Domenica 05 Luglio 2020
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Roma XmasCamp 2019: il BarCamp 10 anni dopo

Com'è cambiato il rapporto uomo-rete-macchina nel corso dell'ultimo decennio? Ecco di cosa si è parlato al Roma XmasCamp 2019.

Roma XmasCamp 2019: il BarCamp 10 anni dopo

Il 21 dicembre 2019, ospitato da Binario F, è tornato il Roma XmasCamp, dopo esattamente dieci anni dalla prima e ultima edizione natalizia che si era tenuta sempre nella Capitale. Un appuntamento pensato soprattutto per i blogger e per tutti coloro che hanno piacere di discutere e confrontarsi su tematiche e aspetti legati al mondo digitale.

Perché (e come) il BarCamp torna a Roma dopo dieci anni?

A organizzare l’evento è stata Francesca Ferrara – presente in quel BarCamp del 2009 che si era tenuto nel periodo natalizio proprio sotto suo suggerimento –, che in un’intervista ai nostri microfoni ha infatti raccontato che l’idea di riportare a Roma questo evento è nata dal voler creare una nuova occasione di incontro tra i protagonisti della blogosfera italiana di quegli anni, nonché un confronto tra questi ultimi e blogger e giornalisti emersi in anni più recenti.
Il ritorno dell’evento in occasione dell’anniversario, però, è stato pure un momento di «amarcord, di revival e anche di commemorazione perché in dieci anni tante cose sono cambiate e alcuni blogger non sono più con noi e, quindi, la giornata è stata dedicata a loro», come ha precisato con emozione Francesca Ferrara. Inoltre, come evidenziato in una nota stampa post evento, «la memoria dei tempi passati è stata ricostruita, come ponte tra l’ieri e l’oggi, in vari post sul sito xmasbarcamp.it, realizzato da Valentina Cinelli, che ha curato il progetto grafico e la comunicazione sui social».

di cosa hanno parlato i relatori del Roma XmasCamp 2019

Nello spirito di quello che è il format del BarCamp, la giornata ha visto alternarsi diverse conversazioni aperte sull’argomento principe: il cambiamento del rapporto uomo-rete-macchina. A introdurre e moderare gli interventi un’instancabile Francesca Ferrara che, sempre ai nostri microfoni, ha anche evidenziato come sia importante tener conto del fatto che «la rete non è altro o diverso da noi: la rete siamo noi» e che servirebbe nella vita online lo stesso buonsenso e lo stesso rispetto (delle regole e del prossimo) necessari nella vita offline.

Si è parlato di inclusione, di una rete che nell’ultimo decennio si è resa accessibile permettendo a più persone di poterne far parte, ma che è spesso diventata cassa di risonanza per l’incitamento all’odio. È il caso di Carlotta Politano che è intervenuta a proposito di hate speech e ha stimolato la discussione sul contrasto a questi comportamenti che popolano la rete e che spesso fanno male.

Di questo argomento ha parlato anche Flavia Rizza, che più nello specifico ha raccontato la propria esperienza con il cyberbullismo . Flavia da vittima è diventata divulgatrice di questo argomento e attualmente si occupa di progetti di sensibilizzazione sul tema, collaborando con le autorità competenti per dar voce alle altre vittime e consolidare una rete di sostegno affinché queste non si sentano sole.
Di solitudine e come combatterla ha parlato ancora Stefania Buoni, presentando le attività della prima associazione italiana (“COMIP – Children of Mentally Ill Parents – Associazione di Promozione Sociale”) creata da e per i figli di genitori con disturbo psichico. La Rete in questo caso si è rivelata uno strumento per conoscere e far conoscere realtà poco considerate, per fornire visibilità a situazioni di disagio e permettere alle persone coinvolte di scambiarsi opinioni, consigli, esperienze.

Antonia Colasante al Roma XmasCamp 2019.

Antonia Colasante durante il suo speech, “Va dove ti porta lo storytelling”, al Roma XmasCamp 2019.

Comune denominatore di molti speech è stato poi l’analfabetismo funzionale, interpretato da Roberto Favini come l’incapacità degli utenti di distinguere una fake news e da Antonia Colasante come incapacità di distinguere una finta candidatura (il caso “VOTANTONIA”) per le elezioni comunali di Roma del 2016.
Come si combatte l’analfabetismo funzionale? Come emerso dalle discussioni al Roma XmasCamp 2019, un ruolo chiave ce l’ha chi fa informazione, sia esso un blogger, un giornalista o un redattore di contenuti. Queste tre figure hanno infatti il compito di lavorare con le parole e trasferire concetti con chiarezza, correttezza e coerenza. Flavia Rubino ha così sostenuto che è necessario il ritorno alle conversazioni, Fabrizio Faraco ha affrontato il delicato tema della libertà senza illusioni, Chiara Menido si è domandata quali cambiamenti hanno investito l’advertising sia online che offline.

Cristina Maccarrone ha animato il pomeriggio con un interrogativo che potrebbe stravolgere l’idea che il pubblico ha del giornalismo, domandandosi se il giornalismo può esistere senza giornali, mentre Paola Sucato ha dato il via a una riflessione sulla figura e la professione dei foodblogger.

Lucrezia Alessia Ricciardi ha presentato spunti e idee per analizzare la comunicazione dei musei nell’era social e Stefania Sirignano, attraverso il caso di Radio Punto Zero, ha raccontato i cambiamenti della radio e del settore radiofonico nel panorama digitale. A proposito di come cambi la comunicazione attraverso i social, Luca Rallo ha presentato una storia di innovazione comunicativa, quella nella quale ha collaborato con Olivetti per la realizzazione di una strategia comunicativa digitale, e Ilaria del Prete
il caso di “Leggo”. Altro caso pratico presentato a Roma Xmas Camp 2019 è stato, inoltre, quello di Giorgio Marandola, con un intervento dal titolo “La Digital Transformation, dal basso. Il caso Dolce & Gabbana”.

Su come il rapporto uomo-rete-macchina sia cambiato ci sono stati, ancora, tanti altri interventi, tesi ad analizzarne aspetti differenti tra loro: su come è cambiato il digital marketing nel settore alberghiero negli ultimi dieci anni si è espresso Domenico Palladino, in un intervento che non era in programma ed è stato per certi versi improvvisato ma decisamente ben riuscito; sulle opportunità che offrono web e strumenti digitali alla formazione ha aperto invece la discussione Andrea Genovese, raccontando anche il caso di Ecole42; su come sono cambiati i modi di cercare informazioni sul proprio stato di salute ha aperto un confronto con i presenti in sala la nostra autrice Angela Rita Laganà, che ha definito l’ipocondria ai tempi del dottor Google come cybercondria.

Angela Rita Laganà al Roma XmasCamp 2019

Angela Rita Laganà durante il suo intervento al Roma XmasCamp 2019 su come sono cambiati i modi di cercare informazioni sul proprio stato di salute nell’era digitale.

Al Roma Xmas Camp 2019 si è parlato anche di coding, con Gaspar Torriero, che ha sottolineato come l’età giusta per imparare la programmazione informatica sia quella dell’infanzia, focalizzandosi sul problem setting e non solo (e non tanto) sul problem solving.

E per chi credesse che SecondLife o Sansar o altre piattaforme di realtà virtuale sociale siano ormai superate, è ora di ravvedersi, come hanno sottolineato Marina Bellini e William Nessuno. Marina Bellini, in particolare, si è anche soffermata su come questi mondi virtuali siano arricchiti dalle potenzialità offerte dal web e come siano luogo adatto a certe tipologie di advertising, nonché spazio di vendita di oggetti pensati dai brand appositamente per questi ambienti.

In un evento in cui, come ci tiene a precisare l’ideatrice Francesca Ferrara, c’è stata una «forte presenza di partecipazione femminile: 14 relatrici e 7 relatori», una presenza importante da citare è poi quella di Floriana Filomena Ferrara che ha raccontato la propria storia, quella di una bravissima nerd nella CSR, riconosciuta tra le quindici donne esperte nel settore digitale in Italia nel 2017 e donna dell’anno per l’innovazione per il magazine del gruppo Gedi D – La Repubblica delle Donnedonna di successo in un settore in cui a emergere sono soprattutto gli uomini.

Infine, va detto che ci sono stati anche dei relatori a distanza, come Franz Russo, che non potendo prendere parte all’evento ha inviato un video che è stato proiettato in apertura della giornata, come a creare un ulteriore ponte tra l’edizione 2009 dell’evento e quella attuale.

Confronto, discussione e networking in una location perfetta

Se le discussioni e i confronti ispirati dai diversi relatori sono stati fulcro importante della giornata, come del resto dovrebbe essere per ogni BarCamp, non si può non sottolineare come il format stesso dell’evento, basato sul dare solo dei veloci spunti su svariati argomenti relativi a un’unica grande tematica, sia stato ulteriormente valorizzato dall’ottima organizzazione e dalla giusta scelta della location (anche per la strategica posizione in Roma Termini).
L’entusiasmo contagioso di Francesca Ferrara e Valentina Cinelli e gli spazi informali e accoglienti tanto della sala quanto delle sale attigue, aperte al networking dei partecipanti per l’intera giornata e adatte a conversazioni e pause conviviali, hanno fatto sì che il Roma XmasCamp 2019 risultasse un evento ben riuscito e molto piacevole.

il prossimo futuro di questi eventi stile BarCamp

Considerando la riuscita di questo BarCamp tornato nel periodo natalizio a distanza di 10 anni, quali sono i prossimi programmi per questo genere di eventi? Torneranno solo in occasione di anniversari simili?
Lo abbiamo chiesto a Francesca Ferrara durante la nostra intervista e abbiamo saputo che sta già pensando a come realizzare altri appuntamenti nel 2020.
Nel mentre, come ha commentato la stessa organizzatrice, «il progetto XmasCamp19 non è terminato con l’evento. Infatti, continuano gli aggiornamenti del sito e dei canali social con le pubblicazioni dei contributi di coloro che hanno voluto partecipare al dibattito contribuendo con la loro riflessione in un testo scritto o un video-commento rispondendo alla domanda “Come è cambiata la rete negli ultimi dieci anni?”. A questi, si aggiungono anche le riflessioni post-evento degli speaker protagonisti del BarCamp».

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