Editoria e mobile in sviluppo: bye bye cartaceo?

10 milioni di utenti accedono quotidianamente alle news da mobile. Cosa comporta questa migrazione per il mondo e per i prodotti dell'editoria del 2014?

Editoria e mobile in sviluppo: bye bye cartaceo?

C’è qualcosa di più asettico di un dato? Un numero, spesso un paio, qualche simbolo di percentuale et voilas, il dato è tratto. Che ce ne facciamo di tutti questi dati in definitiva? Per ora li usiamo come chiave per aprire un capitolo piuttosto interessante sul panorama dell’editoria. Un panorama condizionato implicitamente dallo spostamento delle modalità di connessione da fissa a mobile, da Pc a smartphone e tablet. Ma facciamo due conti.

In due anni, dal 2012 al 2014, si è assistito ad un aumento del 44% delle sim che hanno effettuato traffico dati: 39 milioni circa di sim nel primo trimestre del 2014, contro i 32 circa del primo trimestre del 2013 e i 27 del periodo corrispettivo del 2012. Questo per dire anche che il 59% del tempo trascorso in rete avviene tramite mobile. Ma veniamo ai fatti: 15 milioni di persone quotidianamente navigano in mobilità e ben 10 milioni accedono da smartphone e tablet allo sconfinato parterre di news presenti in rete.

editoria e mobile

bye bye cartaceo?

Cosa implica tutto ciò per il mondo dell’editoria? Da un punto di vista pratico, una vera e propria migrazione della popolazione dei lettori, con annessa riconfigurazione. Il punto è capire in che maniera questi si siano riconfigurati e quali siano le loro necessità. Un dato importante riguarda l’età del target che diminuisce verso la fascia 18-34 anni. Un abbassamento evidente dell’età dei lettori, soprattutto se immaginiamo l’età media del lettore di un quotidiano cartaceo. Giovani che hanno un tempo di collegamento nel giorno medio di circa 1 ora e 34 da mobile.

Una grossa opportunità in termini di marketing, dunque, di rivolgersi alla fascia giovane della popolazione ma anche una “minaccia”, in quanto espressione della necessità di cambiare le logiche editoriali in funzione di tutto un nuovo sistema di fruizione del prodotto editoriale. Una rivoluzione, certo, in termini di fruibilità del contenuto ma anche un declino se tralasciati alcuni importanti cambiamenti.
Bisogna ripensare, dunque, a nuove forme editoriali che possano valorizzare al massimo l’opportunità di interagire con questo target, in termini di:

contenuto: non basta adattare il cartaceo al web, trasportare le notizie e le informazioni da un contenitore all’altro, così come vale per qualsiasi cosa che passa dal reale al virtuale o, più banalmente, da un mezzo all’altro;

forma: bisogna immaginare tutte le potenzialità interattive offerte dal mobile sia in termini del rapporto lettore-prodotto editoriale sia del rapporto lettore-lettore.

Insomma, come per ogni rivoluzione le cose da riorganizzare sono tante, soprattutto se l’obiettivo è quello di uscirne vincenti. E non bisogna dimenticare, poi, che, nonostante la lavatrice, molte persone lavano ancora i maglioni a mano.


A firma di: Sara Di Costanzo Contributor
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