Giovedi 15 Novembre 2018
MarketingFrancesco Margherita: per fare SEO ci vuole l’occhio del sociologo

Francesco Margherita: per fare SEO ci vuole l'occhio del sociologo

Ha l'hobby del giardinaggio e afferma che Google può imparare da noi: a lezione da Francesco Margherita.


A firma di: Carla Panico Contributor
Francesco Margherita: per fare SEO ci vuole l'occhio del sociologo

Sociologo e fiero di esserlo. Così si presenta Francesco Margherita, consulente e formatore SEO, che ha incontrato gli studenti del corso di Sociologia Economica della Rete del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II di Napoli, invitato dal prof. Enrico Rebeggiani.

Un nome, un destino, quello di Francesco Margherita, che ha trovato nell’hobby del giardinaggio, la perfetta metafora del suo lavoro, che “ha bisogno di cure costanti, proprio come per le piante“. Da qui il nome del suo blog SEOGarden.net e del suo libro “Manuale di Seo Gardening“. La lezione inizia proprio spiegando ai ragazzi del corso di sociologia in cosa consiste esattamente il lavoro di un SEO, cioè colui che cerca di ottimizzare il posizionamento dei siti web sui motori di ricerca (Search Engine Optimization), e soprattutto come tutto ciò c’entri con la sociologia e la semantica.

Le tre cose che dobbiamo fare sono: creare valore per gli utenti; parlare degli altri e cercare di far parlare gli altri di noi“.  Nell’indicizzazione dei siti bisognerà, infatti, prendere in considerazione sia fattori endogeni sia esogeni. Fra i primi ricordiamo la classificazione dei contenuti, che devono essere ben ordinati e organizzati secondo precise tassonomie; fra i secondi, sicuramente la popolarità del contenuto stesso ha un peso rilevante, ecco perché è importante condividere molto e farlo con le persone giuste, cioè gli influencer del settore di riferimento.

Ma non solo: un buon SEO deve essere anche capace di saper guardare attraverso una SERP e capire se l’utente, in realtà, in merito a quell’argomento o chiave di ricerca, si sta chiedendo anche qualcos’altro. Insomma, cercare di andare oltre la query esplicita per trovare la domanda latente, cioè altri temi che gli utenti cercano ma che sono poco o per niente trattati dai siti esistenti, costruendo, poi, un contenuto apposito per quella richiesta.

Altra interessante idea di Margherita, è quella del concetto latente applicato alla SEO. Secondo il SEO campano, è possibile che Google impari a correlare diversi argomenti fra loro. Quando dobbiamo indizzare un sito su un argomento specifico è d’obbligo andare a studiare le piazze virtuali in cui le persone discutono del tema, come blog o forum, dove è possibile rintracciare i concetti correlati. Ad esempio, nel caso del tema “come uscire dai debiti”, Margherita ha rilevato un collegamento con la parola “parsimonia” intesa come “migliore gestione dei soldi”. A questo punto, frequentando i forum e creando conversazioni apparentemente normali per quella parola o concetto individuato, potremmo portare Google a capire che è collegata all’argomento originario (“come uscire dai debiti”).

Dunque, l’osservazione delle conversazioni virtuali e delle domande degli utenti (osservazione che è alla base anche del lavoro di un sociologo), aiutata dall’applicazione della semantica, può fare la differenza per un buon lavoro di SEO. Francesco Margherita ci ha scommesso un blog, un libro e il suo lavoro e pare proprio stia vincendo lui.

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