Venerdì 18 Ottobre 2019
MacroambienteFood influencer e made in Italy: capirne il rapporto per capire la popolarità dei prodotti italiani all’estero

Food influencer e made in Italy: capirne il rapporto per capire la popolarità dei prodotti italiani all'estero

Tra food influencer e made in Italy c'è un rapporto che può influenzare popolarità e acquisto all'estero di eccellenze nostrane: uno studio.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore
Food influencer e made in Italy: capirne il rapporto per capire la popolarità dei prodotti italiani all'estero

Non che avessero bisogno della spinta di piccole star del web e co.: eccellenze enogastronomiche nostrane come olio, pizza, parmigiano, vini pregiati rappresentano da sempre il grosso degli acquisti di prodotti italiani da parte di chi vive all’estero. Una recente ricerca di ASSOCAMERESTERO, però, ha provato a descrivere il rapporto – a tratti complesso – che lega food influencer e made in Italy e come nuove abitudini alimentari e nuovi stili di consumo abbiano fatto aumentare, se possibile, la popolarità di prodotti rappresentativi della tradizione e del buon mangiare all’italiana.

Quali sono specialità e presidi enograstronomici italiani più amati dagli influencer stranieri

Come la mozzarella di bufala campana, per esempio, che si è rivelata la specialità gastronomica in assoluto più apprezzata al mondo, eletta tra una serie di alternative diverse – anche provenienti dallo stesso settore caseario – da oltre il 47% del campione di ASSOCAMERESTERO e particolarmente apprezzata, pare, da canadesi e messicani. Al secondo posto tra i prodotti alimentari italiani più amati dagli influencer stranieri, in parte a sorpresa, la pasta fresca, di cui sarebbero ghiotti soprattutto gli americani. A chiudere il podio torna un prodotto caseario: il gorgonzola, infatti, è scelto come più rappresentativo della tradizione e dell’eccellenza gastronomica italiana da quasi un food influencer straniero su tre, anche tra i giovanissimi e prima di altre eccellenze per antonomasia come il panettone (preferito da un foodie su quattro) o lo spumante piemontese delle Alte Langhe.

Studiare la provenienza degli acquisti esteri di prodotti a denominazione protetta, presidi alimentari e via di questo passo permette, tra l’altro, di tracciare una curiosa geografia dei gusti senza la quale sarebbe stato difficile indovinare, per esempio, una particolare passione dei canadesi per le olive in salamoia.

Food influencer e made in Italy: dalla passione per l’Italia a una cultura del buon mangiare

Quello che i dati ASSOCAMERESTERO su food influencer e made in Italy dicono in maniera molto più velata è invece il rischio contraffazioni a cui, da sempre, le eccellenze agroalimentari nostrane sono esposte. Va da sé, infatti, che di più fama godono – e presso un pubblico più ampio – prodotti come il Parmigiano Reggiano per esempio e più – per venire incontro a una domanda crescente ma non sempre informata, consapevole o con buona disponibilità a spendere – si moltiplicano sul mercato prodotti fake come parmesan o reggianito che di italiano hanno solo il suono. È proprio in questo senso però che, con un maggiore investimento specifico anche da parte di aziende e produttori italiani, i food influencer stranieri potrebbero rivelarsi validi alleati nel diffondere la cultura del vero mangiare all’italiana e nel contrastare frodi, contraffazioni, italian sounding.

Tanto più che la maggior parte degli amanti del buon cibo e di chi ha blog e account social dedicati al food ha una conoscenza diretta del nostro Paese, delle sue tradizioni culinarie e di cosa è più rappresentativo della produzione alimentare italiana. Se l’Italia è campionessa di turismo enogastronomico, infatti, l’87% degli influencer stranieri ha fatto almeno un viaggio in Italia alla scoperta del territorio e delle sue proposte food e, una volta tornato a casa, si è scoperto «italian food lover» – come scrivono da ASSOCAMERESTERO –, ritrovandosi a preparare ricette italiane tre volte a settimana o più (abitudine che avrebbe il 70% del campione, con una frequenza che diventa di cinque volte a settimana per i food influencer canadesi per esempio).

La passione dei foodie di tutto il mondo per cucina e buon cibo italiani si trasforma, comunque, anche in abitudini d’acquisto in parte inedite per i consumi alimentari. Spesso molto giovani, abituati a percorsi d’acquisto articolati e multipiattaforma, infatti, anche quando devono acquistare prodotti italiani scelgono la vendita online, più comoda, pratica e spesso più economica. Consistente anche il food delivery di piatti e pietanze preparate dai ristoranti italiani in loco: più del 40% degli intervistati avrebbe ordinato, infatti, cibo italiano almeno una volta e per un food influencer su quattro il take away di specialità italiane è un’abitudine ripetuta decine di volte.

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