Fake news e Facebook: come combattere e risolvere il problema?

Facebook si sta attrezzando per combattere il problema delle fake news sulla piattaforma: è in programma l'introduzione di alcune feature.

Fake news e Facebook: come combattere e risolvere il problema?

Tra gli argomenti più discussi negli ultimi mesi del 2016 vi è sicuramente il fenomeno delle fake news: secondo un’indagine condotta su un campione di 1002 persone dal Pew Research Center, una delle fonti più autorevoli sui dati riguardanti il rapporto tra cittadini nordamericani e tecnologia, un intervistato su 4 ha condiviso consapevolmente, almeno una volta, una notizia falsa.

Fonte: Pew Research Center

Una parte del campione (per l’esattezza i due terzi), poi, ha dichiarato di essere stato confuso da questo genere di notizie che tende a creare del caos su fatti di cronaca e attualità.

Fonte: Pew Research Center

Tenendo conto anche delle pressioni di alcune nazioni europee prossime alle elezioni (2017) per evitare a tutti i costi un nuovo caso Trump, in che modo le piattaforme social si stanno mobilitando per ovviare a questo problema?

FAKE NEWS E FACEBOOK: UNA QUESTIONE DI RESPONSABILITÀ

Mark Zuckerberg a novembre 2016 ha dichiarato che è altamente improbabile asserire che Facebook abbia in qualche modo aiutato Donald Trump a vincere le elezioni presidenziali statunitensi. Secondo molti altri esperti del settore, tra cui anche dipendenti e collaboratori della piattaforma social, è evidente come le fake news abbiano spostato numerosi voti di indecisi verso il candidato repubblicano. Nei giorni precedenti al voto, infatti, sarebbero comparse nella timeline di numerosi americani informazioni false sulla candidata del Partito Democratico e, considerando che molti utenti nordamericani utilizzano la Rete per informarsi, è molto probabile che queste fake news abbiano influenzato i cittadini poco prima di recarsi al seggio.

Per capire meglio la situazione, è sufficiente sottolineare come un articolo, naturalmente basato su una bufala, riguardante l’endorsement da parte di Papa Francesco a Donald Trump abbia collezionato 868mila condivisioni, mentre l’articolo di Snopes, sito specializzato nell’analizzare e smontare fake news che circolano nel web, ne abbia registrate solo 33mila.

Dieci dipendenti della compagnia di Menlo Park, trovandosi in disaccordo con le prime dichiarazioni del CEO, hanno deciso di creare una task force per arginare e combattere la diffusione di notizie false. Il 15 dicembre 2016, poi, attraverso un post, il fondatore di Facebook ha deciso di comunicare le azioni che l’azienda intraprenderà per combattere e arginare quanto più possibile il fenomeno perché, pur non scrivendo direttamente gli articoli che gli utenti leggono e condividono, c’è ora la consapevolezza di non essere più un semplice distributore di notizie e, quindi, si necessita di maggiore responsabilità poiché sono sempre più le persone che si servono della Rete e dei social come unici strumenti per informarsi. L’obiettivo, dunque, è quello di combattere la disinformazione e creare una comunità informata meglio.

COMMUNITY E FACT-CHECKING

Fonte: The Verge

Alle iniziative e ai tool già esistenti per verificare fake news – dal visual journalism alla First Draft Coalition – si aggiunge, quindi, anche Facebook. Adam Mosseri, il vicepresidente, ha annunciato tramite il suo blog in quale modo agirà la piattaforma per offrire ai propri utenti news feed senza bufale. Il processo di segnalazione si articolerà in vari step:

  • nella prima fase saranno gli utenti, attraverso un nuovo tasto, a segnalare all’azienda una notizia da loro ritenuta falsa;
  • seguirà, poi, l’analisi dei casi che sono stati segnalati più volte dagli utenti, con l’aiuto di terze parti come Snopes, Factcheck.org, Abc News e Associated Press. Questo passaggio sarà attivato prima negli Stati Uniti, poiché queste associazioni si occupano esclusivamente del territorio americano;
  • se i fact-checkers riterranno la notizia falsa, questa perderà posizioni nel news feed e il social la contrassegnerà come “disputed”, allegando il link dei portali che spiegheranno nel dettaglio i motivi per cui la notizia è stata etichettata come discutibile.

Pur essendo segnalata come discutibile essa potrà essere ancora condivisa dagli utenti che, però, riceveranno un avviso circa l’attendibilità dell’articolo o della fonte prima di compiere l’azione. Facebook sicuramente non ha i mezzi e la possibilità per controllare tutto quello che scorre nella home degli utenti in pochi secondi. Nessun contenuto, comunque, sarà eliminato, poiché questo porrebbe l’azienda nella scomoda posizione di editore ma anche di censore. I segnali che utilizzerà la piattaforma per captare una possibile notizia falsa saranno molteplici: verranno valutati, ad esempio, notizie prima postate e poi eliminate dagli stessi utenti e post con numerosi commenti che ne accusano la scarsa attendibilità. Al momento le attenzioni maggiori sono rivolte alle bufale create dagli spammer con il solo scopo di renderle virali per ottenere un guadagno.

LA MINACCIA TEDESCA

Il governo tedesco sta vagliando la possibilità di un vero e proprio disegno di legge per risolvere il problema della diffusione di informazioni false in vista soprattutto delle elezioni del 2017. Thomas Oppermann, capo del gruppo parlamentare del Partito Social Democratico, ha precisato che l’idea sarebbe quella di fornire a Facebook 24 ore per la rimozione della notizia falsa dopo i necessari controlli per verificarne l’autenticità, pena multe fino a 500mila euro.


Giuseppe Petrellese
A cura di: Giuseppe Petrellese Autore Inside Marketing
© RIPRODUZIONE RISERVATA E' vietata la ripubblicazione integrale dei contenuti

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