MacroambienteElettronica ricondizionata: perché è la scelta più innovativa per i propri acquisti hi-tech

Elettronica ricondizionata: perché è la scelta più innovativa per i propri acquisti hi-tech

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L'acquisto di elettronica ricondizionata può rappresentare, per professionisti, aziende e privati, una buona soluzione che è anche più sostenibile di un nuovo acquisto.

Quando si parla di elettronica ricondizionata il pensiero ricade inevitabilmente sul risparmio: comprare smartphone – gli oggetti di cui sono comunemente più riforniti i negozi di questo tipo, ma lo stesso vale anche se si sceglie di acquistare PC, tablet, eReader – che hanno subito un processo di refurbishment può significare, infatti, spendere fino a quasi un terzo in meno rispetto al prezzo di mercato. Quello che non si dice altrettanto spesso è, invece, che ricorrere all’elettronica ricondiziona è anche un modo di fare acquisti hi-tech piuttosto innovativo e vantaggioso e non solo per il singolo consumatore.

Convenienti ma anche innovativi: la ribalta dei gadget elettronici ricondizionati

Un primo elemento da considerare è che i maggiori rivenditori di elettronica ricondizionata, quelli capaci di garantire ai propri clienti più assortimento, sono ormai rivenditori online: anche in questo caso fare acquisti in Rete ha rispetto agli acquisti in negozio vantaggi che vanno dalla praticità di avere a portata di click il proprio prossimo smartphone e poterlo comodamente ricevere a casa o in ufficio, in breve tempo, alla comodità di utilizzare i metodi di pagamento digitali che più si preferiscono, passando per la sicurezza di transazioni affidabili e di un prodotto coperto da garanzia per almeno un anno.

Nei negozi di elettronica ricondizionata – ed è questo un altro aspetto che rende per molti versi “nuova” la proposta di valore dei prodotti refurbed – si possono fare buoni affari anche con modelli top gamma come per esempio l’iPhone 11. Chi è sempre alla ricerca di sempre più nuovi gadget hi-tech, insomma, può procurarseli in questo modo in maniera più sostenibile per sé – risparmiando sul prezzo a cui lo stesso oggetto è venduto nel mercato del nuovo – e per l’ambiente, perché si acquista un prodotto già in circolo, non comprandone uno nuovo.

Non ci sono stime precise, infatti, ma sembrerebbe essere ormai opinione consolidata tra gli addetti ai lavori che il desiderio instillato dai produttori di elettronica nei consumatori di passare velocemente a modelli sempre nuovi e più performanti di smartphone, tablet, PC portatili, ecc. sia co-responsabile, insieme all’obsolescenza programmata degli stessi dispositivi, di un processo di corretto smaltimento dei rifiuti informatico che si è fatto sempre più difficile, al limite dell’impossibile. Recuperare dispositivi già utilizzati ma ancora perfettamente funzionanti può essere così un modo per evitare che diventino prima del dovuto rifiuti inquinanti e pericolosi per l’ambiente. Non di rado soprattutto gli smartphone ricondizionati sono smartphone aziendali procurati in leasing o provengono da stock di rivenditori all’ingrosso.

C’è un principio di economia circolare insito in questo modello che fa apparire ancora più innovativa la scelta di acquistare elettronica ricondizionata. Uno smartphone o un portatile che non sono più abbastanza performanti per un professionista che li usa ogni giorno per ragioni di lavoro non è detto che non possano essere “rimessiin circolo – e con buoni risultati, tanto più che ogni dispositivo ricondizionato passa attraverso numerosi test e controlli e vede sostituite le componenti non più funzionanti ove necessario – destinandoli a utenti con esigenze diverse.

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