Giovedi 21 Marzo 2019
MacroambienteUn frigorifero con videocamera “osserva” i consumatori nel punto vendita

Un frigorifero con videocamera "osserva" i consumatori nel punto vendita

Un frigorifero con videocamera "osserva" i clienti e propone annunci pubblicitari mirati: è questo il futuro degli store?


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore Inside Marketing
Un frigorifero con videocamera

Un frigorifero con videocamera incorporata, con dei sensori di movimento e con degli schermi digitali, è stato testato nei negozi Walgreens, catena americana che intende spingersi oltre la personalizzazione degli annunci pubblicitari e delle offerte all’interno dei propri punti vendita.

Si tratta, nello specifico, di frigoriferi e di congelatori che “osservano” i consumatori mentre questi letteralmente “si affacciano” tra i loro scaffali per prendere prodotti freschi o surgelati. Sui display presenti sulle porte vengono presentati, poi, messaggi pubblicitari, offerte e suggerimenti di prodotti diversi, in base ai dati raccolti in tempo reale dai passanti: questa tecnologia è in grado di identificare per esempio l’età approssimativa e il genere del cliente. Inoltre, come riportato da AdAge, verrebbero anche presentati dei contenuti basati su informazioni locali, come per esempio il meteo o eventi come il Super Bowl.

frigorifero con videocamera per un marketing sempre più personalizzato

La tecnologia prevista per l’utilizzo del frigorifero con videocamera è stata sviluppata da Cooler Screens Inc., una startup con sede a Chicago, che sfrutta l’Internet of Things per creare dei sistemi funzionali al marketing.

Si tratta per ora di un test che Walgreens ha deciso di avviare inizialmente a Chicago e, successivamente, in altri cinque negozi negli Stati Uniti. Nel punto vendita Walgreens di Chicago è possibile trovare un corridoio con circa dodici frigoriferi e congelatori contenenti prodotti come acqua, bevande e gelati. L’azienda ha deciso di testare questa tecnologia all’interno dei propri negozi per cercare di proporre ai propri clienti annunci il più pertinenti possibile.

In effetti, questo tipo di sistema consentirebbe ai marketer di proporre dei contenuti adatti a ogni target e una shopping experience sempre più personalizzata. In questo senso, a un adolescente potrebbe essere presentato l’annuncio di una marca di bevande che punta a un pubblico giovanile, mentre a un anziano potrebbe essere proposta una tipologia di prodotto totalmente diversa. Lo stesso vale per il suggerimento di prodotti basato sul meteo: per esempio, potrebbe essere più funzionale agli scopi di marketing suggerire offerte di prodotti come gelati o bevande dissetanti in una giornata particolarmente calda rispetto a una giornata di pioggia.

Questo tipo di frigorifero con videocamera incorporata possiede anche, come sottolineato in precedenza, un display che oltre a presentare degli annunci targettizzati mette anche in mostra, sotto forma di vetrina digitale, tutti i prodotti contenuti all’interno.

I sensori di prossimità presenti sulle porte consentono di capire quando un cliente si sta avvicinando; il sistema di eye tracking invece consente di individuare i prodotti su cui si sofferma lo sguardo dei consumatori, permettendo di comprendere se gli annunci o le promozioni vengono visualizzati o meno; infine, la tecnologia utilizzata per questo frigorifero con videocamera consentirebbe anche di riconoscere le emozioni dei consumatori e quindi gli annunci presentati dovrebbero tenere conto anche di questo genere di dati.

frigorifero con videocamera: qualI vantaggi per le aziende?

Ad ora la startup menzionata in precedenza ha firmato degli accordi con quindici aziende (tra cui Red Bull, Gatorade, Nestlé, Coca-Cola e PepsiCo.) interessate a promuovere i propri prodotti sfruttando la tecnologia di Cooler Screens.

Gli annunci animati, così, vengono presentati negli schermi dei frigo, tra le immagini dei prodotti in esposizione presenti all’interno. Tra i vantaggi di questo tipo di pubblicità ci sarebbero la personalizzazione degli annunci e l’impatto che questa può avere sugli acquisti d’impulso e sulle scelte dell’ultimo minuto tra un brand e un altro. Oltre al posizionamento ottimale delle pubblicità, ci sarebbero poi anche dei vantaggi per quanto riguarda la percezione del prodotto e del relativo brand: tecnologie di questo tipo consentono di presentare i differenti prodotti sotto la migliore luce e prospettiva possibile, anche nel caso di beni che si trovano semplicemente all’interno dei frigoriferi e per cui le aziende non pagano per la pubblicità. I brand che acquistano lo spazio pubblicitario in questione, però, possono vedere i propri prodotti presentati in dimensioni reali oppure in modo tale da occupare totalmente una delle porte, con le caratteristiche e le eventuali promozioni ben visibili e messe in risalto rispetto ai competitor.

Proprio a proposito di questo test portato avanti da Walgreens nei propri punti vendita, l’84% dei consumatori – secondo un sondaggio condotto nell’arco di un mese da Look Media in uno dei punti vendita di Chicago – afferma che i prodotti presentati in questi frigoriferi sembrano più accattivanti e il 74% dichiara di preferire queste porte a quelle dei frigoriferi presenti normalmente nei supermercati.

Una forma di marketing troppo invasiva?

Arsen Avakian, CEO di Cooler Screens, ha voluto precisare che i dati monitorati all’interno degli store non verrebbero comunque conservati, per cui la privacy dei consumatori non sarebbe a rischio. Tuttavia, l’idea di avere un frigorifero con videocamera all’interno di un supermercato, con una tecnologia in grado quindi di “analizzare” e di identificare il target che si avvicina, tende a generare alcune perplessità, soprattutto lato consumatori, che potrebbero sentirsi in qualche modo osservati nel momento in cui effettuano degli acquisti. L’azienda ha precisato che i dati sono totalmente anonimi e quindi la privacy degli utenti non sarebbe in alcun modo compromessa. Come si legge però in un articolo di Fast Company, percorrendo il corridoio di uno di questi store al momento non c’è alcun avviso che informi i consumatori della presenza di videocamere o dell’analisi e del rilevamento del loro comportamento.

Con questo tipo di innovazione emergono all’interno degli store le stesse questioni relative alla privacy che ci si pone quando si naviga sul web, con la differenza però che almeno per ora nessuno si aspetta di essere monitorato all’interno di un negozio; sul web, invece, la maggior parte degli utenti è abbastanza consapevole della raccolta di dati da parte di aziende come Facebook o Google.

Con lo sviluppo e l’eventuale diffusione di queste tecnologie crescerà il bisogno di aumentare il livello di trasparenza nei confronti dei consumatori, garantendo loro il rispetto e la tutela della privacy. Anche perché, in questo caso, l’unico modo per evitare di essere “osservato” sarebbe proprio evitare di entrare in un negozio simile.

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