ComunicazionePerché Facebook somiglia sempre di più a Snapchat?

Perché Facebook somiglia sempre di più a Snapchat?

Stati temporanei su WhatsApp, messaggi che si cancellano in 24 ore su Messenger e dirette su Instagram. Così Facebook "copia" Snapchat.

Perché Facebook somiglia sempre di più a Snapchat?

Con l’introduzione delle Storie su Instagram, Facebook sembrava proprio voler “copiare” l’essenza di Snapchat, il social del fantasmino amato da teenager e Millennial per in suoi contenuti temporanei che spariscono dopo 24 ore. Ci fu, allora, chi vide nella scelta di Facebook (“patron” di Instagram, ndr) un tentativo di correre al riparo di fronte a dati su accessi e nuovi iscritti preoccupanti. I più esperti, invece, non mancarono di far notare che la sfida Facebook vs Snapchat aveva da risolversi col riconoscere alle due piattaforme pubblici completamente diversi.

Video-messaggi privati e dirette su Instagram

Alcune novità di casa Zuckerberg, però, fanno pensare che la corsa di Facebook per “somigliare” a Snapchat sia tutt’altro che finita. Ultimi in ordine di tempo? I video-messaggi che si cancellano in automatico dopo 24 ore da inviare su Instagram ad amici e gruppi, una sorta di Storia “privata” che ricorda da vicino le chat degli albori di Snapchat, quelle che costarono al social di Evan Spiegel la nomea di posto ideale per il sexting. Stando a quanto dichiarato dal CEO della società al Financial Times, poi, potrebbe arrivare (molto) presto anche la possibilità di andare in diretta su Instagram.

Status temporanei su Whatsapp e messaggi che spariscono dopo 24 ore

Anche WhatsApp e Messenger, i due servizi di messaggistica istantanea di casa Facebook, comunque, non sembrano immuni dalla “febbre” Snapchat. In una versione prova di WhatsApp per iOS e Android, infatti, sarebbe disponibile una nuova funzione Status che consentirebbe di sostituire il classico stato testuale che chiunque può impostare per il proprio account con una foto o un breve video personalizzabili (con sticker, emoji, didascalie, disegni a mano libera, etc.) della durata di un giorno e da condividere con tutti i propri contatti o una lista selezionata. Ancora in versione 2.0 e di prova è anche Messenger Day, un tool che permette a chi usa il servizio di messaggistica di Facebook di inviare contenuti visivi, anche in questo caso modificati a piacere, ai propri contatti e di vederli cancellati dopo 24 ore. Si tratta di un esperimento per testare la risposta degli utenti, precisano gli sviluppatori, ma non è da escludere che dopo il pretest in Australia la nuova funzione possa essere resa disponibile in tutti i paesi.

Perché Facebook ha acquisito una startup di software di riconoscimento facciale?

Chi avesse ancora dubbi sulla corsa di Facebook per essere sempre più simile a Snapchat, dovrebbe considerare, poi, la recente acquisizione da parte di Zuckerberg di FacioMetrics, una startup nata come spin-off della Carnegie Mellon University e specializzata in software di riconoscimento facciale. L’obiettivo? Sembra essere riuscire a creare filtri simili alle più famose Lenti di Snapchat da utilizzare durante le dirette Facebook per rendere quanto più personalizzabile e soddisfacente l’esperienza degli utenti, non senza qualche facilmente prevedibile applicazione business. Il banco di prova in questo senso è stato Halloween, quando Facebook ha reso disponibile (solo in alcune aree geografiche e solo per gli utenti iOS) alcuni speciali filtri a tema per rendere “spaventosi” i propri Live di giornata. Ben più strategica, però, sembra essere IntraFace, l’applicazione già realizzata dalla startup che permette non solo di riconoscere la persona, ma di indovinarne le emozioni a partire dalle espressioni facciali. Non è escluso che Facebook possa usarla per rendere sempre più “umana”, per esempio, l’interazione bot-utenti nelle chat di Messenger o per permettere di interagire con post e contenuti con la sola mimica facciale.

Le altre (tentate) acquisizioni

La sfida Facebook vs Snapchat, del resto, è ricca di casi di acquisizioni tentate o andate a buon fine. Una curiosità che forse non tutti sanno, infatti, è che nel 2013 Zuckerberg tentò di acquisire Snapchat, allora ancora una startup, per 3 miliardi di dollari. Spiegel rifiutò e, a guardare alcuni dati sul suo social, sembra aver fatto bene: oggi Snapchat è un gigante da 250 milioni di iscritti, di cui 150 attivi quotidianamente e una media di 259mila contenuti postati ogni trenta secondi. Qualche tempo dopo, comunque, Facebook provò ad acquisire anche Snow, la versione asiatica di Snapchat, molto amato nel mercato di riferimento e con alcune feature addirittura migliori di quelle del social del fantasmino. Anche quel tentativo, però, non andò a buon fine. Più recentemente, invece, Facebook sembra essere riuscito a mettere le mani su Flash, il clone di Snapchat per i mercati emergenti. Per ora disponibile solo in versione Android, permette di scambiare messaggi che contengono video o immagini personalizzate e che si auto-eliminano dopo 24 ore e ha il vantaggio, proprio perché destinato a paesi dove la banda larga è un miraggio, di consumare meno dati.

Come Facebook sta provando a rendere più simile a Snapchat la sua timeline

E gli altri fallimenti nel tentativo di rendere Facebook sempre più simile a Snapchat? Gli utenti maggiormente social addicted ricorderanno forse Slingshot, un’applicazione a sé che replicava il sistema di immagini e brevi video della durata di 24 ore da condividere con amici e contatti. L’accoglienza non fu quella sperata e ciò convinse Facebook a lavorare sulle piattaforme già esistenti in una strategia ben precisa, quella di evitare la fuga degli utenti verso altri luoghi e allo stesso tempo permettere loro di sfruttare l’audience già costruita su Facebook. Non sorprende, allora, che Zuckerberg&co continuino a giocare con la “temporaneità” dei contenuti postati su Facebook. Qualche esempio? Si pensi alla possibilità di impostare una foto profilo temporanea (modificata con frame legati a festività, ricorrenze, appuntamenti sportivi, etc.). O ai contenuti temporanei anche sulla timeline che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbero in fase di test in Irlanda. Video e foto, del resto, sono da sempre contenuti strategici per Facebook, quelli più postati e che garantiscono maggiori interazione: impensabile farsi togliere il primato.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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