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Domenica 16 Dicembre 2018
MarketingHashtag su Facebook: caratteristiche e criticità di uno strumento di conversazione

Hashtag su Facebook: caratteristiche e criticità di uno strumento di conversazione

Gli hashtag su Facebook strizzano l'occhio agli investitori pubblicitari, offrendo opportunità di targettizzazione e promozione del brand.


Gerardo Grasso
A cura di: Gerardo Grasso Autore Inside Marketing
Hashtag su Facebook: caratteristiche e criticità di uno strumento di conversazione

Introdotti su Facebook nel 2013, gli hashtag – come su tutte le altre piattaforme social – sono stati pensati per creare connessioni tra i contenuti e post pubblicati dagli utenti favorendo il consolidamento di un flusso di conversazioni on-line su specifici topic.

 

Oltre a essere uno dei simboli per eccellenza di Twitter, che prima di tutti ha intuito il potenziale del simbolo e delle sue funzionalità, il cancelletto è l’emblema per antonomasia della folksonomy, perché presiede a qualsiasi forma di spontanea categorizzazione ed etichettatura dei contenuti sul web, dai social ai blog.

L’implementazione consente agli utenti di ricercare specifici argomenti dalla searchbar, cliccare su un certo hashtag creato anche in altri ambienti, come ad esempio Instagram, e scrivere post direttamente dalla pagina dei feed di un dato cancelletto o dalla pagina dei risultati di ricerca, partecipando così attivamente e in maniera immediata alle conversazioni che ruotano su un certo topic.

Hashtag su Facebook: criticità…

Gli hashtag cui però fa ricorso il colosso di Mark Zuckerberg non sono propriamente uguali a quelli di Twitter. Jon Loomer, uno dei guru più autorevoli quando si parla di Facebook, si chiede se gli hashtag su Facebook funzionino davvero e individua almeno quattro criticità.

  1. Innanzitutto, l’implementazione del sistema dei filtri: ancora oggi non è chiara la modalità con cui Facebook ordina il feed di uno specifico hashtag. Se il principio risulta non un criterio cronologico – come ci si attenderebbe – ma il medesimo criterio di pertinenza e rilevanza della Newsfeed, è chiaro che viene a crearsi un chiaro problema di accessibilità ai dati e alle informazioni, soprattutto per gli utenti che cercano aggiornamenti e notizie in tempo reale.
  2. La seconda criticità è lo spam: un problema per certi versi connaturato agli hashtag anche su Twitter, con conseguenti danni in termini di affidabilità e valore per gli utenti.
  3. Vi è, poi, il problema relativo alla fruibilità da mobile.
  4. Ultima criticità: nessuno legge i feed degli hashtag. Del resto su Facebook servono più che altro come una nota di colore su un contenuto personale, come è nella natura del social.

…e caratteristiche

A una più attenta analisi, la scelta degli hashtag su Facebook pare più mirata a fornire nuovi spunti e nuovi strumenti agli investitori pubblicitari, non solo perché gli hashtag vanno a identificare gli interessi dei singoli utenti e facilitano la targettizzazione delle campagne, ma soprattutto perché aziende e marchi possono promuovere e sponsorizzare post su conversazioni su specifici topic più o meno vicini al proprio business amplificando così l’effetto virale delle proprie campagne.

Non solo: ogni hashtag ha una propria URL e portare traffico da altri siti (blog, landing page, etc.) può trasformarsi in un formidabile strumento di promozione della conversazione, soprattutto se si scelgono hashtag specifici o focalizzate su un tema di discussione particolare in grado di attrarre l’attenzione degli utenti e incentivare la partecipazione.

Vale la pena ricordare che, anche per Facebook, gli hashtag sono un tool di ricerca finalizzato a classificare e filtrare le conversazioni, quindi è da escludersi l’insopportabile pletora di tag ripetuti con keyword generiche. La best practice prescrive un’attenta analisi delle keyword che meglio identificano il marchio o il prodotto/servizio che si intende promuovere e delle chiavi di ricerca effettivamente utilizzate dagli utenti. Solo in questo modo il buon vecchio cancelletto contribuirà a dare consistenza e pertinenza ai messaggi e a consolidare campagne trasversali ad elevata viralità nel mare magnum di Facebook.

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