Sabato 23 Giugno 2018
MacroambienteIl futuro dell’editoria: il crowdfunding

Il futuro dell'editoria: il crowdfunding

Come cambia il mercato dell'editoria in momento di crisi? Quali sono le soluzioni più adatte? Una di queste è sicuramente il Crowdfunding del libro


A firma di: Floriana Russo Contributor
Il futuro dell'editoria: il crowdfunding

Nell’era della Sharing Economy e del Web 2.0 l’editoria tende ad evolversi e a spostarsi verso nuovi orizzonti. Oggi non è più possibile pensare all’editoria come un settore in cui qualcuno scrive, dove qualcuno edita o dove qualcun’altro paga, i ruoli non sono più ben definiti, la nascita di un libro si sviluppa, oggi, attraverso un percorso molto meno lineare rispetto al passato. In occasione della Social Media Week di Roma, Tomaso Greco ha esposto il suo punto di vista in merito a tale questione. Secondo il Co-fondatore di Bookabook nell’epoca delle reti globali risulta sempre più difficile creare un pubblico attorno ad un libro. Trasformare e utilizzare le tradizionali strategie di marketing non è sicuramente la scelta giusta. Gli editori dovrebbero concentrarsi su quello che è un potenziale pubblico per il libro. Come ben sappiamo un libro senza lettori non ha ragione di esistere, diventa, quindi, essenziale coinvolgere il più possibile il pubblico, ma già prima che il libro arrivi sugli scaffali, lo stesso scrittore deve, infatti, interagire ed ascoltare il suo pubblico. Oggi è possibile distinguere i lettori in due categorie principali:

active readers o lettori sostenitori: sono coloro che creano due tipi d’azione intorno al libro. Interne quando dialogano col l’autore o con gli altri active readers. Esterne quando,invece, approvano il contenuto del libro, ciò può avvenire tramite i Social Network. Fiducia e condivisione sono alla base di questa categoria.
passive readers o lettori consumatori: non sono del tutto passivi, ma prima di effettuare qualsiasi tipo di azione preferiscono leggere il libro fino all’ultima pagina, solo in un secondo momento consigliano agli altri il libro, non vi è un forte rapporto di fiducia con l’autore.

L’editoria deve puntare sugli active readers, per dar vita ad una community, in tal modo è più semplice creare engagement con i vari pubblici(alcuni dei quali non molto facili da raggiungere) portando sicuramente un valore aggiunto a questo settore.
Secondo Tomaso Greco, inoltre, una via d’uscita a questo periodo di crisi del settore è sicuramente il Crowdfunding del libro. Al mondo esistono tanti tipi di Crowdfunding, ma quello del libro si sviluppa principalmente sui seguenti quattro punti:

1)selezionare le proposte: non tutti i libri possono essere selezionati, poiché non tutti si prestano a quest’attività;
2)finanziare i libri;
3)creare una community di sostenitori prima ancora che il libro sia uscito per poi portarlo nel circuito editoriale.
4)gli active readers della community suggeriscono consigli e correzioni sui vari aspetti legati al libro(es. la grafica della copertina, ma anche consigliare all’autore di uso determinati vocaboli rispetto ad altri).

Una delle criticità del Crowdfunding in Italia è riscontrabile nella doppia selezione che viene effettuata sia dal team editoriale che dalla community, non permettendo di concentrare tutto nelle mani di un gruppo ristretto di persone.
I Social Network, invece, rappresentano una parte del cambiamento di questo settore, ma sicuramente non quello principale. Sono, però, sicuramente d’aiuto sia per gli editori che per gli autori in quanto rappresentano un punto d’incontro che permette dialogo e scambio di idee con il pubblico.

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