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Giornali: l’ultima frontiera sono canali e bot su Telegram

I giornali italiani aprono canali e bot su Telegram, la celebre app di messaggistica istantanea. Una strategia per lettori sempre più mobile.

Giornali: l’ultima frontiera sono canali e bot su Telegram

Raggiungere i propri lettori là dove sono presenti: è questa la sfida dei giornali italiani in tempi di connessioni e utenti sempre più mobile. E se spazi owned come i profili social non bastano più, anche le testate nostrane si stanno attrezzando con canali e bot su Telegram. L’app di messaggistica istantanea, diventata in poco tempo rivale di Whatsapp e amata soprattutto per le impostazioni di privacy e le possibilità di sincronizzazione in cloud su device diversi, permette infatti di creare channels tematici  facilmente raggiungibili tramite l’apposita funzione di ricerca o l’URL personalizzato – a cui chiunque può iscriversi per restare aggiornato su news e argomenti d’interesse.

Con i canali su Telegram, i giornali  approfittano di un bacino di utenti potenzialmente ampissimo; secondo stime dello scorso febbraio, infatti, gli iscritti al servizio sarebbero attualmente almeno 100 milioni, in crescita rispetto ai mesi precedenti, anche se non sono disponibili dati per paese.

I canali su Telegram, però, come già la sezione Discover di Snapchat e altri servizi simili, permettono ai soggetti editoriali di integrare completamente le logiche dell’informazione nel texting. Ben più della semplice possibilità di fornire link e aggiornamenti direttamente all’interno dell’app, dai giornali su Telegram ci si aspetta, insomma, un’informazione sempre più mobile native. Ad esempio, notifiche push sulla base dei propri interessi o delle news consultate in precedenza, sessioni di pochi minuti, notizie selezionate e scomposte nello spazio di un messaggio di testo con cui interagire, come si farebbe in qualsiasi altra ‘normale’ conversazione, chiedendo ulteriori dettagli, per esempio, o passando velocemente ad argomenti di maggiore interesse. In altre parole, un’esperienza di lettura completamente nuova.

Il modello ideale potrebbe essere Quartz (l’app dell’omonima testata economica di The Atlantic, la prima con contenuti sviluppati appositamente per smartphone, ndr), ma tra i giornali italiani già presenti su Telegram una menzione va a Wired e Vice News, unici a sfruttare l’app in tutte le sue potenzialità – compresi video, gif ed emojii – e con un’impostazione dialogica ed informale finalizzata all’engagement dei lettori. Tra le altre testate che hanno già aperto canali su Telegram anche Libero, Il Quotidiano Piemontese, Il Gazzettino di Treviso, la sezione tecnologia de La Stampa e quella friulana dell’Ansa. Il Corriere, invece, sembra aver scelto per ora l’opzione bot, una sorta di chat automatica che interagisce con gli utenti e risponde alle loro richieste: all’avvio della chat il bot chiederà che notizie si vogliono ricevere, permettendo di scegliere, tra le diverse categorie disponibili, quelle da cui avere aggiornamenti.

Peccato per i numeri: i canali delle testate italiane non sembrano ancora convincere gli utenti Telegram, tanto che gli iscritti non superano mai i 400 e, in alcuni casi, sono appena 50.


Virginia Dara
A cura di: Virginia Dara Autore Inside Marketing
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