Face Reading: l'interpretazione delle reazioni all'Oscar

Abbiamo visto la premiazione di DiCaprio, ma cosa ci è sfuggito quest'anno e probabilmente nelle 6 serate in cui è stato nominato? Lo rivela il Face Reading

Face Reading: l'interpretazione delle reazioni all'Oscar

Che Di Caprio ha finalmente vinto la statuetta dorata tutti lo sappiamo! Ma quello che non ci hanno raccontato è cosa prova un attore in 22 anni di un rapporto amore-odio con l’Academy Awards di Hollywood. Poiché fare un’intervista all’attore ci darebbe accesso soltanto all’informazione che lui ci vuole comunicare volontariamente, in occasione della premiazione degli Oscar abbiamo deciso di andare oltre, affidandoci alla ricerca condotta da TSW.

Tramite tecniche di Face Reading è possibile realizzare una analisi delle espressioni facciali, ottenendo un ricco insieme di indizi di carattere emotivo. Queste tecniche vengono abitualmente utilizzate per scoprire qualcosa in più sul consumatore: cosa pensa, che sensazioni prova, quali emozioni sono più evidenti in quel preciso momento. Insomma, tutta una serie di informazioni non direttamente rilevabili e che, in certi casi, i soggetti preferirebbero nascondere. La potenzialità di questo tipo di tecniche anche e principalmente a scopi di marketing è quindi ben evidente. Esse, difatti, possono aiutare a comprendere le emozioni e le reazioni che un determinato prodotto o uno spot commerciale -anche all’interno del punto vendita- generano nel consumatore, studiando semplicemente le sue espressioni facciali, portando allo scoperto, quindi, quelle emozioni che tende a reprimere.

Affidiamoci allora a questa tecnica molto utilizzata nel campo del neuromarketing per analizzare ciò che non ci è stato detto sulla notte degli Oscar e illustriamola scherzosamente in questo modo: non è un po’ anche Di Caprio, in qualche modo, come un ‘cliente’ affascinato dal ‘prodotto’ di un grande brand, che ha paura di rimanere deluso? Ovviamente, trattandosi di un attore (ormai addirittura vincitore di un Oscar!), teniamo conto del fatto che le sue vere emozioni possono essere mascherate in modo abbastanza professionale e quindi l’analisi diventa più complessa.

Paul Ekman affermava che le micro-espressioni facciali fossero non frutto dell’apprendimento (trasmesse culturalmente), bensì qualcosa di carattere universale e con i suoi studi è stato possibile identificare l’esistenza di 6 emozioni universali di base che possono essere associate alle diverse espressioni facciali, indipendentemente dalla cultura o etnia. Andando quindi ad applicare questi studi alle micro-espressioni spontanee dell’attore, durante ogni serata di premiazioni, quali emozioni si rintracciano?

In situazioni di competizione non sempre è facile partecipare alla gioia dell’avversario vincitore e ancora più difficile è nascondere il dispiacere! Nel corso degli anni però l’attore sembra aver imparato a gestire un po’ meglio le emozioni. Vero è che la pratica porta alla perfezione e, nel caso di Di Caprio, il percorso di allenamento è stato lungo ben 22 anni! Dal piccolo e poco esperto Leo, ai tempi di “Buon compleanno Mr. Grape”, non potevamo aspettarci altro che una espressione speculare dello sconforto e della sorpresa che provava, ma, nonostante l’esperienza maturata successivamente, l’espressione di tristezza nell’aver perso l’Oscar gareggiando per “The Wolf of Wall Street” è probabilmente quella più cristallina.

Andando ulteriormente nel dettaglio, possiamo aggiungere che è netta la differenza tra le emozioni espresse nelle nomination ai Golden Globes e quelle agli Oscar. Per gli stessi film, Di Caprio si dimostra molto più ottimista prima della consegna dei Golden Globes Awards che per quella degli Oscar. In effetti, anche se nei primi aveva ottenuto soltanto 3 vittorie su 11 candidature, i risultati erano comunque più positivi rispetto agli Oscar. Ovviamente la vittoria ai Golden Globes ha aumentato la speranza di una vittoria anche agli Oscar. Certo, niente può creare più delusione di aspettative non corrisposte, per cui ecco una possibile spiegazione a questa dimostrazione emotiva più trasparente che alcuni associano a disgusto e altri a tristezza.

Da questa ‘leggera’ analisi possiamo dedurre che nel campo delle emozioni niente è un dato di fatto! Prima di tutto, ci possono essere diverse interpretazioni di una stessa espressione. Inoltre, anche se in una vera e propria indagine di neuromarketing vengono usati degli strumenti di rilevazioni abbastanza rigorosi, non è mai semplice accedere alle vere aspettative e sensazioni provate dai clienti e lo stesso vale per l’attore in questione. Ci possono essere sempre fonti di distorsioni, come una buona capacità di mascheramento e di gestione delle proprie emozioni. E, tornando alla notte del prestigioso riconoscimento, dopo 6 nomination ecco una autentica e prevedibile espressione di gioia quando Di Caprio vince l’Oscar come miglior attore!
Per quelli che hanno visto “Inception” però resterà eternamente il dubbio… davvero Di Caprio ha vinto l’Oscar? La trottola ha smesso di girare? Poco importa, concordiamo con i The Jackal: nei nostri sogni Leonardo e il suo Oscar saranno sempre insieme!

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Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore Inside Marketing
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