Lunedi 15 Ottobre 2018
ComunicazioneEpic fail e social media: 5 consigli per (non) perdere lavoro e reputazione

Epic fail e social media: 5 consigli per (non) perdere lavoro e reputazione

Fra gli effetti più comuni del nostro comportamento sul web, vi sono quelli che ricadono sul lavoro e la reputazione. Ecco 5 casi di gaffe internazionali.


A firma di: Michele Romano Contributor
Epic fail e social media: 5 consigli per (non) perdere lavoro e reputazione

Comunicare (male o bene) sui social media può avere sovente conseguenze più pesanti rispetto alla vita reale. Bisognerebbe capire che, oramai, ciò che una volta sembrava irreale solo in quanto virtuale, è in verità parte integrante della realtà. Infatti gli scambi di bit di chi è internauta possono poi avere ripercussioni anche e soprattutto sulla persona fisica. Fra gli effetti più comuni del nostro comportamento sul web, vi sono quelli che ricadono sul lavoro e la reputazione, in un senso o nell’altro. Abbiamo scelto 5 casi di epic fail internazionali davvero molto significativi per comprendere la portata di fenomeni sempre più ad effetto boomerang.

 

1) justine sacco

2013. Justine Sacco è un’addetta alle pubbliche relazioni della newyorkese IAC. In aeroporto, prima di volare per il Sudafrica, perde la testa e con un tweet commette il più grande errore della sua vita: “Sto andando in Africa. Spero di non prendere l’Aids. Sto solo scherzando. Sono bianca!”. Il putiferio la travolge come una marea virale. Nonostante lei abbia pochissimi follower, un giornalista la retwitta e nasce l’hashtag #HasJustineLandedYet. Infine, un utente twitta la fotografia della donna appena atterrata che, al telefono, apprende di essere stata licenziata;

 

2)Jim-Clancy-CNN

Jim Clancy è stato un giornalista della CNN per 34 anni. Non ha però potuto festeggiare il 35esimo per un tweet sulla strage di Charlie Hebdo che ha sancito il divorzio dall’emittente americana. Nel post l’uomo addebitava l’azione dei terroristi ad una fantomatica linea editoriale pro Israele del giornale satirico francese;

 

 

 

3)

tweet-groupalia-672

Sfruttare una tragedia per farsi pubblicità è uno dei più gravi errori che un’azienda possa fare. Si tratta dell’abc del marketing per evitare epic fail. Colpevole, in questo caso, fu Groupalia Italia nei giorni del devastante terremoto emiliano con questo tweet“Paura del #terremoto? Scappiamo tutti a Santo Domingo!”. Ovviamente, accompagnato da un link all’offerta dell’azienda. Il post fu successivamente cancellato con scuse annesse (e una donazione alla Croce Rossa) da parte dei vertici della società;

 

4)Lindsey-Stone-google-kxGE--672x351@IlSole24Ore-Web

Lindsey Stone condivide su Facebook una foto in cui oltraggia la tomba di un soldato col dito medio. Tutto ciò avviene durante a una visita di lavoro al museo nazionale di Arlington. La donna ci guadagna lo sdegno del web e il licenziamento da parte della sua azienda;

 

 

5)ophra-twitter

Infine, un esempio più divertente. Parliamo del tweet della star americana Oprah Winfrey“Amo il mio Surface! Ne ho comprati 12 come regali di Natale!”. Peccato che il post sia stato inviato da iPad, concorrente numero 1 di Microsoft.

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