Giornale di marketing,
comunicazione e cultura digitale
Resta aggiornato:
Inside Marketing
ComunicazioneOra Elon Musk è nel board di Twitter e suo azionista di maggioranza e promette “novità significative” per la piattaforma

Ora Elon Musk è nel board di Twitter e suo azionista di maggioranza e promette "novità significative" per la piattaforma

Controllando oltre il 9% delle azioni e con un posto nel board direttivo della compagnia, ora Elon Musk può davvero dire la sua sul futuro di Twitter, a partire dall'agognata introduzione del bottone per modificare i tweet.

Chi la frequenta assiduamente sa bene che alla piattaforma l’imprenditore ha spesso affidato le proprie esternazioni forti e più di qualche volta sui generis sull’attualità, la politica, la situazione economica. La notizia secondo cui Elon Musk entra in Twitter come azionista di maggioranza e membro del consiglio direttivo non arriva, così, davvero come un fulmine a ciel sereno, non per tutti almeno.

Com’è successo che Elon Musk entra in Twitter come azionista di maggioranza e membro del board

Da qualche settimana giravano voci su un documento presentato già alla fine di gennaio 2022 alla SEC, un’autorità che in America si occupa di controllo delle attività finanziarie, con cui il patron di Tesla rendeva conto di aver raccolto la disponibilità di diversi azionisti Twitter a cedere le proprie quote. Contemporaneamente sarebbero andati avanti colloqui riservati[1] tra Elon Musk, il nuovo CEO di Twitter Parag Agrawal e il fondatore del social dei cinguettii Jack Dorsey per definire meglio il ruolo che l’imprenditore avrebbe ricoperto all’interno della compagnia.

Elon Musk entra in Twitter infatti, secondo notizie ora ufficiali, controllando il 9.2% delle azioni e con la carica di consigliere del board almeno fino al 2024: difficile pensare così che, essendo a tutti gli effetti un’azionista di maggioranza e direttamente coinvolto negli organi decisionali della compagnia, non contribuirà a dettare un “nuovo corso” per Twitter.

Dalla piattaforma hanno tenuto a sottolineare che certamente sono e continueranno a essere soprattutto i dirigenti e il team tecnico della compagnia a prendere le decisioni più rilevanti per l’operatività del social network e che come gli altri azionisti anche Musk non potrà controllare più del 14.9% delle azioni per evitare sul nascere qualsiasi minaccia di acquisizione ostile.

Dal canto proprio, però, l’imprenditore avrebbe già promesso «miglioramenti significativi» per la piattaforma, convincendo non solo le borse, dove il valore delle azioni di Twitter ha subito un aumento del 22%[2] subito dopo l’ufficialità della notizia (l’intera operazione, secondo alcune stime della CNN, avrebbe un valore finanziario di due miliardi e mezzo di dollari).

Quella volta che con dei sondaggi Elon Musk fece credere di star lavorando a un social network di proprietà

La notizia secondo cui Elon Musk entra in Twitter è stata accolta con entusiasmo soprattutto dai fan dell’imprenditore – che con i suoi oltre 80milioni di follower può contare su una delle community più vaste della piattaforma – e più in generale dai frequentatori abituali del social dei cinguettii: una popolazione, quella dei twitterer, che, osserva Il Post, non è mai cresciuta come ci si sarebbe potuto aspettare e com’è successo per gli iscritti alle altre piattaforme nonostante i sedici anni di attività[3] e, anche per questo, non ha mai smesso di concentrare la propria attenzione attorno a pochi account e molto attivi, qual è sempre stato appunto quello dell’imprenditore di Tesla e Space X.

Negli ultimi giorni di marzo 2022, così, agli occhi della community di Twitter non erano certo passati inosservati dei sondaggi che Elon Musk aveva proposto ai propri follower e in cui si interrogava e interrogava i follower circa la possibilità di avere l’algoritmo di Twitter open source e circa il reale rispetto della libertà di parola di piattaforme come Twitter, elemento così essenziale per il corretto funzionamento della democrazia.

Allora, quando ancora le voci su presunte azioni di Twitter acquistate da Elon Musk erano ancora appunto solo voci, qualcuno non aveva mancato di sollevare il dubbio che l’imprenditore stesse pensando di lanciare un nuovo social network[4] proprietario (forse sul modello del poco fortunato TRUTH, il social network di Trump).

I più attenti alle politiche delle piattaforme digitali avevano fatto notare, invece, come i due temi tirati in ballo da Elon Musk fossero temi da sempre molto cari ai vertici di Twitter. Bluesky, il social network alla cui direzione è subentrato Jack Dorsey dopo le dimissioni da CEO di Twitter, nasce proprio come prototipo di piattaforma decentralizzata e open source, con algoritmi pensati per rimanere a disposizione degli sviluppatori per dar vita a esperienze quanto più personalizzate possibili.

Sulla questione della libertà di espressione l’impegno del team di Twitter è sempre stato quello di bilanciare la massima rappresentatività di idee e posizioni, anche minoritarie, con un clima che fosse più disteso e pacifico possibile: per questo quella di segnalare alcuni tweet dell’ex presidente americano durante la campagna elettorale del 2020 come infondati e di bannare completamente Trump da Twitter dopo i disordini del Congresso è stata per la piattaforma una extrema ratio, costatale non poche polemiche e non poca ostilità da parte soprattutto della destra americana e di imprenditori vicini alle posizioni repubblicane.

Anche Elon Musk non ha mai fatto mistero di essere contrario alla grande depiattaformizzazione” di Trump e dell’idea che in nessun caso le piattaforme dovessero ergersi ad “arbitro della verità” (per parafrasare la spiegazione che Mark Zuckerberg diede sul perché almeno all’inizio le piattaforme di casa Meta non intervenissero a proposito delle esternazioni di Trump). Una posizione di neutralità, ha più volte lasciato intendere l’imprenditore, è anche quella più conveniente se si pensa alla responsabilità delle piattaforme e dei loro gestori sui contenuti pubblicati dagli utenti e se si pensa anche a come più volte la politica abbia manifestato la volontà di intervenire a normare la materia.

Nonostante i risultati netti dei sondaggi – oltre l’80% dei follower di Elon Musk ha risposto sostenendo che l’algoritmo di Twitter dovrebbe essere open source e almeno il 70% a oggi non riterrebbe Twitter rispettoso della libertà di espressione – è difficile dire, comunque, se saranno queste le prime aree di intervento dopo che Elon Musk entra in Twitter come azionista di maggioranza e consigliere del board.

Arriva su Twitter il bottone che permette di modificare i post (e non è un pesce d’aprile)

In un altro sondaggio via tweet l’imprenditore aveva chiesto ai propri follower se volessero un bottone Edit” per modificare i tweet: quel cinguettio era stata ritwittato persino dal CEO della piattaforma, Parag Agrawal, che aveva invitato a «votare con attenzione» considerato che «le conseguenze di questo sondaggio saranno importanti»[5].

Con poca sorpresa la risposta era stata “sì” nella maggior parte dei casi: l’impossibilità di intervenire a modificare refusi o imprecisioni nei cinguettii a meno di non eliminare per intero il messaggio originale e di ripubblicarlo, perdendo però in questo modo anche le eventuali interazioni già ricevute, o di creare un thread di risposta al tweet sbagliato con le informazioni che si intendono rettificare è stata da sempre al centro delle lamentele dei twitterer, alimentate peraltro dal fatto che funzioni simili esistessero sulla maggior parte delle altre piattaforme.

Sotto la direzione di Jack Dorsey l’ipotesi di introdurre la possibilità di modificare i tweet era stata completamente esclusa[6] non tanto per distinguersi dalle altre piattaforme, quanto perché lo stesso Dorsey era scettico nei confronti dei tweet modificabili e convinto che potessero essere sfruttati per diffondere fake news , notizie manipolate, disinformazione. Parag Agrawal si è dimostrato, invece, fin da subito più aperto sulla questione, tanto che è arrivata alla fine l’ufficialità che Twitter è a lavoro per l’introduzione di un tasto “Edit”.

La tempistica non è stata delle migliori: pubblicato il 1° aprile 2022, l’annuncio ufficiale era sembrato inizialmente una delle iniziative dei brand per il Pesce d’aprile. Tanto che il team di Twitter, anche direttamente nella persona di Jay Sullivan, VP of consumer product della compagnia, è stato costretto a intervenire chiarendo che non si trattava di uno scherzo e che gli sviluppatori della piattaforma stavano testando una funzione per modificare i cinguettii già da molto tempo, anche prima del sondaggio di Elon Musk, visto lo storico di richieste da parte degli utenti della piattaforma.

La funzione, appena pronta, sarà rilasciata progressivamente nei diversi paesi in cui è operativa la piattaforma e tra i diversi utenti, come quasi sempre avviene per le novità social.

Con ogni probabilità, come svela The Verge‚ per scongiurare usi sospetti del bottone “Modifica” e come di fatto avviene anche su altre piattaforme si potrà continuare a vedere lo storico delle modifiche effettuate sul singolo tweet per farsi un’idea di cosa l’utente ha cambiato, come e perché.

© RIPRODUZIONE RISERVATA È vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Resta aggiornato!

Iscriviti gratuitamente per essere informato su notizie e offerte esclusive su corsi, eventi, libri e strumenti di marketing.

© Inside Marketing 2013 - 2022 è un marchio registrato ® P.iva 09229251211
loading
MOSTRA ALTRI