Giovedì 12 Dicembre 2019
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Marketers World 2019: un evento diverso dal solito e un ecosistema pensato per promuovere la crescita

Contruire relazioni, creare un ecosistema di crescita, andare oltre la propria comfort zone: questo e altro è Marketers World 2019.

Marketers World 2019: un evento diverso dal solito e un ecosistema pensato per promuovere la crescita

Qualcuno ci aveva detto che Marketers World 2019 sarebbe stato diverso da ogni evento di marketing al quale abbiamo preso parte fino ad ora e possiamo dire che aveva sicuramente ragione. Marketers World 2019, infatti, è stato una festa, un momento di condivisione di conoscenze ed esperienze tra persone che fanno parte di una stessa community e che, sì, come amano dire, sono proprio una “family”. Una famiglia allargata, è ovvio, perché a partecipare all’evento sono stati in tantissimi, ospitati dal 18 al 20 novembre nella location – perfetta – del Palacongressi di Rimini, in uno spazio che ha al suo interno tutti i servizi necessari (dal guardaroba ai punti di caffetteria e ristorazione) e che è facilmente raggiungibile dalla stazione centrale con i mezzi pubblici.

MARKETERS: LA COMMUNITY DI DARIO VIGNALI CHE HA ORGANIZZATO L’EVENTO

Partiamo, allora, dal dire com’è nato Marketers World. In sostanza, tutto è partito dal blog creato da Dario Vignali e da un gruppo Facebook pensato per cercare di avvicinare i professionisti del marketing digitale. Da qui, allora, è nata la community di Marketers, ad oggi cresciuta moltissimo. È quanto hanno raccontato Dario Vignali, Luca Cresi Ferrari ed Emanuele Amodeo nel corso della conferenza stampa del 19 ottobre. Insieme, dopo aver iniziato la loro collaborazione, hanno deciso di organizzare degli eventi di networking (partendo dal primo Meet Up che si è svolto a Milano). Dagli incontri a un evento annuale, arrivato quest’anno alla seconda edizione, il passo è stato breve, proprio perché servono più momenti di condivisione e aggregazione, «perché uno dei più grandi problemi dell’imprenditore online è che è da solo non ha un ecosistema».

Conferenza stampa tenuta il 19 novembre al Marketers World 2019.

La creazione di un ecosistema di crescita

Come abbiamo avuto modo di constatare nel corso del Marketers World 2019, lo sviluppo e il mantenimento di un ecosistema di crescita è proprio uno dei principali obiettivi di questa community e, infatti, oggigiorno quello di Marketers è essenzialmente un modello di business, declinabile poi per aziende e attività di tipo diverso, formazione compresa, che mira a potenziare il miglioramento e la crescita dei suoi membri.

Come ha spiegato Dario Vignali in un’intervista ai nostri microfoni: «Quando apparteniamo a un ecosistema di crescita […] è questo ecosistema che lavora a nostro servizio, che in qualche modo ci fa crescere anche quando non abbiamo l’energia per farlo».

La community e l’evento, quindi, si basano su alcuni principi chiave: l’importanza delle relazioni, la fiducia nelle competenze altruicondivisione di qualcosa che vada al di là delle conoscenze tecniche e che inglobi invece anche aspetti personali, di crescita, di autocontrollo, di capacità organizzativa e gestionale.

Infatti, per quanto riguarda gli obiettivi principali di Marketers World, secondo Dario Vignali, «l’evento nasce per dare voce a tutte quelle persone che si definiscono imprenditori digitali quindi persone che hanno eCommerce, che hanno un negozio offline ma poi lo portano online, aziende che vogliono comunicare online, vendere online ma anche influencer , content creator». Il «primo input» dell’evento dunque sarebbe proprio «portare le persone in un unico posto e farle conoscere offline». Il secondo input, invece, quello di fornire contenuti «in modo che le persone vadano a casa e in qualche modo possano ottenere un cambiamento positivo di crescita».

In un certo senso, si potrebbe dire che l’ecosistema Marketers vuole cercare di superare i “limiti” del mondo online, creando le opportunità di incontro e di interscambio anche al di là dello schermo. Come ha spiegato ancora Dario Vignali durante la conferenza stampa, questa community vuole infatti «dare un ecosistema alle persone che, offline, nel proprio luogo di crescita, non hanno le risorse, le connessioni, le persone giuste per creare o trovare veramente la sinergia».

Fonte: Marketers.

AL CENTRO DI TUTTO LE RELAZIONI

La sinergia non può che trovarsi attraverso la costruzione di relazioni sincere e infatti queste sono al centro della community, come anche dell’intero format dell’evento. Ecco perché a Marketers World 2019 ci sono stati tanti momenti di networking, tante possibilità di condividere del tempo e conoscersi, con un’atmosfera diversa da quella di tanti altri eventi: prima la cena di gala, il 18, poi varie pause caffè animate dalla musica live nonché il party serale del 19, ad esempio. Quest’ultimo, tra l’altro, ha significato tornare nella stessa location dove fino a solo poche ore prima c’erano più di mille sedie ordinate per file e un palco su cui salivano di volta in volta relatori diversi, per trovarla completamente diversa, libera da tutte le sedie, con sul palco un gruppo musicale e sparsi per la sala diversi artisti (giocoliere, trampolieri, sputafuoco) e tre postazioni bar.

Animazione musicale al Marketers World 2019.

D’altronde, l’importanza delle relazioni è stata anche al centro di diversi speech, come quello tenuto da Francesco Agostinis e Simone Magazzù, fra i vari relatori.

L’ASSENZA DI PROGRAMMA che tiene alta la soglia dell’attenzione

Sugli speech si apre poi la discussione su un altro degli elementi di differenziazione principale tra Marketers World e qualsiasi altro evento, ovvero l’assenza di un programma. Cosa che ha funzionato alla perfezione.

Non avere un programma e una scaletta dei relatori e degli speech ha portato a un senso di scoperta continuo che ha avuto ottimi risultati. Non sapere chi avrebbe parlato prima o dopo è stato un modo per tenere tutti incollati alle sedie e non far sì che i singoli partecipanti programmassero di ascoltare solo quelli che potevano sembrare interessanti sulla carta per poi lasciare l’evento o allontanarsi per un po’ dalla sala.

Sapere solo le tematiche generali che sarebbero state affrontate nel corso dell’evento, ma non avere alcuna ulteriore specifica su chi avrebbe parlato di cosa, e avere una lista generica dei relatori presenti nel corso delle due giornate principali di formazione – ovvero il 19 e il 20, poiché il giorno 18 era invece dedicato al networking – è forse una delle trovate vincenti dell’evento. Quando si legge di cosa parlerà un certo relatore, anche non volendo, è quasi ovvio che già dalla presentazione si creino delle aspettative o dei pregiudizi, ad esempio se ci sono presentazioni di casi aziendali si potrebbe pensare subito ad uno speech incentrato eccessivamente sull’azienda. Marketers World 2019 invece è ben lontano da questo pericolo: ogni case study o azienda di cui si è parlato aveva sempre la precisa finalità di spiegare best practice ed errori da evitare, stimolare la creatività altrui raccontando cosa è stato fatto e in quale modalità, con quali strumenti, non per far sì che altri copino ma che riescano a declinare ogni cosa in maniera differente e appropriata al proprio business.

Speech di Francesco Agostinis e Simone Magazzù al Marketers World 2019.

Insomma, Marketers World 2019 è stato l’evento con soglia dell’attenzione più alta tra tutti quelli a cui abbiamo preso parte come media partner: nessun rumore nella sala, nonostante la presenza di più di milleseicento persone e una partecipazione costante per quel che si stava dicendo sul palco, con applausi inaspettati, standing ovation, commozione, risate, ecc. E questo non è affatto scontato, sia se si considera il numero di partecipanti, sia se si considera la durata dell’evento (il 18 ottobre ad esempio gli speech sono iniziati alle 9.30 per continuare, con brevi pause, fino alle 20.00 circa).

Tra speech tecnici e intrattenimento

Un altro degli elementi che ha reso questo evento “diverso dal solito” è stato l’uso dell’intrattenimento per trasmettere dei messaggi motivazionali e sociali rilevanti (come quelli dello social media strategist Luca la Mesa o dell’esploratore e divulgatore Alex Bellini), ma anche per proporre delle tecniche e degli strumenti specifici (come alcuni appartenenti alle discipline dello Yoga o dell’ipnotismo) da usare nella propria vita personale e lavorativa.

A questo proposito, personaggio sicuramente insolito ma che ha fatto (letteralmente) cadere dalle sedie la platea è stato l’ipnotista Raimondo Laino: con un esperimento che ha definito di “ipnosi collettiva“, il mentalista ha presentato la tecnica in questione come uno strumento in grado di aiutare le persone a superare i propri limiti personali e degli ostacoli di natura emotiva e inconscia che spesso ci impediscono di raggiungere i nostri obiettivi.

Anche Denise Dellagiacoma, fondatrice di Yoga Academy, ha offerto ai partecipanti diversi momenti di meditazione, di relax e anche di riflessione su come determinate abitudini possono fare la differenza nella nostra vita personale e lavorativa, migliorando il nostro benessere e aumentando la produttività.

Andrebbero comunque nominati praticamente tutti i relatori delle due giornate poiché nessuno di loro si è risparmiato e ha trasmesso sul palco le proprie competenze e conoscenze così come il proprio vissuto personale utile a spiegare gli obiettivi raggiunti, in modi molto personali e originali, chi con uno speech leggero (come ad esempio Paolo Bacchi), chi con uno speech motivazionale ed emozionale (come Sergio Borra), solo per fare degli esempi.

L’UFFICIO STAMPA

Se per i partecipanti è stato quindi creato un ingranaggio perfetto e la giusta alternanza tra nozioni tecniche e intrattenimento, altrettanto, anche se per aspetti diversi, è stato fatto per la stampa.

A occuparsi del lavoro da ufficio stampa per Marketers World 2019 c’è stato Digitalpr.pro, che ha seguito la stampa con attenzione, riuscendo a sopperire a quelle mancanze (ad esempio l’assenza di programma) che, in generale, per chiunque si trovi a lavorare a un evento organizzando interviste e cose simili potrebbero rappresentare un ostacolo. Ogni membro del team dell’ufficio stampa ha dimostrato infatti ottime capacità organizzative, oltre che precisione, cordialità, attenzione.

Ottima, poi, l’idea di organizzare una conferenza stampa per aver modo di confrontarsi in maniera diretta con gli organizzatori del Marketers World 2019, che per tutta la durata dell’evento sono stati letteralmente circondati continuamente da persone per informazioni o saluti, oltre a essere impegnati sul palco o nel backstage, e che quindi senza un momento dedicato non si sarebbero potuti confrontare con calma a domande e curiosità di ogni testata presente all’evento.

Tra business e gioco

Il Marketers World 2019 è stato caratterizzato non soltanto da concetti chiave, come quelli fin qui riportati, ma anche da una frase di Dario Vignali che si ritrova perfettamente poi nel format dell’evento. Ci stiamo riferendo al parallelo tra il gioco dei bambini e il fare business degli imprenditori.

 «Fondamentalmente non smettiamo mai di giocare: l’imprenditore realizzato è quello che fa quello che fa perché li piace da morire».

Come ha spiegato più approfonditamente nel corso della nostra intervista, le barriere all’entrata del mercato digitale sono estremamente basse: «chiunque ha la possibilità di sperimentare senza un ambiente di rischio troppo difficile da supportare quindi oggigiorno, con 50, 100, 200, 300 mila euro posso lanciare qualcosa online: che sia un blog, che sia un profile di qualcosa, che sia il mio personal brand ed ho un terreno di sperimentazione. E quando togli il rischio dalla sperimentazione secondo me nasce il gioco. Troppo spesso fare l’impresa classica era un rischio più che un gioco, pensa ai prestiti ad esempio […] quindi questa frase la sento molto vera in questo periodo storico».

In conclusione, se ci chiedessimo se quello del Marketers World sia un modello, un format o una formula adatta a tutti, la risposta non potrebbe che essere un deciso “no!”. Tutto al Marketers World 2019 ha funzionato alla perfezione perché dietro l’evento ci sono mission e vision molto coerenti e chiari. E non è da tralasciare il fatto che ci sia un team di organizzatori particolarmente preparati, capaci e carismatici.

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