Agenda EventiCosa rappresenta il Festival of Media Global? La risposta nell’edizione 2016

Cosa rappresenta il Festival of Media Global? La risposta nell'edizione 2016

Approfondimenti su programmatic e storytelling, premiazioni e networking: il Festival of Media Global 2016 è stato questo e tanto altro.

Cosa rappresenta il Festival of Media Global? La risposta nell'edizione 2016

Fin dalla sua prima edizione, l’obiettivo del Festival of Media è sempre stato chiaro: colmare il gap esistente nel mondo degli eventi del settore media e diventare un momento di dibattito e confronto sui cambiamenti strutturali che interessano il mondo dell’advertising. Negli anni l’accento è stato posto sulla velocità con la quale si susseguono i cambiamenti, sugli effetti che hanno sui brand e sul mondo della pubblicità, riuscendo sempre a delineare un quadro preciso degli scenari futuri, i trend di consumo e le innovazioni nella misurazione dei risultati.
E la decima edizione del Festival of Media Global, che si è svolta per il terzo anno consecutivo a Roma presso l’Hotel Cavalieri, non è stata da meno.

L’appuntamento del 2016 si è aperto con un interrogativo posto da Charlie Crowne, Chairman di C Squared e organizzatore dell’evento, che si è chiesto “che cosa deve rappresentare il Festival of Media in questo mondo in costante veloce cambiamento?“. Lo svolgersi della due giorni ha offerto delle validissime risposte al quesito.

Un momento di riflessione sull’evoluzione dell’advertising e sul ruolo giocato dal programmatic

Il programmatic è stato uno dei temi chiave di questa decima edizione del Festival. Non un trend temporaneo, ma una rivalutazione di come tecnologie e automazione giocano e giocheranno in futuro un ruolo essenziale in ambito marketing e pubblicità.
Grande attenzione al mobile è stata prestata da parte di TEADS, che ha presentato il proprio report sul video advertising, illustrandone tendenze, punti di forza e opportunità.
Altro tema importante è stato quello della trasparenza nell’ambito del media buying automatizzato, affrontato in apertura lavori per la preoccupazione che spesso suscita negli investitori, per poi essere ripreso negli interventi dedicati, a conclusione dell’evento.

Un momento di competizione e confronto fra media agency

premi festival of media gloabl 2016Sono numerosi i premi assegnati durante questa decima edizione per le campagne 2015. Le categorie in gara sono state 23 e suddivise in 4 sezioni:

  • Media: innovazioni e best practice nel settore media.
    Le pluripremiate Mediacom e OMD hanno ricevuto numerose menzioni per campagne internazionali e nei più svariati settori. Molto apprezzata dai giudici la campagna “Pay with blood” che, nella categoria “Eventi“, ha dimostrato come sia possibile trasformare un biglietto per un concerto musicale in un gesto di altruismo.
  • Content: la creazione di contenuti e la loro distribuzione nelle molteplici declinazioni.
    Una su tutte la campagna “Sunday Grannies”, grazie alla quale Um Romania ha conquistato il primo premio per la categoria “Best use of content”: la storia di 2 anziane signore che vivono da sole e che grazie alla loro presenza sui social network si trasformano in due star dello showcooking.
  • Technology: la categoria si è arricchita della sezione “Best campaign for commerce” che ha registrato la vittoria di TOuCHé!Phd con la campagna “The Colder it Gets” per Mark’s (se la temperatura scende i prezzi anche).
    Grande spazio è stato inoltre dedicato a Programmatic e Native Advertising dove PHD e Starcom hanno raccolto numerosi consensi da parte della giuria.
  • Insight: l’importanza dell’auditing è stata premiata per metodologie, applicazione dei dati e successo della campagna. New entry di quest’anno la “Best for not profit campaign”, una sensibilità manifestata all’interno del Festival anche attraverso gli interventi sul tema.

Tre premi speciali sono stati, poi, assegnati a UM con Sunday Grannies come campagna dell’anno, a UM Romania come agenzia dell’anno e a OMD in qualità di Agency network dell’anno. Quest’ultima si riconferma agency network dell’anno dopo il successo riscosso nel 2015.

Un momento ricco di effetti speciali

steve golin al festival of media global 2016Quel che negli anni ha contraddistinto il Festival of Media Global è la capacità di sorprendere i partecipanti con speaker e interventi d’eccezione. Una menzione speciale va a Steve Golin che nella prima giornata ha, in un aperto dialogo con Mitch Kanner, affrontato il tema dello storytelling a Hollywood e di come i brand debbano scegliere i partner giusti per mantenere la loro integrità.
produttore coreano KYU C e Lisa al Festival of MMedia Global 2016

L’importanza di fare network, più volte sottolineata nel corso dell’evento, è stata invece ampiamente approfondita dal produttore coreano KYU C che dopo il successo di Gangnam Style lavora per portare la Korean Wave in Occidente. Un esempio di come la K-pop sta varcando i confini nazionali è Lisa, personaggio chiave del pop coreano che, grazie alla sua presenza sui social, ha raggiunto un pubblico più ampio a suon di hashtag.

Per rispondere dunque alla domanda posta a inizio lavori, il Festival of Media deve continuare a rappresentare quel che finora è stato:

  • un evento che unisce diversi momenti accomunati dal filo rosso della quantità e della qualità, offrendo una visione tout court di un mondo che nel moltiplicarsi di attori e competenze manifesta un’ampia presenza di investitori che valorizzano media e attività digitali;
  • un evento all’insegna della professionalità e dell’attenzione degli organizzatori che, attraverso un rapporto diretto o mediato dalle nuove tecnologie – con un esempio su tutti: la app dedicata all’evento stesso –, è riuscito a creare un’interazione diretta con i partecipanti, portandoli al centro di progetti e idee;
  • Jpegun evento in cui un media partner come noi ha avuto la possibilità di relazionarsi con realtà di notevole caratura che stanno emergendo e consolidandosi nello scenario globale.
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