Giovani e fuga dai social: la fine dell’idillio?

È sconvolgente la nuova tendenza  di fuga dai social che imperversa tra i giovanissimi: meno Facebook e più Instagram e Whatsapp

Giovani e fuga dai social: la fine dell’idillio?

Recenti studi relativi al comportamento degli utenti su internet e sui social, evidenziano quest’importante inversione di marcia: la fuga dei teenager dai social più plateali come  Facebook, e il loro rifugio in quelli meno conosciuti e più intimi come Instagram. Difatti, il re dei social network, risulta essere in crisi di popolarità tra i giovanissimi, che sembrano utilizzare e preferire  le neonate piattaforme virtuali come Whatsapp.  Dunque, se da un lato Facebook si conferma come il social capolista tra adulti e over 60 con una crescita esponenziale che aumenta di anno in anno dal momento che  gli iscritti di età compresa tra i 45 e i 55 anni sono aumentati del 48% e gli over 60 sono circa 2 milioni e duecentomila; dall’altro sembra che stia perdendo popolarità tra i suoi utenti più giovani, quelli tra i 13-18 anni, che sono calati del 5%. Ma perché?

Innanzitutto, un motivo basilare di questa fuga, sembrerebbe essere la mancanza di novità del social presso i giovanissimi, definiti nativi digitali, che, nati nell’era digitale ed essendo cresciuti con questi social e con questi “luoghi-non luoghi” virtuali in cui riversare emozioni, pensieri ed esperienze, non si fanno meraviglia dei mille cambiamenti del social che ogni tanto spuntano di qua e di là. Al contrario degli utenti adulti che invece, di fuga non ne vogliono proprio sentir parlare. Difatti, risultano sempre più coinvolti ed invischiati nelle dinamiche dei social e sempre più intenti a controllare le notifiche in modo costante sullo smartphone, generando istantanee di feste in cui nessuno parla tra di loro perché tutti con lo sguardo basso rivolto al cellulare; o scene che li ritraggono mentre si alzano la mattina e ancora assonnati e avvolti nel tenero abbraccio di Morfeo, afferrano lo smartphone e controllano i like, gli hashtag, i re-tweet. Insomma una situazione paradossale che ha mosso l’interesse di diversi studiosi sociologi come Monica Fabris, sociologa fondatrice dell’istituto Episteme, la quale sottolinea che: “l’aspetto più interessante è il grosso cambiamento nelle modalità di abitare lo spazio socialPubblico e privato, intrecciati per lungo tempo fino a confondersi, hanno ripreso una loro posizione nella vita delle persone. Le bacheche, le pagine pubbliche, si rivelano sempre meno adeguate a ospitare brani di vita personale e vanno via via recuperando la loro funzione originaria di vetrina. Prevale una ricerca di riservatezza che era sfumata in passato e che sta trainando altre piattaforme di comunicazione che riescono a mantenere tutto il calore necessario alle relazioni affettive

Inoltre aggiunge Giovanni Boccia Artieri, sociologo all’Università di Urbino: “i giovani stanno imparando a gestire le proprie comunicazioni in modo meno indifferenziato, a escludere da certi messaggi gli adulti o gli amici che sono fuori dalle proprie cerchie”, il che se portato all’estremo, si rivela  nella possibilità di inviare una foto senza lasciare traccia o di commentare in modo anonimo, ovvero nella necessità di riappropriarsi della propria privacy ed intimità. Ciò potrebbe essere, di conseguenza, considerato come un tentativo, da parte dei teenager di “ritornare indietro” verso una quotidianità più libera dall’onnipresente sguardo e controllo dei social, nella consueta ottica adolescenziale di ribellione e di fuga dalla normalità in favore di una continua ricerca di originalità che in questo caso si manifesterebbe nello snobbare Facebook per approdare a social più innovativi ma in sostanza che possano rispondere al loro rinato bisogno di privacy e di sicurezza.

In linea con questa considerazione, risulta essere il commento di Mauro Magatti, preside della facoltà di Sociologia all’Università Cattolica di Milano, che afferma che: “a un livello superficiale, possiamo spiegarla così: poiché su Facebook sono entrati ormai tanti adulti e anziani, i giovani cercano social network tutti per sé. Dove tra l’altro non rischiano di essere osservati dai propri genitori. Ma non c’è solo questo: i teenager trovano nei nuovi social e nelle chat strumenti più efficaci, più adatti alle proprie esigenze relazionali. Strumenti più veloci, più intimi e in grado al tempo stesso di fondere meglio, rispetto a Facebook, la vita online con quella offline”.

In conclusione, sembrerebbe dunque, che la fuga dei teenager dai social come, l’ennesima espressione della loro profonda ribellione e del loro sostanziale anticonformismo, stiano dando una bella lezione al ben più maturo mondo degli adulti, fuggire l’attuale normalità di Facebook fatta di controlli e sorveglianze e di ipocrite condivisioni e commenti per riscoprire e ritrovare una quotidianità più libera, sicura, intima e soprattutto più vera.


Giuliana Maria Volpe
A cura di: Giuliana Maria Volpe Autore Inside Marketing
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