Facebook Canvas: il contenuto è verticale

Un formato full-screen per contenuti ad elevato coinvolgimento: è Facebook Canvas, l'ultima novità introdotta da Facebook, con un occhio a Snapchat.

Facebook Canvas: il contenuto è verticale

Un’esperienza coinvolgente pensata per raccontare prodotti o servizi ad elevato impatto emozionale: è questa la promessa di Facebook Canvas, un nuovo formato organico e sponsorizzato full-screen, lanciato lo scorso 25 febbraio 2016 su scala internazionale – che sarà attivo effettivamente su tutti gli account Facebook a fine marzo – e realizzato in collaborazione con brand e agenzie.

La visibilità e l’interazione sono garantite dal mix di video, immagini statiche e bottoni per la call-to-action e da un’ampia gamma di opportunità per gli utenti, dai carousel alle foto panoramiche da zoomare. Non è, però, tutto qui: Facebook Canvas è stata pensata esplicitamente per il mobile ed è in grado di offrire un’esperienza soddisfacente tanto su Android quanto su iOS, grazie ad una velocità di caricamento di immagini e video 10 volte maggiore di un sito web mobile standard. Una logica, questa, simile a quella impiegata per Instant Articles, che consente ai publisher di condividere contenuti in maniera immediata bypassando i tempi di caricamento delle pagine web, con la differenza che con Facebook Canvas brand e aziende possono disporre del completo controllo creativo per raggiungere qualsiasi obiettivo, dallo storytelling alla brand awareness, dalla promozione di un nuovo servizio o prodotto corredata di video esplicativi o foto ad elevato coinvolgimento.

Jon Loomer, uno dei massimi guru per tutti i webmarketer alle prese con le novità di Facebook, ha ideato una guida esaustiva con alcuni consigli e best practice per realizzare il nuovo formato Canvas e sponsorizzarlo direttamente dalla piattaforma pubblicitaria Business Mananger. L’accesso a Canvas è raggiungibile nell’area dedicata agli Strumenti di Pubblicazione. Creare un nuovo Canvas è molto semplice; è possibile, infatti, selezionare manualmente le varie componenti: testi, video, carousel di immagini, foto singole, temi di sfondo, header e bottoni per la conversione. Il tutto con ampi margini di customizzazione, per consentire anche ai marketer più esigenti la possibilità di personalizzare i propri contenuti. Una volta creato il proprio Canvas, è possibile accedere ad una preview, disponibile anche per un controllo da device. La fase di check è, però, particolarmente delicata perché i Canvas non sono modificabili una volta salvati. Ogni Canvas salvato, poi, può essere sponsorizzato creando una campagna con Obiettivo Clic sul Sito Web oppure con Obiettivo di Conversione, selezionando esclusivamente il posizionamento Newsfeed. In questo modo il contenuto potrà essere impiegato per promuovere nuovi coinvolgimenti su audience più vaste, tutte finemente customizzabili con le avanzate metodologie di selezione del pubblico disponibili sul Business Manager di Facebook.

È indubbio che a Menlo Park abbiano pensato a Facebook Canvas tenendo un occhio sempre aperto su Snapchat. Del resto è proprio su quest’ultima applicazione che sono presenti già da tempo formati pubblicitari full-screen caratterizzati da un sapiente mix di video e contenuti, marketing contestuale e nessun rallentamento da pre-roll. 3V  nome del formato pubblicitario di Snapchat – è infatti l’annuncio verticale specificatamente pensato per gli schermi dello smartphone e per garantire un’esperienza coinvolgente. Non è un caso, infatti, che i termini più utilizzati per descriverla siano immersive  e 100% viewable. L’intento è quello di attirare l’attenzione dei giovani snapchatters, un pubblico vivace e giovane – in maggioranza utenti dai 13 ai 24 anni – sempre connesso e attento ai nuovi trend.

Resta ancora qualche incognita su come sarà digerito dal pubblico decisamente più maturo e conservativo di Facebook questo nuovo contenuto full-screen, ma è chiaro che lo scenario pubblicitario sui Social si fa sempre più complesso e sempre più smartphone-centrico. Il vero campo di battaglia non sarà il mero presidio di canali strategici, ma l’integrazione tra brand e i flussi di conversazioni on-line con formati meno invasivi, in grado comunque di generare coinvolgimento, attirare l’attenzione, veicolare messaggi ed esperienze originali. È la viewability, bellezza.


Gerardo Grasso
A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing
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