Sabato 17 Novembre 2018
MarketingEmail ed italiani tra tipologie, utilizzo e modalità di fruizione

Email ed italiani tra tipologie, utilizzo e modalità di fruizione

Lo studio "Email Marketing Experience Report 2015" di MagNews ha analizzato da diversi punti di vista il rapporto tra email ed italiani.


A firma di: Laura Olivazzi Contributor
Email ed italiani tra tipologie, utilizzo e modalità di fruizione

Sono passati più di quarant’anni dall’ottobre del 1971, l’anno in cui Ray Tomlinson inviò la prima email. Da quel momento di progressi e passi da gigante nel settore dell’Information Technology ne sono stati compiuti a volontà, tra dispositivi di ultima generazione, social media e tecnologie avanzate. Nell’immenso traffico di idee e dati generato dall’informatica, tuttavia, l’email rappresenta ancora un caposaldo poiché possibile scambiare messaggi, comunicare e pensare a campagne di email marketing. Ed è proprio questo il punto sul quale MagNews ha indagato all’interno dello studio “Email Marketing Experience Report 2015“, in collaborazione con l’Istituto Human Highway, su un campione di 1000 utenti Internet, per analizzare il rapporto tra email ed italiani e, quindi, anche tra i tradizionali client di mail e i sistemi di messaggistica inclusi nei social media.

Il campione intervistato prende in considerazione utenti abituali di almeno 15 anni ed è ponderato per genere, età, regione e modalità di fruizione di Internet e dei vari device, un gruppo utile a rappresentare circa 30,5 milioni di persone (per il 55% costituito da uomini e per il 44% da donne).  La fascia d’età presa in maggiore considerazione è quella che va dai 35 ai 44 anni (25,8%), seguita dalla fascia di giovani adulti tra i 25 e i 34 anni (21,3%), provenienti prevalentemente dal Nord-Ovest.  La maggior parte degli intervistati dichiara di fruire del web sia mediante PC che mediante mobile (35,8%), con uno scarso 1% per i tablet.

Secondo le stime, ogni giorno in Italia vengono inviati circa 940 milioni di email, mentre ciascun utente possiede in media 2,4 caselle di posta elettronica, numero che può variare a seconda della tipologia di email ricevuta: si pensi, per esempio, alla differenziazione tra email di lavoro, legate a profili aziendali, ed email private.

Gli uomini utilizzano caselle di posta elettronica parallele per proteggere l’anonimato con più frequenza rispetto alle donne.

Per quanto riguarda il rapporto tra email ed italiani, il fornitore di posta elettronica più diffuso è Google, che attesta una stima pari al 55% di iscritti che corrisponde a 16 milioni di individui. Tra gli altri grandi fornitori di posta elettronica si trovano Microsoft (Hotmail) e Italia Online (Libero, Wind, IOL) che contano, rispettivamente, 12 e 11 milioni di caselle attive. Fastweb risulta essere il servizio più trascurato. Gli account email più longevi sono quelli di Microsoft e quelli legati all’indirizzo mail aziendale, con oltre tre anni di permanenza; ancora una volta Fastweb, invece, è fanalino di coda della classifica.

MagNews, all’interno dello studio, ha poi focalizzato la propria attenzione sulle specifiche modalità di fruizione ed accesso ai servizi di posta elettronica. Dal web alle app per il mobile, passando per i software di gestione configurati sul proprio PC, gli italiani si servono ancora frequentemente delle email, anche nell’era dei social media. Il web risulta la modalità preferita dagli intervistati, fatta eccezione per gli indirizzi email aziendali dai quali si accede prevalentemente tramite programma installato su PC. Per quanto riguarda le app, invece, l’utilizzo varia a seconda del dominio, laddove il rapporto tra performance ed utilizzo email è assai positivo. La maggior parte degli intervistati (55,3%), inoltre, dichiara di consultare la posta elettronica nei momenti di svago, seguita da chi consulta i propri messaggi in momenti di relax propriamente detto: il 33% circa accede alla posta mentre riposa sul divano o si appresta a dormire. Soltanto il 4% circa vi accede mentre è alla toilette. Le percentuali variano a seconda del genere: gli uomini consultano le email soprattutto sul posto di lavoro, mentre le donne tendono a farlo nei momenti di relax. La nota curiosa è che la percentuale delle consultazioni alla toilette aumenta sensibilmente sul versante maschile.

Sono gli account Google a prevalere nella consultazione dal web (39,3%) e da app mobile (23%), mentre le mail aziendali, come specificato, si consultano da software sul PC (19,4%). Resistono nella parte alta della classifica per la consultazione via web gli account Libero e Microsoft, client storici nella vita tecnologica degli italiani. Per la lettura via app anche Microsoft fa registrare una percentuale notevole (10,6%) contro lo strapotere di Google.

Quanto all’utilizzo commerciale delle email, notiamo che in Italia si spediscono ogni giorno circa 220 milioni di comunicazioni via posta elettronica, la maggior parte delle quali è costituita da promozioni e sconti (59%), viaggi e turismo (39%) e alert di notifica dai social media (32%), seguiti da offerte di lavoro (30,9%). Le donne sono più interessate a promozioni relative al mondo della moda e alle offerte di lavoro, superando gli uomini anche nell’iscrizione alle newsletter. Questi ultimi, invece, ricevono molte più notifiche da parte di banche e notizie di sport e gaming online. Vista l’enorme quantità di messaggi scambiati, è sempre più frequente il desiderio di chiarezza nei contenuti, sia nella forma che nella sostanza: mentre le donne apprezzano il corretto uso della grammatica, gli uomini invece ammirano la concisione del messaggio. La media dei messaggi promozionali ricevuti via email per ogni utente è di 7,3 al giorno.

Bisogna tuttavia distinguere i messaggi promozionali dallo spam, le email pubblicitarie inviate senza il consenso degli utenti. Per spam s’intendono non soltanto contenuti pubblicitari, ma anche email di scarso interesse per chi le riceve. Nonostante ciò, si rileva che la cosiddetta “cartella dello spam” è consultata spesso e con grande attenzione dai fruitori di email. Il 26,1% dichiara di consultarla almeno una volta a settimana, mentre il 33,1% la consulta anche ogni giorno. Negli ultimi tre anni la quantità di posta indesiderata o spam è aumentata per il 49% degli intervistati.

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