Venerdì 27 Novembre 2020
Macroambiente“It’s Your Boo”: un’iniziativa per esorcizzare il ghosting su Tinder

"It’s Your Boo": un'iniziativa per esorcizzare il ghosting su Tinder

"It’s Your Boo" è una sorta di purgatorio del ghosting su Tinder, il luogo virtuale in cui lasciar andare questioni irrisolte o chiedere scusa.


Angela Rita Laganà
A cura di: Angela Rita Laganà Segreteria Redazione

Si chiama ghosting e indica la tendenza dialettico-comportamentale di chi, all’interno di una relazione, sparisce dalla vita dell’altro improvvisamente smettendo di rispondere a telefonate, messaggi, email, nonostante fino a quel momento tutto sembrasse andar bene. Il termine viene utilizzato fondamentalmente se la relazione è di tipo sentimentale, ma il fenomeno non risparmia i rapporti di amicizia e quelli professionali, rientrando a tutti gli effetti tra le forme passivo-aggressive di abuso emotivo. Subire ghosting significa essere privati di un appiglio razionale che permette di farsi una ragione dell’improvvisa interruzione di un rapporto, di lunga durata o agli albori.

Cosa succede quando il ghosting avviene su tinder?

Da queste dinamiche non sono esclusi i rapporti virtuali; anzi, lo schermo che separa le persone coinvolte sembra essere un valido alleato di questa pratica, avvantaggiata da gesti quali la possibilità di bloccare i contatti e confermata dalla tipica doppia spunta blu che valida l’avvenuta ricezione cui non segue risposta.

Tra le iniziative dei brand per Halloween 2020, la famosa dating app Tinder si è distinta con una curiosa iniziativa nata con l’intento di esorcizzare il fenomeno del ghosting e di dare agli utenti la possibilità di riallacciare un rapporto nato online e interrotto senza una motivazione. “It’s Your Boo” è il nome di questa iniziativa che ha origine dall’espressione inglese “You are my boo” in cui “boo” è il nomignolo affettuosamente attribuito al proprio partner (il termine “boo” deriva dal francese “beau“, che indica una persona cara, e in italiano può essere tradotto con “tu sei il mio bello” o “tu sei la mia bella”) ed è anche l’onomatopea del verso di un fantasma che torna nella propria vita.

Homepage del sito dell'iniziativa

Homepage del sito dell’iniziativa “It’s Your Boo”.

Il sito è dedicato ai ghoster che hanno voglia di riallacciare un rapporto interrotto e necessitano di una frase che possa aiutarli a rompere il ghiaccio. La schermata iniziale del sito ha gli elementi tipici della festività a cavallo tra ottobre e novembre: un cielo notturno, zucche intagliate, pipistrelli e fantasmi fanno da sfondo a un lungo elenco di coppie coinvolte nel ghosting su Tinder. In cima al sito la scritta “It’s Your Boo” che, come un neon che riprende i colori del brand , illumina la notte dei ghoster a cui Tinder «dà la possibilità di liberare qualcuno dai “fantasmi” e riesumare quella chat che sembrava…morta». Un bottone con una chiara call to action invita a dare il via a quest’azione e nella schermata successiva il ghoster è invitato a inserire il proprio nome e quello della persona che è stata ghostata.

Sito It's your boo Ghosting su Tinder

“Con chi ti vuoi rifare vivo?”. Fonte: itsyourboo.com

Una volta inseriti i due nominativi è il caso di scegliere la motivazione per cui ci si vuole rifare vivi, fenomeno che nel gergo viene identificato come “zombing”, proprio per via di questo riapparire come zombie, e vengono offerte quattro possibilità:

  • per essere loro amico o amica;
  • per scusarmi di aver fatto ghosting;
  • riaccendere la fiamma;
  • perché la cuffing season sta arrivando.

Le motivazioni possono essere correlate a due a due: se nel caso del volersi scusare si ha intenzione di riallacciare il rapporto e provare a trasformarlo in un’amicizia, nel caso del riaccendere la fiamma si aprono ben altri scenari. La “cuffing season” a cui si fa riferimento sul sito è quel periodo dell’anno in cui persone che non hanno voglia di trascorrere da soli l’inverno e le vacanze di Natale e cercano una relazione che abbia la parvenza di stabilità.

The Cuffing's Timeline - Ghosting su Tinder

“Cuffing season timeline”. Fonte: nnhsnorthstar.com

In questo periodo i ritorni di fiamma vengono identificati come “marleying“, cioè il farsi vivo con una persona cara, in questo caso un partner, nel periodo delle feste, come successe con Marley, il defunto socio in affari di Scrooge, in Canto di Natale di Dickens.

Cliccando sul bottone “ottieni la tua card” compaiono varie motivazioni utili per rompere il ghiaccio, da copiare e incollare all’interno della chat con la persona vittima di ghosting. Se la motivazione non è di proprio gradimento, premendo il bottone “shuffle” la si può modificare.

It's your Boo ghosting su Tinder

“Ecco qui il tuo Boo personalizzato”. Fonte: itsyourboo.com

Alcune delle motivazioni sono:

  • «il mio biscotto della fortuna mi diceva di fare oggi qualcosa per cui il me stesso del futuro mi avrebbe ringraziato, quindi ho deciso di riscriverti»;
  • «possiamo considerare il periodo in cui non ci siamo parlati come un lungo annuncio pubblicitario di YouTube?»;
  • «a essere sincero, il vero motivo per cui non ti ho risposto è perché sono morto dentro»;
  • «scusa se ho dimenticato di rispondere al messaggio, ma stavo immaginando la nostra vita insieme»;
  • «la nostra conversazione mi ricorda un po’ Game Of Thrones: meritava un finale migliore».

L’iniziativa di Tinder prova ad affrontare con leggerezza una tematica che negli ultimi anni ha dato origine a non pochi traumi di tipo psicologico, ma anche tanti spunti sull’evoluzione dei rapporti interpersonali da un punto di vista socio-antropologico. Le frequentazioni durante il lockdown sono state caratterizzate dall’introduzione delle videochat per potersi frequentare da casa in un periodo in cui era richiesto il distanziamento sociale. L’emergenza Coronavirus ha visto affermarsi il fenomeno dello slow dating e non ha fermato il ghosting che durante la pandemia si è arricchito anche di una connotazione allarmante legata a eventuali stati di salute della persona “scomparsa”.

Quella di Tinder non è un’iniziativa isolata nel suo genere perché in passato, precisamente il 6 febbraio 2020, anche Mashable USA ha provato a esorcizzare questa paura del ghosting lanciando il Ghost Exorcism Day, una festa in cui inviare un messaggio al proprio fantasma o ricomparire nella vita di qualcuno dalla quale si era scomparsi. Lo scopo di queste iniziative non è cercare una vendetta o necessariamente far tornare in vita qualcosa. Probabilmente vuole essere un modo per permettere alle vittime di ghosting di assolvere i propri fantasmi e lasciar andare questioni irrisolte che impediscono a relazioni defunte di riposare in pace. Allo stesso modo anche chi ha praticato il ghosting ha modo di rimediare ai propri errori e magari comprendere che il virtuale non è un gioco, ma una delle tante sfaccettature del reale in cui ci si può sentire soli, in cui è necessario essere empatici, in cui è fondamentale ricordarsi di essere umani.

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