Facebook, novità in vista? Zuckerberg ne parla in un manifesto

"Stiamo costruendo il mondo che vogliamo?" Questo è l'interrogativo a cui Zuckerberg prova a rispondere nel manifesto di Facebook.

Facebook, novità in vista? Zuckerberg ne parla in un manifesto

Il tour di Mark Zuckerberg negli Stati Uniti prosegue, come è possibile vedere dal suo profilo Facebook attraverso cui aggiorna, tramite post, i propri follower sulle mete statunitensi visitate con la famiglia.

Secondo alcuni esponenti della stampa USA, queste visite sul territorio nazionale potrebbero essere una prova di una possibile futura campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali. Ipotesi smentite quasi immediatamente dal CEO dell’azienda di Menlo Park. In un’intervista rilasciata alla BBC, infatti, gli è stato chiesto se avesse mai pensato ad una carriera politica, ma la risposta è stata: «Non è nei miei piani adesso. Ciò che mi interessa ora è connettere il mondo». Dopotutto, perché voler essere presidente di una nazione quando si è già a capo di Facebook? Nel febbraio 2017, sempre attraverso il profilo social, ha pubblicato un post di circa 5700 parole che può essere considerato un vero e proprio manifesto, in cui spiega la visione sul futuro del gruppo e non solo.

IL MANIFESTO DI ZUCKERBERG

La compagnia negli anni ha ripetuto talmente tante volte l’obiettivo primario del social network che alcuni addetti ai lavori sono in grado di recitare a memoria la mission originaria: «Dare alle persone il potere di condividere e rendere il mondo ancora più aperto e connesso». Questo slogan descrive perfettamente ciò che l’azienda californiana era qualche anno fa e non ciò che è oggi. Le ultime dichiarazioni inerenti alla responsabilità che ha la piattaforma nel mondo odierno hanno portato la compagnia a prendere in considerazione anche quello che avviene dopo l’aver connesso gli utenti.

Nel testo, infatti, il termine infrastruttura sociale è utilizzato più volte, proprio perché il primo punto del nuovo manifesto è riuscire a sviluppare tali infrastrutture – per donare agli utenti il potere di creare una nuova comunità globale capace di sostenere tutti – che siano, però, inclusive, sicure, socialmente impegnate e informate nel modo corretto. Gli altri obiettivi citati nel manifesto toccano diverse temi: la lotta alla disinformazione, il cambiamento climatico, il progresso, la pace, la limitazione della propaganda terroristica in Rete con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e la promozione dell’impegno politico, evidenziando come i sistemi utilizzati al momento siano insufficienti e poco sviluppati nell’affrontare questa tipologia di problemi. 

Che la piattaforma social si sia nel tempo allargata ad altri settori – l’ultimo è quello del lavoro –non è una novità e, forse, la stesura di un manifesto si è ritenuta necessaria per spiegare a tutti la strada intrapresa dall’azienda Californiana.

GLI OBIETTIVI FUTURI

Cosa è stato a spingere Zuckerberg alla stesura del testo? In un’intervista rilasciata a Recode, ha dichiarato che il manifesto non è stato scritto in seguito all’elezione di Donald J. Trump alla Casa Bianca, ma che le idee espresse nel documento erano presenti nella mente del CEO da molto tempo. Quando si nomina il neo presidente degli Stati Uniti e i social network il collegamento alla faccenda delle fake news è immediato. Il tema ha tenuto banco per molti mesi e, quindi, è stato necessario affrontarlo anche nel testo pubblicato da Zuckerberg. 

Sulle fake news ha invece detto: «Mi preoccupano e ho studiato il fenomeno attentamente, allo stesso modo mi preoccupano le conseguenze, come il sensazionalismo e la polarizzazione che portano ad una perdita della comprensione comune». Un social network per natura è uno spazio in cui i titoli devono avere una certa risonanza e questo fattore crea un fenomeno per il quale un certo tipo di messaggio è amplificato in modo maggiore.

Generalmente si tratta di messaggi alla cui base c’è la semplicità: gli argomenti trattati possono anche essere importanti, ma la semplificazione del messaggio comporta l’eliminazione di tutte le sfumature, portando gli utenti agli estremi e, di conseguenza, ad una polarizzazione dell’audience.

La lotta alle fake news con l’aiuto delle segnalazioni degli utenti e, soprattutto, con la seguente verifica da parte delle associazioni di fact checking sta iniziando a dare i primi risultati. Il solo controllo della diffusione delle bufale non basta; infatti, nel manifesto viene ricordato che per la costruzione di un’infrastruttura sociale informata è di fondamentale importanza creare un’industria delle notizie forte. Come? Ad esempio concedendo più spazio all’informazione locale e dedicando più risorse alla creazione di contenuti adatti per i dispositivi mobile. È, inoltre, necessario connettersi ad Internet, perché la maggioranza delle conversazioni che avvengono sul social network sia di natura sociale e solo in rari casi di natura ideologica.

Gli obiettivi prefissati sono senza dubbio ambiziosi; ciò che resta in mente dopo la lettura del testo è un vero e proprio inno alla globalizzazione. Facebook tenta una possibile soluzione ai vari problemi che affliggono il periodo storico in cui viviamo: popolazioni lasciate fuori dal processo di globalizzazione ma anche movimenti – elezioni Trump e Brexit – che vogliono rinunciare alla connessione globale. Sì, Facebook potrebbe salvare il mondo. Almeno secondo il suo fondatore.


Giuseppe Petrellese
A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

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