Lunedì 26 Ottobre 2020
ComunicazioneLa storia dietro le (vere) etichette di Patagonia che invitano a votare contro i negazionisti del cambiamento climatico diventate virali

La storia dietro le (vere) etichette di Patagonia che invitano a votare contro i negazionisti del cambiamento climatico diventate virali

"Vote the asshole out" recitano e si trovano su alcuni capi della nuova collezione. Non è la prima volta, però, che Patagonia fa un attivismo di brand a favore delle questioni ambientali e climatiche, che somiglia molto a una campagna elettorale.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
La storia dietro le (vere) etichette di Patagonia che invitano a votare contro i negazionisti del cambiamento climatico diventate virali

Delle etichette di Patagonia sono diventate virali in queste ore su Twitter, e un po’ ovunque sui social, per il messaggio piuttosto chiaro di cui sono portatrici. «Vote the Assholes Out» è infatti l’invito che l’azienda rivolge a chi acquista e indossa i suoi capi sportivi: il voto in questione è, naturalmente, quello per le presidenziali americane del 3 novembre 2020 e «gli stronzi» da cacciare via sono i politici negazionisti del cambiamento climatico.

Se all’inizio, così, qualcuno aveva dubitato che si potesse trattare di un fake, prima ancora che in un’email a Mashable una portavoce di Patagonia confermasse che le etichette che invitano a votare contro chi nega il climate change esistono veramente e si trovano sui capi della collezione Regenerative Organic Stand-Up 2020, fan e clienti affezionati avevano riconosciuto tono di voce e brand purpose dell’azienda.

Lo slogan e l’impegno di patagonia contro i negazionisti del cambiamento climatico non sono davvero nuovi

In linea con proprio catalogo di abbigliamento e accessori per le attività outdoor pensati appositamente per gli amanti della natura, infatti, Patagonia fa da sempre del rispetto dell’ambiente e delle scelte eco-sostenibili il core dei propri messaggi aziendali e delle proprie iniziative di corporate social responsibility e charity. Basti pensare che, come riporta ancora Mashable, il brand donò l’intero incasso degli acquisti per il black friday 2016 (circa 10 milioni di dollari) ad associazioni e no profit ambientaliste. Dal 2018 esiste invece Patagonia Action Works, una piattaforma che permette agli utenti di scegliere progetti e iniziative di tutela ambientale che si svolgono vicino ai luoghi dove vivono o dove lavorano e a cui possono, quindi, prendere parte personalmente e fisicamente, di fatto trasformando un attivismo da click in azioni concrete.

Tutto si può dire, insomma, tranne che l’azienda abbia provato a cavalcare, con uno slogan che di certo non passa in sordina, l’ondata ambientalista del momento e alcuni grandi cavalli di battaglia della campagna elettorale per le presidenziali americane. Anzi: a chi conosce più a fondo e da tempo il catalogo dell’azienda non sarà sfuggito che la frase “Vote the Assholes Out” è stata già stampata qualche tempo fa su una t-shirt del brand e i più esegeti sottolineano come lo slogan sia, in realtà, una sorta di mantra personale del fondatore dell’azienda, Yvon Chouinard.

t-shit patagonia vote the assholes out

Lo slogan, “Vota per cacciare via gli stronzi”, che ha fatto diventare virali in queste ore le etichette di Patagonia non è nuovo veramente: era già presente su una t-shirt del brand.

Prima di finire sulle etichette di Patagonia, infatti, questo stesso invito a cacciare via dalle poltrone i negazionisti del cambiamento climatico sarebbe stato espresso a voce durante diverse occasioni pubbliche e per iscritto in una lettera rivolta ai membri della 1% for the Planet (una comunità, co-fondata nel 2002 dallo stesso Chouinard, i cui partecipanti hanno come missione, appunto, quella di donare l’1% delle proprie entrate annuali a progetti e iniziative a tutela dell’ambiente).

Le etichette di patagonia contro i negazionisti del cambiamento climatico sono un invito a non votare trump?

Anche sull’identità dei politici da cacciare via secondo le etichette di Patagonia c’è davvero poco mistero. E non si tratta solo di considerare che il target , ben definito, a cui si rivolge il brand è accomunato da opinioni, sistemi di valori, propensioni di voto piuttosto delineate, come succede del resto a ogni love brand che si rispetti. Patagonia è uno di quei brand per cui il passo da un brand activism a favore di una causa di rilevanza sociale a un’azione dal valore politico e di «campagna elettorale» è sempre breve o brevissimo, come sottolinea tra gli altri Paolo Iabichino.

Tra i negazionisti del cambiamento climatico che l’azienda suggerisce di «cacciare via» a chi ha comprato alcuni pantaloncini da uomo e da donna del suo catalogo, così, non può che esserci l’attuale presidente degli Stati Uniti: le sue posizioni sul clima non sono mai state un mistero, basti considerare che è stata proprio l’America di Trump a uscire dagli accordi di Parigi. Patagonia non è nuova, tra l’altro, a mostrare la propria sfiducia nei confronti dell’operato dell’amministrazione Trump. Nel 2017, quando venne annunciato il ridimensionamento di due monumenti nazionali piuttosto cari agli amanti della natura come il Bears Ears e il Grand Staircase-Escalante, per esempio, l’intera homepage del sito aziendale di Patagonia si trasformò in una sorta di call-to-action per clienti e fan affezionati dell’azienda a scoprire perché una decisione come questa rischiasse di essere «la più grande cancellazione di un territorio protetto nella storia americana».

patagonia homepage bears ears

L’homepage del sito aziendale di Patagonia, nei giorni in cui Trump annunciò di voler ridimensionare due monumenti nazionali come il Bears Ears e il Grand Staircase-Escalante, si trasformò in una sorta di landing page che invitava gli utenti ad approfondire perché quella proposta dal presidente era un’azione che nuoceva all’ambiente e alla storia americani. Fonte: Mashable.com

A luglio 2020, Patagonia è stata tra i primi brand a partecipare a #StopHateForProfit, una campagna di boicottaggio della pubblicità su Facebook per chiedere alle piattaforme più impegno contro odio e disinformazione liberamente circolanti al loro interno, nata proprio come risposta a dei post controversi del presidente Trump mai segnalati o bannati dal team di Zuckerberg.

Ora le etichette di Patagonia che invitano a cacciare via i negazionisti del cambiamento climatico non arrivano da sole: anche questa volta c’è una sezione del sito aziendale di Patagonia dedicata alle presidenziali 2020 in cui è rimarcata l’importanza che ha proprio questa corsa alle urne «sulla forza delle politiche climatiche del nostro Paese e sull’esistenza dei nostri luoghi naturali» e in cui è ancora più chiaro l’invito a votare (anche via posta, con un riferimento poco velato a una delle polemiche più accese sul voto fatta propria in queste settimane ancora dal presidente Trump).

etichette di patagonia e campagna presidenziale

C’è una sezione del sito aziendale di Patagonia dedicata alle presidenziali americane del 3 novembre 2020. A parte l’invito a votare, gli utenti possono ricevere informazioni su quali siano, stato per stato, i candidati più attenti a questioni ambientali e climatiche od organizzare il proprio Election Day. Fonte: Patagonia.com

patagonia contro trump

Patagonia.com

Grazie a una partnership con Ballot Ready, una piattaforma che raccoglie informazioni e materiale elettorale, chi visita il sito di Patagonia infatti può consultare su una mappa degli Stati Uniti, stato per stato, i candidati più affidabili e che più hanno a cuore le questioni ambientali e farsi un’idea di chi votare o persino pianificare il proprio voto inserendo il proprio indirizzo e scoprendo in questo modo seggi più vicini, orari, condizioni da rispettare per via dell’emergenza sanitaria e via di questo passo. Secondo la CNN, per di più, come ha già fatto in passato nel 2016 e nel 2018, Patagonia potrebbe tenere chiusi quartier generale, centri di distribuzione e negozi durante l’Election Day come gesto simbolico e per incentivare la partecipazione alle urne.

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