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Italian Fundraising Award 2022: Niccolò Contucci è il fundraiser dell’anno

Festival del Fundraising

Niccolò Contucci è stato scelto come fundraiser dell’anno dall'Italian Fundraising Award 2022. A Beatrice Lentati è stato assegnato invece il premio alla carriera.

Il direttore generale di Fondazione AIRC, Niccolò Contucci, ha vinto l’Italian Fundraising Award 2022. A Beatrice Lentati, punto di riferimento per tutti gli operatori del settore, va un riconoscimento speciale alla carriera.
È questo l’esito dell’XI edizione dell’IFA, il premio ideato, realizzato e prodotto da Associazione Festival del Fundraising, con la collaborazione Assif (Associazione italiana fundraiser).

La proclamazione dei vincitori ha avuto luogo durante la giornata conclusiva del Festival del Fundraising, in programma a Riccione dal 6 all’8 giugno.

Fundraiser del 2022, proclamato al Festival del Fundraising, è Niccolò contucci

Nell’albo d’oro del premio compaiono figure di primissimo piano delle organizzazioni nonprofit. Quest’anno al voto online dei professionisti di tutta Italia si è unito quello unanime della giuria che ha decretato l’assegnazione a Contucci. Capacità manageriali, autorevolezza e impegno nel fare conoscere una professione così importante per l’universo del nonprofit: sono questi i criteri che l’IFA ha evidenziato nella sua attività quotidiana a sostegno della ricerca sul cancro.

«Contucci» si legge nelle motivazioni «ha traghettato AIRC, la prima charity italiana per raccolta fondi, verso un profondo rinnovamento nella comunicazione, nel settore fundraising e nell’organizzazione della struttura».

Il riconoscimento vuole anche premiare trent’anni di carriera, oltre all’impegno ai tavoli istituzionali finalizzati alla crescita e alla tutela del nonprofit e al varo della riforma del Terzo settore.

Chi è Niccolò Contucci

Romano di nascita, origini toscane e milanese di adozione, 58 anni, Contucci si laurea in scienze politiche a Firenze con indirizzo politico-internazionale.
Gli esordi nel terzo settore, cui si dedica da subito, avvengono in ambito culturale con il Cantiere d’arte di Montepulciano.
Nel 1992, il salto di qualità con il passaggio a Telethon, dove assume il ruolo di direttore comunicazione e raccolta fondi.

Niccolò Contucci

Niccolò Contucci

Nel 2008 entra in AIRC in qualità di direttore generale. In questi anni la Fondazione continua a crescere in un’ottica di forte rinnovamento nella comunicazione, nel fundraising e nell’organizzazione strutturale. Molte le iniziative innovative di successo, come per esempio la distribuzione online dell’Azalea della ricerca durante la pandemia del 2020, canale poi confermato anche negli anni successivi. Un modello di utilizzo delle tecnologie digitali nel fundraising destinato a fare scuola.

«Siamo tra i leader del non profit» sostiene Contucci «quindi abbiamo l’onore e l’onere di contribuire al suo sviluppo.Ogni giorno AIRC si conferma come soggetto affidabile, che crea valore per tutti i suoi interlocutori, dalle istituzioni alle aziende, dai ricercatori all’intera collettività. Continueremo a farlo con passione, professionalità e competenza, lavorando tutti insieme per sostenere la migliore ricerca oncologica in Italia».

Oggi Contucci è considerato uno dei massimi esperti di management, fundraising e comunicazione per il terzo settore. È membro dell’advisory board e speaker di punta del Festival del Fundraising.

Per l’Italian Fundraising Award 2022 un premio alla carriera: assegnato a Beatrice Lentati

Per l’edizione di quest’anno, però, l’IFA ha voluto raddoppiare. Da qui il «premio alla carriera» assegnato a Beatrice Lentati, autentica pioniera del fundraising nel nostro Paese. Un riconoscimento mai concesso prima a nessun fundraiser.

Beatrice Lentati ha fatto conoscere questa materia a partire dagli anni Settanta, portandone in Italia contenuti e metodi dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Insomma, nella nascita del fundraising professionale in Italia c’è molto del suo lavoro, della sua competenza, delle sue relazioni internazionali.

Non basta. «Forte di questa esperienza» sottolinea la giuria dell’IFA «e con un costante aggiornamento delle più moderne dinamiche di fundraising, Beatrice Lentati ha affiancato e fatto consolidare decine di organizzazioni nonprofit, mostrando grande attenzione anche alla formazione delle nuove generazioni di fundraiser».

Chi è Beatrice Lentati

Beatrice Lentati, milanese, pioniera della moderna raccolta fondi, ha spinto il mondo del nonprofit verso un autentico salto di qualità. Fino ai primi anni Settanta, in Italia, le campagne si misuravano con il metro del “mi piace“. Lentati ha cominciato a parlare di costi e di risultati, introducendo il direct marketing, pianificabile e misurabile, oltre a tutti gli strumenti di comunicazione e di marketing propri del mondo profit: dalle opinioni alla analisi, alla statistica e alla matematica.

Dopo la laurea in scienze politiche con tesi in direct marketing alla Statale di Milano, va a Londra per poi rientrare in Italia decisa ad applicare tecniche rigorose alla raccolta fondi.

Beatrice Lentati

Beatrice Lentati

Nel 1975 entra in AIRC, proponendo al professor Umberto Veronesi e al consiglio direttivo un progetto ambizioso e innovativo, di stampo anglosassone: molta fatica a convincere i vertici di allora, ma è stato l’inizio di una storia di grande successo.

In seguito, è stata cacciata malamente dallo studio dell’amministratore delegato di una grande azienda, per avere usato la parola cancro, ancora tabù. «Con Veronesi avevamo deciso di parlare della malattia utilizzando il termine scientifico. All’inizio fu come scalare una montagna, nel tempo si è rivelata una scelta vincente», afferma Beatrice Lentati.

Conclusa l’esperienza in AIRC, nel 1982 Lentati fonda a Milano il suo studio specializzato nella consulenza delle organizzazioni nonprofit, con l’obiettivo di introdurre e diffondere in Italia la cultura di una raccolta fondi basata su professionalità e principi etici, ispirandosi alle esperienze dei maggiori fundraiser internazionali, con i quali ha collaborato per trent’anni all’interno dell’International Fund Raising Workshop (IFRW). Questo network di cui ha fatto parte dalla nascita, nel 1981, attualmente si chiama The Resource Alliance: oggi uno degli impegni principali è la formazione di fundraiser nei Paesi in via di sviluppo per introdurre anche qui moderne campagne di raccolta fondi.

Molti professionisti che occupano posti strategici e di responsabilità in organizzazioni italiane e straniere operanti in Italia sono passati dallo studio da lei guidato. La sua è stata un’autentica scuola di fundraising.

Lentati ha lavorato per associazioni quali Lega del filo d’oro, Opera San Francesco, Missioni Don Bosco, Action Aid, Amnesty, Greenpeace, WWF, solo per citarne alcune. Del fundraising in Italia dice: «Non dobbiamo mai smettere di migliorare la nostra professionalità per trasmettere ai potenziali donatori le ragioni per sostenere una buona causa. Questo lavoro mi ha dato tantissimo: quando ho la possibilità di toccare con mano certi risultati – penso per esempio al contributo della raccolta fondi per la ricerca scientifica – mi sento felice».


La premiazione dei vincitori dell’Italian Fundraising Award è uno degli appuntamenti più attesi del Festival del Fundraising, tanto che per l’occasione gli organizzatori hanno preso una decisione inedita: la cerimonia è stata aperta alla cittadinanza e a chiunque fosse interessato a immergersi, anche solo per un’ora, nel mondo del fundraising.

Albo d’oro dell’Italian Fundraising Award

2021: Giancarla Pancione
2020: tutti i fundraiser
2019: Giovanna Bonora
2018: Alessandra Delli Poggi
2017: Roger Bergonzoli
2016: Alessandro Benedetti
2015: Rossano Bartoli
2014: Stefano Malfatti
2013: Elena Zanella
2012: Marco Panzetti

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