Domenica 12 Luglio 2020
MacroambienteArriva un videogioco che può essere prescritto come terapia ai bambini affetti da ADHD

Arriva un videogioco che può essere prescritto come terapia ai bambini affetti da ADHD

Negli USA esiste un videogioco che può essere prescritto come terapia ai bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore
Arriva un videogioco che può essere prescritto come terapia ai bambini affetti da ADHD

Sarebbe il «primo dispositivo terapeutico di tipo digitale basato sul gioco per migliorare le funzioni attentive nei bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività»: così è stato descritto dalla Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, EndeavorRx, il primo videogioco che può essere prescritto come terapia ai bambini affetti da questo disturbo e con un’età compresa tra gli 8 e i 12 anni. L’ente menzionato, infatti, per la prima volta ha approvato la promozione, la prescrizione e la vendita di un gioco virtuale a questi fini.

EndeavorRX: il videogioco che può essere prescritto come terapia per l’ADHD

Da molto che si parla delle potenzialità di videogiochi e tecnologie come la realtà virtuale per aiutare pazienti affetti da differenti disturbi o fobie, per esempio. È la prima volta, però, che una soluzione simile viene approvata e certificata per scopi terapeutici da un ente riconosciuto come la FDA (negli USA).

EndeavorRX è un videogioco rivolto ai bambini, ideato da Akili Interactive, per migliorare i sintomi associati al disturbo da deficit di attenzione e iperattività (anche noto come DDAI o in inglese come ADHD, ovvero “attention deficit hyperactivity disorder”).

Come si può leggere sul sito dell’organizzazione, tra i sintomi associati a questo disturbo ci sono «deficit di attenzione, iperattività e impulsività, in grado di interferire con lo sviluppo». Dopo 7 anni di studi clinici condotti su 600 pazienti pediatrici il gioco in questione ha dimostrato di poter fare la differenza nel migliorare le funzioni attentive dei partecipanti.

Il videogioco, disponibile per iPad e per iPhone, deve essere prescritto, secondo le indicazioni della Food and Drug Administration, come parte di un programma terapeutico più ampio che può variare a seconda delle differenti esigenze dei pazienti.

Un videogioco come una medicina?

L’ADHD colpisce il 5% dei bambini e il 4% degli adulti in Europa e in totale circa 4 milioni di bambini, con un’età compresa tra i 6 e gli 11 anni, proprio negli Stati Uniti, dove ora EndeavorRx sembra proporsi come una soluzione innovativa, diversa dai farmaci, come ha fatto notare Jeffrey Shuren, direttore del Center for Devices and Radiological Health della FDA: «è un importante esempio di crescita nell’ambito della terapia digitale».

Infatti, dai test effettuati è emerso che i miglioramenti ottenuti alla fine di un mese di trattamento con EndeavorRx continuavano a perdurare nel corso del mese successivo. Un altro aspetto importante di questa soluzione riguarda la presenza di effetti collaterali molto più lievi rispetto a quelli associati all’uso dei farmaci di solito prescritti per il trattamento dell’ADHD. Infatti, l’azienda ha specificato che gli unici effetti collaterali verificati nel caso di EndeavorRx sono stati mal di testa, stordimento e frustrazione: si tratta senz’altro di un passo avanti per quel che riguarda la terapia in questo campo.

Anche se EndeavourRx è stato presentato dall’azienda menzionata come il primo videogioco che può essere prescritto come terapia dai medici statunitensi, non mancano gli esempi di videogiochi e di altre tecnologie digitali pensati per offrire supporto a bambini e adulti che affrontano problemi e difficoltà specifiche e/o a soggetti affetti da differenti disturbi e fobie. Già nel 2009 Bayer aveva sviluppato Didget, uno strumento compatibile con diversi dispositivi Nintendo, pensato per incentivare i bambini che soffrono di diabete a misurare i livelli di glucosio nel sangue, con la dovuta regolarità, premiandoli con dei punti e dei contenuti sbloccati all’interno dei videogiochi.

A questo proposito, è possibile far riferimento a problematiche, nate durante la pandemia causata dal coronavirus, collegate alla salute mentale dei cittadini: a causa delle misure di confinamento imposte dai Governi, molte persone hanno affrontano situazioni di forte stress e ansia. In risposta a questo problema sono nate diverse iniziative digitali volte a offrire aiuto alle persone durante il periodo di lockdown e tra i differenti consigli forniti dall’OMS c’era anche usare i videogiochi come forma per combattere l’isolamento e godere di alcuni momenti di svago e di divertimento all’interno della propria abitazione.

Spesso i videogiochi vengono associati a casi di dipendenza, cyberbullismo e persino di adescamento di minori, ma guardando agli esempi appena citati è innegabile che queste tecnologie possano contribuire a migliorare la qualità di vita di giovani e adulti: tutto dipende dal come e dal perché vengono usati o (se si vuole da ora in poi anche) prescritti.

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