusa, anche grazie all’uso dei dispositivi mobili. Stando agli ultimi dati Netcomm, nel 2016 gli acquisti via smarthphone costituiranno il 15% dell’eCommerce e soltanto nel primo trimestre del nuovo anno il 21% degli acquisti è stato effettuato proprio da dispositivo mobile. I settori principali nella distribuzione del fatturato eCommerce sono stati tempo libero e turismo e si prevede un’ulteriore crescita dell’11%.

Tuttavia gli acquisti nei centri commerciali on line sono quelli che aumentati maggiormente (+140%), grazie soprattutto alla presenza di grandi player internazionali che attraverso le loro piattaforme hanno assorbito diverse categorie merceologiche. Un’importante crescita (+77%) è quella registrata dal settore alimentare in cui compaiono nuovi player del food delivery tra cui Amazon Prime Now, Just East o Deliveroo. Per fine 2016 l’abbigliamento sarà il settore in aumento (+25%), seguito da informatica ed elettronica (+22%) ed editoria (+16%).

Affinché l’Italia possa davvero “fare eCommerce“, le aziende devono necessariamente comprendere quanto le potenzialità del digitale siano necessarie per la loro sopravvivenza in un mercato globale, soprattutto in quei settori dove la forza legata al Made in Italy è più rilevante.


Giovanna D'Urso
A cura di: Giovanna D'Urso Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

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