MacroambienteElon Musk ci ripensa (ancora) ed è disposto a comprare Twitter per 44 miliardi di dollari

Elon Musk ci ripensa (ancora) ed è disposto a comprare Twitter per 44 miliardi di dollari

Per mesi Elon Musk aveva sostenuto che fosse una cifra troppo alta considerato quanti bot frequentano Twitter, ora torna alla proposta originaria di oltre 54 dollari ad azione pur di evitare il processo alla corte di Delaware

Per mesi Elon Musk aveva sostenuto che fosse una cifra troppo alta considerato quanti bot frequentano Twitter: ora torna alla proposta originaria di oltre 54 dollari ad azione pur di evitare il processo alla corte di Delaware

Elon Musk vuole comprare Twitter di nuovo e allo stesso prezzo della proposta iniziale – 44 miliardi di dollari, 54.20 dollari ad azione – in apparente contraddizione con mesi di querelle, legali e non, con la compagnia.

Secondo quanto inizialmente rivelato da Bloomberg[1] e poi confermato dalla stessa Twitter[2], i legali di Elon Musk hanno inviato in questi giorni una lettera alla compagnia per manifestare la volontà dell’imprenditore di concludere l’accordo per l’acquisizione secondo «termini e condizioni già stabiliti ad aprile 2022».

 Il testo della lettera inviata dai legali di Elon Musk a Twitter per manifestare il nuovo interesse dell'imprenditore a concludere l'acquisizione.

Fonte profilo Twitter: The Chancery Daily
Il testo della lettera inviata dai legali di Elon Musk a Twitter per manifestare il nuovo interesse dell'imprenditore a concludere l'acquisizione.

La stessa volontà è stata manifestata depositando apposita documentazione alla SEC, l’autorità preposta in America al controllo delle borse, già più volte coinvolta nell’affaire Elon Musk vs Twitter.

Nonostante un certo grado di ufficialità, c’è comunque scetticismo tra gli addetti ai lavori rispetto alla notizia secondo cui Elon Musk vuole comprare Twitter di nuovo: potrebbe essere solo l’ennesimo tassello, tutt’altro che definitivo, nella lunga vicenda per l’acquisizione del social dei cinguettii[3].

Il lungo e incompiuto affare dell’acquisizione di Twitter

La vicenda ha avuto inizio nei primi mesi dell’anno, quando Elon Musk ha comprato il 9% delle azioni di Twitter, diventando uno dei principali azionisti della compagnia. Il tira e molla tra l’imprenditore e i vertici del social è partito quasi subito, inizialmente riguardo all’opportunità che il primo avesse anche un ruolo all’interno del board aziendale.

Ad aprile 2022 è arrivato il primo importante punto di svolta: Elon Musk ha fatto una proposta per acquistare Twitter a 44 miliardi di dollari, pagando ogni azione più di 54 dollari. Mentre i mercati hanno reagito bene alla notizia e la quotazione della compagnia è salita, Musk ha cominciato a fantasticare sulla più totale libertà d’espressione che sarebbe stata concessa sul social, anche per esempio eventualmente riammettendo su Twitter Trump e altri utenti vittime di “depiattaformizzazione” e rendendo libero e aperto il codice della piattaforma.

Tra le novità promesse da Musk ce ne sono state anche di attesissime dagli utenti e che riguardavano più da vicino quello che ogni giorno succede su Twitter, come l’introduzione del bottone “modifica” (arrivato in anteprima per gli utenti Twitter Blue prima di essere reso disponibile in versione beta per tutti).

L’idillio si è interrotto quando prima Elon Musk ha annunciato di voler mettere in pausa l’accordo per l’acquisizione Twitter e successivamente ha fatto effettivamente dietro front rispetto alla proposta iniziale. La motivazione ufficiale? Twitter avrebbe mentito sul numero di bot e profili fake presenti sulla piattaforma, inducendo Musk a fare un’offerta sovrastimata rispetto al valore effettivo della compagnia.

Questa tesi sembrava basarsi su preoccupazioni ben più profonde dell’imprenditore e del suo team: Twitter in quel momento si sarebbe presentata finanziariamente meno stabile di come poteva apparire, meno soprattutto delle altre big tech; poco stabili sembravano soprattutto i mercati, anche a causa del periodo d’incertezza socio-economica che ha fatto seguito alla pandemia e alla guerra in Ucraina; questa condizione avrebbe reso il momento meno adatto per distogliere capitale da imprese già avviate, tanto più che parte dell’acquisizione avrebbe dovuto essere coperta facendo ricorso a fondi d’investimento.

L’accusa di poca trasparenza rivolta da Elon Musk a Twitter ha dato vita a un lungo botta e risposta tra i vertici della compagnia: questi ultimi sono stati impegnati a dimostrare che non è facile stimare il numero esatto di profili fake; l’imprenditore, che ha citato studi indipendenti – comunque dalla dubbia validità statistica, come ha sottolineato qualche esperto – che lo avrebbero fatto, ha chiesto a gran voce e con urgenza dati di prima mano che, come hanno risposto ancora da Twitter, non possono essere condivisi con terzi per non violare la privacy degli utenti.

Tra le voci ha cominciato quindi a insinuarsi quella secondo cui tra i reali motivi del dietro front di Musk potesse esserci anche una non particolare simpatia per il nuovo CEO di Twitter, Parag Agrawal, colpevole di aver caldamente invitato l’imprenditore a smettere di twittare «cose negative» sulla compagnia[4].

A luglio 2022, comunque, Twitter ha fatto causa Elon Musk per la violazione di accordi commerciali. La data di inizio del processo davanti alla Corte di Delaware era stata fissata al 17 ottobre 2022 con una conclusione, grazie alla formula breve, stimata in cinque giorni, decidendo se costringere l’imprenditore ad andare avanti con gli accordi presi con la compagnia o commissionargli una penale in caso di ritiro. L’ultima svolta inaspettata nella vicenda, prima che arrivasse la notizia secondo cui Elon Musk vuole comprare Twitter di nuovo, era stata la citazione in giudizio dell’ex CEO di Twitter, Jack Dorsey, in una sorta di mossa disperata per provare a svincolarsi dagli accordi presi.

Perché ora Elon Musk vuole comprare Twitter di nuovo

Non stupisce che ci sia chi crede che annunciare che Elon Musk vuole comprare Twitter di nuovo e per la stessa cifra concordata in aprile sia solo l’ennesimo escamotage per provare a prendere tempo e, se possibile, far slittare l’inizio del processo. La corte di Delaware è nota, del resto, per la tendenza a dare ragione alle compagnie nelle querelle legali che le vedono protagoniste e, inoltre, non sembra facile pensare a Elon Musk come al favorito per la vittoria legale. La possibilità, per quanto teorica, di un accordo da concludere spontaneamente tra le parti potrebbe bastare a rendere non più necessario il processo, anche se come fa notare qualche esperto è un’ipotesi anche questa da confermare.

Le modalità scelte da Elon Musk per annunciare personalmente l’ennesimo dietro front sull’affare Twitter non presagiscono l’idea di una proposta seria fino in fondo: in un cinguettio l’imprenditore ha spiegato, infatti, di essere nuovamente interessato ad acquistare Twitter perché potrebbe essere un modo per «accelerare la creazione di X, l’app per ogni cosa».

 Il tweet con cui Elon Musk ha annunciato di essere nuovamente interessato ad acquistare Twitter.

Fonte profilo Twitter: del brand/persona
Il tweet con cui Elon Musk ha annunciato di essere nuovamente interessato ad acquistare Twitter.

Ai toni e alle esternazioni sui generis del patron di Tesla e SpaceX la stampa e il pubblico sono abituati. Anche i mercati, però, questa volta sembrano dargli fiducia: il valore delle azioni è cresciuto di oltre un quarto, fino a 52 dollari, dopo la notizia secondo cui Elon Musk vuole comprare Twitter di nuovo.

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