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Marketing“The Pube Song” è la canzone lanciata da Gillette Venus per celebrare i peli pubici

"The Pube Song" è la canzone lanciata da Gillette Venus per celebrare i peli pubici

Con la campagna #SayPubic, Gillette Venus invita le donne a rompere i tabù che riguardano la cura della pelle del pube e i peli pubici. A questo scopo è stato lanciato un simpatico spot che riflette su come proprio i peli siano ancora percepiti nella società.

Immagine ripresa dallo spot di Gillette Venus. Gillette Venus lancia

«Nessuno vuole parlare dei peli pubici, per questo abbiamo deciso di scrivere una canzone sul tema»: come spiegato sul sito aziendale, Gillette Venus lancia The Pube Song per richiamare l’attenzione su un argomento per molti ancora tabù e per promuovere i nuovi prodotti della collezione Venus for Pubic Hair & Skin.

#SayPubic di Gillette Venus: perché creare una campagna sui peli pubici?

«È giunta l’ora di prendere confidenza con l’uso della parola “pubico”», si legge nella descrizione dello spot pubblicato sul canale YouTube di Gillette Venus. Con il lancio della campagna #SayPubic il brand di proprietà Procter & Gamble mira a combattere lo stigma legato ai peli naturalmente presenti in questa zona del corpo, spesso considerati come qualcosa di negativo, da nascondere e di cui non bisogna parlare in pubblico.

Venus for Pubic Hair & Skin presents: #ThePubeSong
Venus for Pubic Hair & Skin presents: #ThePubeSong

Lo spot ha preso spunto dai risultati di un sondaggio condotto nel 2019 dal brand su 250 donne statunitensi: lo scopo era analizzare la comunicazione e il linguaggio utilizzati per parlare dei peli pubici. La metà delle donne intervistate ha affermato che potrebbero essere più appropriati termini come “pubico” al posto di metafore o espressioni utilizzate per sostituire il concetto (come per esempio “depilarsi laggiù“). Nonostante però sia ritenuto più adatto, soltanto il 18% delle donne intervistate ha ammesso di utilizzare l’aggettivo “pubico”. Un altro dato interessante è che «il 56% delle donne statunitensi desidera maggiori descrizioni e immagini più accurate riguardo alla cura del pube», come ha affermato Kristin Monaco, senior product research engineer di Venus.

È probabile che tale stigma abbia avuto un impatto non solo sulla comunicazione ma anche sull’effettiva realizzazione di prodotti dedicati alla cura dei peli e della pelle del pube da parte delle aziende del settore. L‘84% delle partecipanti allo stesso sondaggio ha ammesso di decidere di rimuovere almeno parzialmente i peli pubici e molte donne (87%) hanno dichiarato di essere insoddisfatte del risultato: questi dati potrebbero essere connessi allo scarso assortimento di prodotti pensati specificamente per questa zona del corpo. Come ha aggiunto Kristin Monaco a tal proposito, «i peli pubici sono duri e la pelle è delicata e dunque per molte donne serve un approccio diverso per evitare eventuali tagli, peli incarniti, rossore e prurito».

Questo scenario rappresenta dunque lo spunto perfetto per la creazione di una campagna e per il lancio di una linea di prodotti che risponda in maniera specifica a questo bisogno.

Gillette Venus lancia The Pube Song, una canzone sui peli pubici i cui interpreti sono loro

Partendo da questi dati, Gillette Venus lancia The Pube Song, uno spot animato, ideato dall’agenzia Grey New York, che ha come protagonista un pelo antropomorfo. Nel video, il simpatico personaggio canta e racconta la propria esperienza, parlando della percezione negativa che la società ha dei peli pubici.

Il testo della canzone fa esplicito riferimento al mondo della pubblicità e sottolinea che la maggior parte degli spot contribuisce ad accrescere lo stigma attorno al tema: «gli annunci fanno vedere soltanto pelle perfetta e capelli splendenti», ma al «mondo che si trova dentro alla tua biancheria intima», riferendosi ai peli pubici, nessuno sembra dare troppa attenzione.

Rispetto ad altre campagne incentrate sul tema – come quella del brand di rasoi Billie dove i peli pubici vengono presentati in primo piano in uno spot e in diverse foto – la scelta comunicativa di Gillette Venus è stata forse meno audace“: nonostante punti a “normalizzare” i peli femminili, nella campagna #SayPubic, e in particolare nello spot e in gran parte delle fotografie promozionali, non ci sono tracce di peli veri“.

L’idea di creare un video animato per rappresentare questa tipologia di peli potrebbe essere stata ritenuta da Gillette un’alternativa meno rischiosa” per promuovere il dibattito sull’argomento rispetto alla presentazione di foto o di immagini reali (come quelle della campagna di Billie) che potrebbero essere accolte in maniera negativa da alcuni consumatori e/o utenti.

Per promuovere una maggiore apertura sul tema, il brand ha previsto la collaborazione dell’ influencer statunitense Chinae Alexander che, attraverso un post che è stato pubblicato sull’account Instagram di Gillette Venus, ha fatto una breve «confessione» riguardo ai peli pubici, che risale al periodo dell’adolescenza, con un tono estremamente giocoso. 

Gillette Venus ha inoltre lanciato una sfida su TikTok, invitando gli utenti a cantare The Pube Song e ricordando che, come è possibile ascoltare nella canzone, «non c’è niente di cui vergognarsi».

«My skin. My way»: perché ogni donna dovrebbe sentirsi libera di decidere

Lo spot si conclude con un invito: «prenditi cura di noi, i tuoi peli pubici». Non importa come si decide di farlo – ossia «tagliarli, rasarli, rimuoverli» o, ancora, lasciarli – perché «vanno bene in qualunque modo».

Immagine ripresa dal sito ufficiale: Gillette Venus lancia

Fonte: Gillette Venus

La campagna di Gillette Venus rientra in un movimento che lentamente si sta affermando in questo settore: l’idea di depilarsi o meno è una scelta che spetta a ogni donna. «Non dovremmo lasciare che le aspettative della società riguardo ai nostri corpi incidano sulle nostre decisioni» ha dichiarato l’influencer Chinae Alexander.

Lo spot si conclude con il claimMy skin. My way“, che è stato lanciato nel 2018 da Gillette Venus e che riflette un messaggio di recente ripreso anche dal competitor Veet per il lancio della campagna “Your body hair, your choice. Our products“. Il senso è che ogni donna dovrebbe decidere come prendersi cura dei propri peli, senza doversi depilare per forza o farlo in un determinato modo. Anche altri brand hanno scelto di abbracciare quest’idea come dimostra anche la campagna già citata di Billie, incentrata sui peli pubici.

In senso più ampio, però, non mancano gli esempi di marche sempre più impegnate nella promozione di un’idea di bellezza che vada oltre i canoni tradizionali, ricordando in particolar modo che le donne devono sentirsi libere di prendersi cura del proprio corpo nei modi in cui esse possano sentirsi maggiormente a proprio agio.

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