Mercoledi 19 Dicembre 2018
MacroambienteL’evoluzione dello shopping dall’Antica Grecia all’eCommerce

L'evoluzione dello shopping dall'Antica Grecia all’eCommerce

Le principali tappe dell'evoluzione dello shopping dall'Antica Grecia all’eCommerce, passando per fiere medievali e rivoluzione industriale.


Redazione
A cura di: Redazione
L'evoluzione dello shopping dall'Antica Grecia all’eCommerce Fonte: Depositphotos

Per comprendere l’evoluzione dello shopping è necessario soffermarsi sulla storia del commercio analizzando il ruolo degli scambi commerciali, la loro origine e il funzionamento dei principali meccanismi economici.

Principali tappe dell’evoluzione dello shopping

Attraverso un’infografica, Couponation ha analizzato alcune tappe dell’evoluzione dello shopping, partendo dall’Antica Grecia fino ad arrivare ai giorni nostri e, dunque, giungendo alla libera circolazione delle merci e dei capitali nell’era della globalizzazione.

Le trattative nell’agorà

Nell’Antica Grecia e più precisamente nell’Agorà, la piazza principale delle poleis, cuore di discussioni politiche e filosofiche, avvenivano trattative per l’acquisto di spezie, grano, vasi, tessuti e pregiati profumi. A effettuare gli acquisti erano le donne e tutto ciò avveniva sotto lo sguardo attento di ufficiali preposti al monitoraggio del commercio che per assicurare scambi equi controllavano le misurazioni e la qualità dei beni. Fra gli operatori commerciali è possibile individuare diverse figure: l’émporos (commerciante all’ingrosso), il kápelos (commerciante al dettaglio), il naúkleros (mercante dotato di nave propria), l’autopoles (colui che vende i propri prodotti), il palinkápelos (colui che compra dall’émporos per poter rivendere), il metaboleús (il piccolo dettagliante) e il phortegós (mercante che si fa carico del trasporto delle merci).

Il commercio nell’antica Roma

Sempre nel cuore del Mediterraneo, anche il commercio dell’Antica Roma va considerato come particolarmente strutturato e sottoposto a un processo di evoluzione. I trasporti, infatti, avvenivano via mare e via terra e proprio in questo periodo si è sviluppata una specifica architettura per il commercio. Addirittura qualcuno fa risalire le origini del centro commerciale proprio all’Antica Roma. Il mercato Traiano, nato come luogo di stoccaggio delle merci per la precaria situazione annonaria, è stato considerato, infatti, il primo centro commerciale e polifunzionale con diversi punti vendita, un’area dedicata alla ristorazione con pietanze e cibi da tutto il mondo e una serie di depositi.

I cambiamenti del Medioevo

Nel Medioevo, invece, si svilupparono le fiere dove giungevano compratori e venditori da tutto il mondo. Oro e argento erano le valute più utilizzate. Artisti, musicisti e saltimbanchi venivano impiegati come “pubblicità vivente” per attirare i visitatori nelle botteghe. Il Medioevo è inoltre il periodo in cui la fioritura degli scambi via mare favorì la stipula di patti di alleanza e trattati commerciali che permettevano alle parti in causa di godere di speciali privilegi, come ad esempio il monopolio su alcuni prodotti pregiati.

LE PRIME FORME DI FIDELIZZAZIONE DEI CONSUMATORI E LE scoperte geografiche

Con l’ascesa del consumismo nel periodo rinascimentale si affermarono le prime forme di marketing personalizzato e di fidelizzazione dei clienti realizzate dai mercanti di gioielli e pietre preziose. Nel Cinquecento l’economia europea era in ripresa e l’alta domanda di prodotti generò un aumento a livello di produzione agricola e artigianale. Il commercio, grazie alle scoperte geografiche, assunse dimensioni mondiali e i mercanti, grazie all’argento che proveniva dalle colonie americane, riuscirono a cumulare grossi capitali da investire per ottenere profitto.

L’evoluzione dalla rivoluzione industriale ai giorni nostri

Dopo la Rivoluzione Industriale, con lo sviluppo dei mercati, le leggi della domanda e dell’offerta sono cambiate e hanno acquisito un’importanza sempre maggiore: le persone potevano scegliere i prodotti anche in base al loro prezzo. La competizione segnò l’inizio del marketing per come lo conosciamo oggi e delle iniziative per attirare il cliente come i codici sconto e le offerte. Il primo coupon risale al 1887 quando un’azienda allora emergente, la Coca-Cola, offrì per la prima volta una bevanda gratuita in cambio di un tagliando pubblicato su una rivista.
L’antesignano del commercio elettronico è di sicuro la vendita per corrispondenza: nonostante i primi cataloghi esistessero già dal XV secolo, la moda esplose nel XIX secolo e, in particolare, dal dopoguerra in poi.
In seguito, con l’arrivo della televisione e del telefono e l’inizio dell’era del telemarketing, il commercio è entrato nelle case dei consumatori. Dagli anni ‘90, che segnano l’esplosione dei centri commerciali, al commercio elettronico del 2000 il passo è breve. Il web è ormai considerato un luogo in cui cercare le migliori offerte e una varietà di prodotti praticamente infinita e in cui è possibile acquistare prodotti e servizi in mobilità con il proprio smartphone.
Dalla nascita della rete e dell’eCommerce a oggi abbiamo assistito a un’evoluzione rapida che ha avuto come protagoniste le nuove tecnologie, la diffusione dell’intelligenza artificiale, la blockchain e l’Internet delle cose.

prospettive future

Secondo le stime di Casaleggio Associati, per il 2028 il baricentro dell’eCommerce mondiale si sposterà in Asia, attualmente il più grande mercato eCommerce mondiale visto che oltre la metà degli acquirenti online del mondo risiede in quest’area; verranno create delle economie di scala globali con servizi locali andando ad influenzare il concetto di retail tradizionale e integrando i canali online e offline; gli acquisti diventeranno automatizzati e l’advertising verrà customizzato sui singoli momenti di vita delle persone.

In un’intervista ai nostri microfoni realizzata in occasione del Festival Of Media Global 2018, la head of product marketing per l’advertising cloud di EMEA Adobe Tokkara Baker afferma che

«un’esperienza di advertising personalizzata è importante sia per gli investitori che per i clienti. Se riflettiamo seriamente sulla pubblicità comprendiamo che si tratta chiaramente di uno scambio per i clienti. Ora però notiamo una grande frustrazione da parte dei consumatori, mediante l’aumento di ad block: molti clienti non credono che le pubblicità siano davvero rilevanti per loro e la personalizzazione è senza dubbio qualcosa che le persone vogliono. Nello specifico, le persone interagiscono con i marchi in modi molto diversi e non parliamo più di un consumatore che si sposta, come prima, attraverso il funnel di conversione in cui cerchi di raggiungerlo, inviando un determinato messaggio che viene preso in considerazione, per poi portare il consumatore alla conversione.»

«I consumatori – prosegue Tokkara Baker – interagiscono con il marchio attraverso diversi touchpoint e quando manca il coinvolgimento, in particolare per quanto riguarda la pubblicità, questo può portare a frustrazione per diverse ragioni. Quindi, personalizzazione nel campo dell’advertising significa essenzialmente compiacere il tuo cliente, offrendogli anche qualcosa di rilevante. Per l’advertiser questa è un’importante area di investimento, perché alla fine si sta aumentando l’affinità nei confronti del marchio e inoltre si fornisce un messaggio che può interessare al consumatore, cosa che alla fine porterà a quello che sarebbe il fine ultimo della pubblicità.»

infografica ecommerce 2028: come si prospetta l’evoluzione dello shopping

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