Lunedi 17 Dicembre 2018
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SMAU Milano 2018: i piccoli cambiamenti (e le tante conferme) che fanno bene a un evento

Un momento di contaminazione, di scambio e di confronto in chiave digital transformation e innovazione: la nostra recensione di Smau Milano 2018.

SMAU Milano 2018: i piccoli cambiamenti (e le tante conferme) che fanno bene a un evento

SMAU Milano 2018 è stata l’occasione per tornare, a distanza di tre anni, a prendere parte all’evento con degli inviati della Redazione e non solo con una media partnership a distanza. Quello che abbiamo trovato è stato un evento molto cambiato, sia per location che per focus degli argomenti trattati nei workshop, nonché per qualità di partecipazione, mentre il cuore dell’organizzazione resta invariato e sempre una certezza.

La location di smau milano 2018, specchio di una organizzazione ormai ben rodata

La tre giorni (23-25 ottobre 2018) si è svolta nel padiglione 4 di FieramilanoCity, un intero e ampio piano ma con spazi ben pensati, strutturati e organizzati.

Ogni giorno, infatti, è stata distribuita una guida giornaliera, completa di mappa per orientarsi, con le indicazioni circa le aree e gli orari degli speech, oltre che l’elenco delle postazioni di tutti gli stand, utilissima e fatta in modo chiaro, così da permettere di raggiungere senza problemi ogni punto di interesse.

Il tutto è specchio di un’organizzazione efficiente pensata proprio per aiutare il visitatore (e non solo) a trovare quello di cui ha bisogno, nel momento e nel luogo giusto.

Tutto è stato organizzato nel dettaglio e nulla è stato lasciato al caso. La scelta del padiglione 4 è stata fatta per la presenza di alcune specifiche caratteristiche strutturali (uscite di emergenza, diverse toilette e diversi punti di ristoro, la metro proprio di fronte all’ingresso), ma arricchita con ulteriori servizi: il poter entrare senza dover fare alcuna fila – se non quella all’entrata della struttura per il controllo di sicurezza –, senza cioè il bisogno di fermarsi al desk accoglienza all’ingresso per il ritiro del badge (era possibile infatti effettuare una stampa della registrazione fatta online contenente il codice a barre da utilizzare per passare ai tornelli, prendendo poi da soli il porta-badge e il laccetto brandizzato SMAU), diversi “help desk” dello staff, aree con sedie o poltrone e tavolini per facilitare gli incontri e il networking e, come sempre, la sala stampa.

Tra le novità principali di SMAU Milano 2018, utili per vivere al meglio la location dell’evento, vi erano gli Startup Safari che hanno guidato imprenditori e i decisori aziendali a scoprire i nuovi protagonisti dell’innovazione. Si trattava, in sostanza, di una serie di tour programmati per i settori Servizi, Commercio&Turismo, Industria, ICT e PA attraverso i quali scoprire le innovazioni più all’avanguardia, stringere la mano ai protagonisti e comprendere in che modo queste realtà possono supportare la trasformazione digitale della propria impresa.

Un’organizzazione ormai ben rodata, insomma, che funziona di anno in anno sempre meglio, attenta ai cambiamenti e alle novità e pronta a innovarsi e apportare cambiamenti e migliorie, mantenendo ciò che funziona già al meglio, come ad esempio – e possiamo dirlo avendo preso parte a SMAU Milano 2018 anche come espositori – l’impostazione degli stand, sempre muniti di prese di corrente, desk e sgabelli, guida alla connessione WI-FI, etc.

La nostra direttrice responsabile, Pina Meriano, e la nostra autrice, Raquel Baptista, insieme al presidente SMAU, Pierantonio Macola, e la PR Manager di SMAU, Daniela Monteverdi al nostro stand a SMAU Milano 2018.

i workshop

Al centro di questa nuova edizione del Roadshow alcuni settori, ben rappresentati – anche come argomenti trattati in diversi speech – in questa tappa di Milano:

  • l’Industria 4.0, con un approfondimento sulla contaminazione tra sistemi produttivi ed ecosistema digitale, composto anche da startup, acceleratori e incubatori, anche in ottica Open Innovation;
  • l’agrifood, raccontato attraverso case history e innovazioni provenienti da startup e imprese;
  • l’ambito Sanità;
  • il tema delle Smart Community.

Tutti sono stati ben strutturati per il target di riferimento che, peraltro, è sempre ben specificato sul sito di SMAU, nella sezione dedicata all’elenco dei workshop, dove sulla sinistra è indicato anche il livello di difficoltà e, quindi, il grado di expertise richiesto per seguirli.

Nell’ambito della comunicazione e del marketing, il social selling su LinkedIn è stato senza alcun dubbio un protagonista di questa edizione. Diversi interventi hanno puntato i riflettori su questo tema: dal come acquisire lead qualificati su LinkedIn di Leonardo Bellini al vendere con Linkedin di Alessandra Salimbene. In questo senso, il Social Selling Index, indicatore per monitorare e far crescere le proprie possibilità di fare business nel B2B, è stato un fil rouge, segno di una crescente consapevolezza e sensibilità rispetto alle potenzialità di LinkedIn per sfondare nel settore B2B e per fare personal branding. 

Tra gli interventi dedicati ai social media è spiccato, poi, quello di Roberto Marmo che ha parlato di social media mining per l’analisi della concorrenza, spingendosi molto oltre nell’approfondimento, fornendo ai partecipanti indicazioni pratiche e operative sulle strategie da seguire e soprattutto su come utilizzare i diversi tool, nonché alcuni trucchi per individuare il sentiment degli utenti rispetto a un determinato prodotto e/o brand concorrente.

Da notare, inoltre, l’enfasi posta sul tema dell’accessibilità e della promozione di un web che possa essere sfruttato anche dalle persone disabili, un argomento comune a diversi workshop, come quello di Vito Disimino e Donato Matturro di Joomla!Lombardia, quello di Fabrizio Caccavello o quello di Antonio Giovanni Schiavone, entrambi membri dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

Gli argomenti, molto diversificati e trattati in circa 50 minuti come sempre, riuscivano a diventare, in alcuni casi, abbastanza dinamici, per esempio con interventi come quello di Jessica Malfatto che ha parlato di digital PR e delle relazioni con i media. Nel corso del suo speech, infatti, ha proposto molti esempi pratici e ha fornito molti consigli utili per creare dei comunicati stampa che attirino l’attenzione dei giornalisti. Decisamente un tema molto utile alle aziende alla ricerca di visibilità e che vogliono sapere come presentarsi e diffondere la propria comunicazione nel modo migliore.

Uno spazio di rilievo è stato dato anche a tecnologie come l’intelligenza artificiale ma anche realtà aumentata e virtuale, queste ultime trattate per esempio durante l’intervento di Lorenzo Montagna, autore di un libro sul tema. Simonetta Pozzi, invece, ha spiegato come utilizzare lo storytelling, la realtà aumentata e la realtà virtuale per migliorare il proprio eCommerce.

Ci sarebbero tanti workshop da nominare, che hanno fatto il pieno di iscritti e che hanno registrato grande partecipazione da parte dei presenti, manifestata con domande in chiusura. Tra questi, quello su naming di successo tra marketing e creatività di Giovanni Sodano, quello sulla SEO for growth di Marco Maltraversi, quello sulla link building di Gaetano Romeo e anche uno organizzato dal nostro giornale, con la docenza di Francesco Setaro, incentrato sulle metriche e sugli strumenti utili nell’eCommerce e i cambiamenti del customer journey.

Francesco Setaro durante il workshop tenuto per Inside Marketing a Smau Milano 2018.

PIù socialità che social

Un aspetto differente rispetto alle scorse partecipazioni a SMAU ha riguardato la conversazione sui social. Sempre ben presenti su Twitter il canale ufficiale di Smau e il presidente Pierantonio Macola dal suo account personale, ma molti meno tweet (anche se alcuni profili di chi non era presente all’evento non hanno mancato nemmeno questa volta di fare retweet anche senza molto pensiero strategico).

smau-talkwalker

Probabilmente, però, il cambio di andamento su Twitter è stato riflesso di un cambiamento di SMAU che, seguendo le evoluzioni del macroambiente, sta puntando e ricevendo adesioni da alcuni settori specifici, più legati a tecnologia – quali FinTech, intelligenza artificiale, realtà aumentata e realtà virtuale – che non a social e comunicazione. Da un lato, quindi, si potrebbe pensare che la poca socialità online sia stata una conseguenza “naturale” della multisettorialità dell’evento, ma dall’altro una delle motivazioni di questo scarso fermento potrebbe essere imputata anche a una mancata condivisione real time sui social da parte dei diversi speaker dell’evento, magari troppo impegnati a dividersi fra interviste e conversazioni con i partecipanti e potenziali clienti.

In ogni caso, si tratta di un indicatore tutto sommato positivo, che ha caratterizzato SMAU Milano 2018 come giusta contaminazione tra più settori e tra fiera e formazione, distinguendolo da tanti altri eventi che già ci sono in ambito comunicazione/marketing in Italia, e la capacità di attivare un dialogo concreto è stato forse il punto di forza più importante di questa edizione.

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