Mercoledì 27 Maggio 2020
ComunicazioneFacebook e Pagella Politica insieme: nasce “Facta”, ma non è la sola iniziativa contro le fake news sul coronavirus

Facebook e Pagella Politica insieme: nasce "Facta", ma non è la sola iniziativa contro le fake news sul coronavirus

Facebook e Pagella Politica danno vita a "Facta" e nasce una task force ministeriale ad hoc: alcune misure contro le fake news sul coronavirus.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Facebook e Pagella Politica insieme: nasce

Si chiama “Facta”, nasce su impulso dell’Autorità Garante nelle Comunicazioni, è firmato Facebook e Pagella Politica – un punto saldo, quest’ultimo, per il fact checking in Italia – ed è uno dei progetti pilota contro le fake news sul coronavirus.

Come funziona “Facta”, il servizio di Facebook e Pagella Politica contro le fake news sul coronavirus

Non si tratta, del resto, del solito sito web di fact checking journalism . C’è un numero WhatsApp, +39 345 6022504, a cui chiunque può segnalare – con un semplice messaggio di testo ma, anche, utilizzando link, foto, video o audio – notizie riguardanti la pandemia da COVID-19 dalla dubbia natura e che hanno bisogno di essere verificate.

facta servizio contro fake news sul coronavirus come funziona

Un’esemplificazione di come funziona “Facta”, il servizio di verifica e debunking delle fake news sul coronavirus, firmato Facebook e Pagella Politica.

Gli esperti di “Facta”, dopo aver svolto verifiche e indagini del caso, danno un feedback immediato all’utente che aveva segnalato in origine la notizia, tramite notifica ancora su WhatsApp. Soprattutto, però, il materiale verificato dai debunker di Pagella Politica (che, fin qua, si erano occupati principalmente di fake news politiche, senza che questo avesse comunque impedito loro di aderire, prima, alle linee guida del gruppo di fact-checker internazionali Poynter e, più tardi, di essere scelti come partner italiano per le iniziative di Facebook contro le fake news, ndr) contribuirà a creare un grande database, pubblico e consultabile gratuitamente online, di «fatti e miti sul nuovo coronavirus», come scrivono nella presentazione del progetto.

Per ogni fake news sul coronavirus segnalata dagli utenti su WhatsApp e opportunamente verificata, infatti, vengono condivisi sul sito di “Facta” dettagli e approfondimenti che dovrebbero aiutare, questa volta tutti i lettori e non solo gli utenti che avevano sollevato dubbi circa la veridicità di una particolare notizia, di un video diventato virale nelle proprie cerchie social, eccetera, a non cadere nella trappola della disinformazione.

facta database fake news sul coronavirus

Il sito web di “Facta” si candida a essere un grande archivio di fake news sul coronavirus (verificate e per cui è stato fatto debunking, va da sé).

Disinformazione che, se è sempre pericolosa, lo si rivela ancora di più in momenti di emergenza come quello che stiamo vivendo, in cui al susseguirsi continuo di aggiornamenti e alla paura delle persone si somma la complessità nell’interpretare e nel comunicare correttamente il fenomeno, sotto ogni punto di vista e in particolare dal punto di vista scientifico. In questo momento come non mai, insomma, per parafrasare le parole di Luca Colombo, Country Director di Facebook Italia, per la presentazione di “Facta”, tutti abbiamo bisogno di poter contare su notizie e informazioni «attendibili e accurate».

Sebbene nata da pochi giorni (a inizio aprile 2020), questa iniziativa di Facebook e Pagella Politica contro le fake news sul coronavirus, così, è già un piccolo forziere contro disinformazione e notizie manipolate che nient’altro sembrano fare se non alimentare l’ infodemia da COVID-19. Basta fare un giro veloce sul sito, del resto, per accorgersi che ai debunker di “Facta” è già capitato di dover invitare alla cautela rispetto alla speranza che il nuovo coronavirus possa essere debellato dal caldo, di smentire i dubbi sulla capacità degli animali domestici di essere veicolo d’infezione e altre bufale riguardo al presunto trasporto di agenti patogeni legati al coronavirus in apposite cisterne o a reazioni antieuropeiste degli italiani che avrebbero avuto il fulcro nel vilipendio o nella sostituzione della bandiera europea dagli edifici pubblici.

Di diverso, almeno in parte, rispetto agli altri progetti di fact-checking, tra l’altro, “Facta” sembra avere la velocità e l’aggiornamento in tempo reale: i rapidi aggiornamenti dello stato di WhatsApp informano, infatti, chi abbia il numero in rubrica, rispetto alle più recenti fake news sul coronavirus scovate dal gruppo.

Perché serve fare (una task force di) monitoraggio contro le fake news sul covid-19

Come si accennava all’inizio, “Facta” fa parte in fine delle strategie di contrasto alla disinformazione messe in atto dall’AGCOM davanti all’emergenza sanitaria in corso e per rispondere, tra l’altro, ad alcune previsioni del decreto “Cura Italia”. L’esigenza di fare attenzione a chi, in che modo e partendo da che dati parla di coronavirus sui media è, del resto, un tema caldo fin dai giorni dei primi focolai in Italia. Tanto che «doverosa» è l’aggettivo scelto da Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l’editoria, per commentare la costituzione di una task force – o, meglio, un’unità di monitoraggio – ministeriale contro le fake news sul coronavirus.

A farne parte volti noti della Rete e del giornalismo digitale (da Riccardo Luna a Francesco Piccinini di Fanpage), debunker (David Puente, Giovanni Zagni), divulgatori scientifici (come Roberta Villa) ma, anche, esperti provenienti dal mondo accademico. Il loro compito sarà quello di confrontarsi e collaborare con AGCOM, Ministero della Salute e Protezione Civile per individuare come, perché e da che soggetti nascono le più pericolose fake news sul coronavirus ma, anche e soprattutto, sensibilizzare utenti e cittadini rispetto all’esistenza di queste ultime e all’importanza di una corretta informazione, ora che si tratta di affrontare la pandemia di COVID-19 ma, soprattutto, per il futuro. La lotta alle fake news, del resto, è difficile vincerla in tempi di emergenza e senza una buona dose di cultura dell’informazione e di educazione civica digitale.

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