Mercoledi 17 Ottobre 2018
MacroambienteAlcuni dati sull’eCommerce nel 2016: dall’Europa all’Italia fino agli acquisti oltreconfine

Alcuni dati sull’eCommerce nel 2016: dall’Europa all’Italia fino agli acquisti oltreconfine

L’andamento dell'eCommerce nel 2016 è stato oscillante per tutta l’Europa, con alcune particolarità legate ai singoli paesi.


Francesca Paola Esposito

A cura di: Francesca Paola Esposito Autore Inside Marketing

Alcuni dati sull’eCommerce nel 2016: dall’Europa all’Italia fino agli acquisti oltreconfine

L’eCommerce è ormai da molti considerato la soluzione migliore per fare shopping, in sostituzione alle abitudini tradizionali. Questo perché è veloce, comodo e pratico, dato che basta un click per soddisfare esigenze e desideri. Nella classifica di utilizzo dell’eCommerce nel 2016, l’Italia ha occupato il ventiquattresimo posto, sorpassando solo Grecia, Cipro, Romania e Bulgaria. Sorge spontaneo chiedersi, quindi, quale sia stato il ruolo del commercio elettronico nel mercato europeo. Questa tematica è sempre stata oggetto di analisi, infatti in un articolo de Il Sole 24 Ore è stato analizzato – in maniera generica – l’andamento dell’eCommerce. Le cifre non si mostrano espressamente negative, ma vale la pena soffermarsi sul caso italiano.

Apparentemente il nostro paese in questo settore era cresciuto a dismisura, con un incremento (stimato nel corso del 2016) del 17% rispetto al 2015. Eppure, facendo un confronto con gli anni precedenti o con gli altri paesi, è stato registrato un livello decisamente basso di sviluppo. La MM-ONE Group ha notato che, nella classifica europea, si riscontrava una forte spaccatura fra Nord e Sud e i primi posti erano occupati da Danimarca, Olanda e Gran Bretagna. Solo concentrando la ricerca nell’ambito dell’acquisto online l’Italia sembra essere riuscita a reggere il confronto: il 38% italiano si scontra con solo il 40% europeo.

Abitudini di consumo nel 2016: Italia contro il resto d’Europa

Con l’avvento delle tecnologie digitali non si è modificato soltanto il mondo delle vendite al dettaglio, ma anche – e soprattutto – il modo in cui gli individui vivono l’esperienza dell’acquisto.

Il consumatore nel 2016 ha assunto come atteggiamento l’abitudine sia di scegliere il prodotto all’interno di un negozio fisico ed effettuare poi l’acquisto online in un secondo momento, sia di compiere una ricerca approfondita nei canali di vendita online, per poi perfezionare l’acquisto all’interno di uno negozio fisico. In questo modo ha dimostrato di non riuscire a effettuare più una netta distinzione tra i canali di vendita.

La Nielsen Company ha deciso di pubblicare così i risultati della ricerca “Global Connected Commerce”, condotta in 26 paesi (Italia compresa), identificando le principali attività che gli utenti effettuavano in rete:

  • il 63% degli utenti utilizza internet per cercare ulteriori informazioni sul prodotto;
  • il 52%, invece, utilizza la rete per comparare i prezzi;
  • il 46% naviga alla ricerca di sconti o coupon.

Per quanto riguarda il metodo di pagamento per gli acquisti online, il più apprezzato era (generalmente) la carta di credito, mentre in Italia Paypal (55%), seguito da carte prepagate (51%), carte di credito (42%) e contrassegno (25%).

La stessa PayPal ha commissionato a Duepuntozero Doxa uno studio (“Let the Shopping Begin!”) che analizzasse le abitudini degli italiani online ed in particolar modo la propensione all’eCommerce, evidenziando che in Italia il denaro contante era ancora lontano dall’essere uno strumento di pagamento obsoleto. Le motivazioni? Per il 64% degli intervistati la limitazione all’uso delle carte nei punti vendita (indisponibilità POS o mancato funzionamento; utilizzo consentito solo sopra una certa soglia), per il 59% la necessità di utilizzare il contante per il pagamento di piccole spese (il parcheggio, il giornale, il biglietto del mezzo pubblico) e per il 48% risultava rassicurante per poter gestire liberamente un’emergenza.

Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto gli utenti ad acquistare un prodotto o un servizio online? A livello globale, sicuramente la riduzione dei tempi della spesa (53%), il sondaggio delle opinioni in rete (50%) e il reperimento dei prodotti non presenti in negozi fisici (49%). In Italia, invece, le motivazioni alla base dello shopping online risultarono essere un po’ diverse: miglior affare (42%); acquisto di prodotti non disponibili nei negozi fisici (39%); ricerca di prodotti con il prezzo più basso (39%).

Donne ed eCommerce nel 2016: un’analisi dei primi tre mesi del 2016

Cosa desiderino le donne è un quesito senza possibilità di risoluzione, ma in ambito moda (ed eCommerce) l’azienda leader europea nella fashion aggregation, Stylight, ha analizzato il comportamento delle sue utenti per il primo trimestre 2016, riuscendo a tracciare una linea guida delle tendenze, dei brand preferiti e degli oggetti più acquistati.

La febbre dei saldi è salita, raggiungendo il 20% in più di spesa sulla piattaforma rispetto al 2014. Gli articoli più richiesti dalle donne (soprattutto in Francia, Spagna e Inghilterra) sono stati i parka, gli skinny jeans, le gonne maxi, le sneakers, le camicie button up e gli stivali ankle boots con tacco. Il colore di tendenza, invece, l’ocra, mentre in cima alla top five, seguito da Asos e Desigual, si trovava il brand Michael Kors, soprattutto per quanto riguarda le sue borse.

Stagionalità: quanto ha influito sull’andamento degli acquisti online?

Secondo la startup CupoNation, specifica per il settore del couponing online, la primavera – con l’eccezione di alcuni settori come moda, beauty e viaggi – porta abitualmente a una battuta d’arresto degli acquisti online. Secondo tale affermazione, diventa quindi necessario parlare di stagionalità e monitorarne l’andamento. Nel 2016, la startup propose così, nello stesso studio, una previsione, individuando i settori più fiorenti e quelli più a rischio.

La categoria che, più di tutte, avrebbe dovuto risentire della stagionalità è quella dei giocattoli: il 63% della vendita complessiva si sarebbe collocata nei mesi di novembre e dicembre, in concomitanza con le feste natalizie. La moda, invece, si sarebbe mantenuta con un andamento quasi regolare e un picco nei mesi di novembre, dicembre e gennaio, concomitante con il periodo di saldi.

Un’eccezione è stata considerata per i flash sales (sconti come nel Black Friday), dove si sarebbe raggiunto un aumento delle vendite anche del 4-6%.

Il settore considerato, durante questa indagine, più stabile in assoluto, in Italia, è quello dei viaggi, mostrando una certa continuità in tutto l’arco dell’anno: prenotare dai propri personal computer o smartphone offriva (e continua ad offrire) ogni genere di comodità, compreso il fai da te e la possibilità di seguire i suggerimenti di amici e parenti in qualsiasi istante, anziché dover fare file interminabili nelle agenzie di viaggio.

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