Martedi 23 Ottobre 2018
MacroambienteGaranzie minime e pirateria: ecco come muore il cinema indipendente

Garanzie minime e pirateria: ecco come muore il cinema indipendente

Un'infografica di Adam Leipzig ci mostra come il cinema indipendente non se la passi così bene, nonostante i numeri incoraggianti del Sundance Festival.


A firma di: Carla Panico Contributor
Garanzie minime e pirateria: ecco come muore il cinema indipendente

È considerato uno dei maggiori festival cinematografici del cinema indipendente del mondo ed ha lanciato registi del calibro di Kevin Smith, Robert Rodriguez, Quentin Tarantino, Jim Jarmusch e Steven Soderbergh. Stiamo parlando del Sundance Film Festival, reso famoso da Robert Redford, il quale nel 1981 fondò il Sundance Institute con lo scopo di sostenere il lavoro dei cineasti indipendenti.

Da allora il Sundance, che si tiene ogni anno a gennaio nello Stato dello Utah, in America, ne ha fatta di strada e ancora oggi continua ad essere un’importantissima vetrina del cinema indie. Eppure, le statistiche aggiornate all’ultimo evento della manifestazione ci rivelano un quadro a tratti demoralizzante della situazione: secondo i dati raccolti da Adam Leipzig, produttore di fama mondiale e CEO di Entertainment Media Partners, le pellicole indipendenti che riescono ad ottenere un misero contratto di distribuzione perdono buona parte dei loro guadagni a causa della pirateria online.

Secondo Leipzig, il numero dei film indie che ha raggiunto l’ambito traguardo della distribuzione è salito molto dal 2010 in poi, arrivando al numero incredibile di 105 pellicole sulle 125 che sono state presentate al Sundance.  Questo perchè l’avvento dei canali streaming come Netflix e iTunes ne ha aumentato la domanda. Si tratta, però, di contratti, finanziariamente parlando, minimi:

In base alle mie conversazioni con producer e agenti di vendita, molte offerte delle società di distribuzione non hanno alcuna garanzia minima. Inoltre, quando viene raggiunto un accordo con una società di distribuzione solo digitale, i registi devono presentarsi con un piano di marketing in mano e sono tenuti a contribuire a vendere i biglietti o allo streaming.

Un altro problema  che si verifica nel mondo del cinema è il fatto che, anche se molti film ottengono la distribuzione alla fine non riescono a vedere un ritorno finanziario significativo. Questo potrebbe essere attribuito anche al fenomeno della pirateria. L’analisi di Leipzig ha preso in considerazione 14 film indipendenti dal 2014 al 2015 e ne ha monitorato il dowloading online: solo “Whiplash” (Gran Premio della Giuria al Sundance 2014 e vincitore di ben 3 Premi Oscar) è stato scaricato illegamente circa 12 milioni di volte, con una perdita stimata di più di 1,8 milioni di dollari di guadagno.

Alcuni sostenitori della pirateria (sì, esistono tali persone) dicono che non costa nulla e che aiuta a costruire la consapevolezza del film, ma tale argomento è falso. C’è già un eccesso di contenuto e un altro film gratis non fa notizia. Il pubblico deve essere targettizzato attentamente con campagne di marketing specifiche per costruire l’awareness e la voglia di vedere il film; ma i film pirata sovvertono questo processo. Inoltre, è provato che una percentuale di coloro che scaricano illegalmente avrebbe pagato per quel film se non ci fosse stata un’alternativa illegale a costo zero.

cinema indipendente

Senza contare, infine, che la pirateria danneggia non solo tutta la filiera cinematografica, ma anche la proprietà intellettuale e non permette ai film indipendenti di avere la possibilità di vedere i propri progetti avere il successo (anche economico) che si meritano.

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