Giornale di marketing,
comunicazione e cultura digitale
Agenda EventiMashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days 2018: luci (e qualche ombra) dell’evento

Mashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days 2018: luci (e qualche ombra) dell’evento

Tra momenti di spettacolarità e tanta improvvisazione: la nostra recensione del Mashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days 2018

Mashable Social Media Day Italy 2018: luci e ombre dell'evento

«L’evento più atteso dal mondo digital»: questo il claim che ha accompagnato il Mashable social media Day Italy + Digital Innovation Days 2018, innescando inevitabilmente aspettative molto alte in chi – come noi, media partner dell’evento – ha deciso di parteciparvi.
La tre giorni – 18-20 ottobre 2018 – ha soddisfatto le alte aspettative?

Gli spazi dell’evento e i momenti di networking

Il Mashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days 2018 si è svolto allo IULM Open Space, con workshop e interventi in tre sale in contemporanea e la presenza di qualche piccolo stand espositivo dei partner principali. Uno spazio accogliente nelle tre sale, con una buona acustica e uno staff in sala pronto a guidare i partecipanti alla ricerca di posti liberi per sedersi o fronteggiare con rapidità le richieste dei relatori per le diverse necessità (una cordialità e disponibilità che è invece spesso mancata all’accoglienza o, quantomeno, a quella per gli accrediti dei giornalisti).

Due i punti di pausa caffè – uno per ogni piano sul quale erano distribuite le sale –, un buon modo per dare ai partecipanti l’opportunità di dedicare qualche momento al networking. Essenziali per tale scopo anche altre due cose: un aperitivo a conclusione della prima giornata e un pranzo nella terza.

La fitta agenda di interventi del mashable social media day italy + digital innovation days 2018

D’altronde, senza questi momenti non ci sarebbe stata per i partecipanti molta occasione di fare rete negli orari dell’evento.

Per tutti e tre i giorni nella sala 1, infatti, c’è stato uno speech ogni 20 minuti – intervallato, di tanto in tanto, con qualche speech in formato intervista della stessa durata – e lo stesso è avvenuto in sala 2, a eccezione dei pomeriggi della seconda e terza giornata che sono stati dedicati per lo più a degli incontri, simili a tavole rotonde, con alcuni influencer .

Gli influencer presenti alla terza giornata del Mashable Social Media Day Italy 2018.

Diversa invece l’agenda della sala 3, dedicata a workshop di durata più lunga (dai 45 minuti alle 2 ore), tre dei quali a pagamento (ovvero quello di Carlotta Orsenigo su machine learning e due di Manuele Caddeo su Google Tag Manager e Google Analytics).

la spettacolarità che ha fatto rima con qualità

Impossibile sarebbe nominare tutti gli interventi della tre giorni, ma si potrebbe individuare un fil rouge nell’orientamento alla spettacolarità, particolarmente evidente in alcuni frangenti.

growth hacking .

Improntato su un contenuto ad alta qualità anche l’intervento di Guido di Fraia, direttore dell’osservatorio AI marketing dello IULM, che ha trattato in maniera concreta una tematica solitamente affrontata in modo poco approfondito e superficiale.

Diversamente spettacolare è stato lo speech di Paolo Liguori, direttore di Tgcom24 che ha raccontato, con leggerezza e simpatia, il cambiamento apportato dalla tecnologia nel mondo dell’informazione telegiornalistica.

costruzione della sua community, ha portato sul palco eleganza e semplicità.

Alla fine dello speech di Francesca Ferrara, che ha parlato del mobile journalism e della mobile communication, facendo anche un veloce excursus della propria esperienza nel campo, c’è stata una piacevole sorpresa. È stata un’attività in collaborazione con Motorola Italia, rappresentata dal general manager Daniele De Grandis e dalla marketing manager Chiara Nacinovich, che ha consegnato l’ultimo device lanciato sul mercato (Moto Z3 Play) a tre degli autori che hanno ricevuto più engagement per i tweet fatti durante lo speech (misurati da Gian Andrea Facchini, CEO e Founder di BuzzDetector).

Coinvolgimento e praticità, poi, sono stati alla base del workshop di Fabrizio Faraco su LEGO serious play, durante il quale hanno fatto da padrone i tanto amati mattoncini colorati, usati in gruppo dai partecipanti per finalità formative.

Parlando di coinvolgimento e qualità, comunque, non si può non nominare, tra gli altri, anche Paolo Guglielmo che ha portato a Mashable Social Media Day Italy + Digital Innovation Days 2018 i vampiri, quelli virali.

Hanno stupito, poi, alcuni tra gli interventi incentrati sul racconto di uno specifico brand che sono riusciti a partire dal caso specifico per arrivare a un’analisi a più ampio spettro. Un esempio in tal senso può essere lo speech di Isabella Lazzini, che con il case study di Huawei ha parlato delle best practice di customer experience innovativa.
E lo stesso lo si può dire per interventi che hanno portato molta esperienza personale, senza però cadere in un eccesso di autoreferenzialità. È stato il caso, per esempio, del workshop tenuto da Luca Rallo.

Infine, un caso molto particolare è stato quello di Alessandro Allocca, presenza carismatica sia nel corso del workshop sul tecnogiornalismo di cui è stato relatore, sia nel corso delle tre giornate durante le quali si è mostrato prezioso punto di riferimento per i giornalisti presenti, contribuendo – con precisione e disponibilità – a metterli in contatto con i diversi relatori per la realizzazione di interviste.

Uno spettacolo talvolta troppo improvvisato

Se da una parte la spettacolarità è stata punto di forza dell’evento, dall’altra non sono mancati alcuni aspetti deboli, tra cui proprio la presentazione generale. Si sa, gli imprevisti non mancano mai, ma la parte di introduzione dei singoli interventi è risultata spesso confusionaria, più orientata all’esteriorità che non al portare avanti un fluido passaggio da un argomento all’altro.

social media marketing  e dell’ innovazione digitale. Pochi gli approfondimenti tematici – se non quelli nella sala 3, dedicata, come specificato prima, a workshop di maggiore durata – e poca continuità tematica. Magari sarebbe stato più coerente fare in modo che più speech sullo stesso macroargomento si succedessero l’uno dopo l’altro nella stessa sala (come fatto per il tema blokchain), così da non dare ai partecipanti la sensazione di aver appreso un po’ di tutto e niente, ma portare a casa anche più conoscenze nuove.

Come si è parlato dell’evento

La spettacolarità complessiva dell’evento è stata comunque notata e apprezzata e ha fatto sì che l’evento (almeno online) non venisse percepito con un sentiment negativo, come mostrato dal monitoraggio fatto grazie al nostro partner Talkwalker. L’invito a twittare più volte lanciato dal palco delle diverse sale è stato, infatti, accolto con piacere dai partecipanti – e anche da qualcuno che a distanza si è lanciato in un retweet sfrenato – per narrare l’evento, comunicando e facendo rete non solo offline e portando contenuti e discussioni anche fuori dalle porte dello IULM Open Space.

analisi talkwalker mashable social media day 2018

infografica realizzata grazie a Talkwlaker su come si è parlato online del Mashable Social Media Day Italy 2018

Cosa aspettarsi dal 2019? didays

Non abbiamo ancora delle anticipazioni per l’edizione del prossimo anno, ma sappiamo – come annunciato anche a chiusura dell’evento – hanno cambiato in parte nome e logo , con la rimozione di ‘Mashable’ e ‘Social Media Day’, in una operazione di rebrading, che porta il format creato di Eleonora a essere identificato, più semplicemente, solo con “Digital Innovation Days“.

nuova grafica logo smdayit + didays

© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

Resta aggiornato! Ricevi gratuitamente le ultime news e le offerte esclusive per corsi, eventi e libri in ambito marketing e comunicazione.

ISCRIVITI ai nostri canali:

© Inside Marketing 2013 - 2021 è un marchio registrato ® P.iva 09229251211
loading
MOSTRA ALTRI