Martedi 18 Dicembre 2018
MacroambienteGiornalista virtuale: arriva il conduttore del tg creato con l’intelligenza artificiale

Giornalista virtuale: arriva il conduttore del tg creato con l'intelligenza artificiale

In Cina è stato lanciato il primo giornalista virtuale creato grazie all'intelligenza artificiale e capace di lavorare h24.


Raquel Baptista
A cura di: Raquel Baptista Autore Inside Marketing
Giornalista virtuale: arriva il conduttore del tg creato con l'intelligenza artificiale

«Salve a tutti, sono un anchor inglese creato grazie all’intelligenza artificiale. Questo è il mio primo giorno nella Xinhua News Agency». Queste alcune delle prime parole, pronunciate con una voce ancora un po’ robotica, del nuovo giornalista virtuale cinese, durante il suo debutto come conduttore del telegiornale.

Nel novembre 2018 l’agenzia di stampa Xinhua News (anche nota come New China News) ha presentato difatti il nuovo membro del team televisivo, ovvero un giornalista virtuale, impegnato nella conduzione del telegiornale. L’anchorman, che sarebbe in realtà una sorta di avatar o alter ego di un giornalista reale di Xinhua (di nome Zhang Zhao), è stato creato per poter lavorare h24 e per leggere tutte le informazioni che vengono immesse nel suo sistema, in maniera ininterrotta.

Il debutto del giornalista virtuale in Cina

Si tratta di una tecnologia, sviluppata da Xinhua e dal motore di ricerca cinese Sogou, che sfrutta l’intelligenza artificiale e la ricostruzione grafica tridimensionale per creare una sorta di avatar in grado di simulare la voce umana, le espressioni facciali e i movimenti delle labbra, imparando dalle videotrasmissioni in diretta di individui in carne e ossa. Per l’agenzia di stampa cinese – si legge sul sito della CNN – questo tipo di simulazione può essere sfruttato sul portale e sui canali social; inoltre consente di «ridurre i costi relativi alla produzione di notizie e migliorarne l’efficienza».

Tra i vari vantaggi di questo giornalista virtuale vi sarebbe l’inglese perfetto in cui si esprime, cosa che può consentire una diffusione più facile delle notizie cinesi nel panorama internazionale. Le aziende che hanno sviluppato tale tecnologia hanno creato anche un secondo conduttore televisivo, “ispirato” a un altro giornalista realmente esistente (Qiu Hao), che conduce invece in cinese.

Non ci sono ancora informazioni circa l’eventuale interesse, da parte di canali televisivi, per l’acquisizione di questa tecnologia, nonostante il giornalista virtuale sia in grado di «leggere i testi con tanta naturalezza, come lo farebbe un anchorman professionista», secondo l’agenzia di stampa. In merito, però, vi sono pareri contrastanti.

GIORNALISTA VIRTUALE: Realistico ma non abbastanza?

Il nuovo giornalista virtuale è entusiasta «di guidarvi attraverso questa nuova esperienza nel mondo delle news», tuttavia le opinioni degli ascoltatori a riguardo non sono totalmente positive. «Risulta difficile da guardare per più di qualche minuto. Ha una voce monotona, senza ritmo o enfasi», ha spiegato Michael Wooldridge, professore di computer science presso l’Università di Oxford, sottolineando la poca naturalezza nel parlare del giornalista virtuale. Questo giudizio potrebbe dipendere da un fattore denominato uncanny valley, secondo l’ipotesi formulata da Masahiro Mori nel 1970, secondo cui in seguito a una sensazione di familiarità e di piacevolezza nei confronti di un robot o di una forma di intelligenza artificiale simile a un umano si genererebbe a un certo punto una sensazione di disagio o addirittura di repulsione. Secondo l’esperto di robotica, questa risposta emotiva negativa sarebbe collegata all’estrema somiglianza di queste forme di intelligenza artificiale con l’essere umano, cosa tuttavia non sufficiente ad annullare il disagio provocato dalla percezione di avere comunque di fronte un simulacro. È opportuno sottolineare, comunque, il grado di sviluppo tecnologico raggiunto in questo caso, come fa notare Noel Sharkey, professore di intelligenza artificiale e robotica all’Università di Sheffield. Si tratta, infatti, di un primo passo da apprezzare e, come ha ribadito alla BBC, «vedremo i miglioramenti nel tempo».

Inoltre, non sarebbe la prima volta della stampa cinese nel campo dell’automated journalism: le possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale al mondo del giornalismo sono varie e non riguardano solo l’ambito televisivo ma anche quello della scrittura di articoli.

In ogni caso, la tecnologia creata da Xinhua non consente ancora una verifica autonoma delle fonti e dell’accuratezza dei contenuti trasmessi, trattandosi soltanto di un mezzo per la conduzione del telegiornale. È, dunque, un giornalista virtuale che per il momento “non può vivere” senza il supporto di una figura corrispondente in carne e ossa.

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