Mercoledi 26 Giugno 2019

Breaking news significato

Breaking news

Una Breaking news è una notizia ricevuta dalle redazioni giornalistiche o da altri soggetti che si occupano di informazione e immediatamente trasmessa al pubblico o fatta oggetto di una copertura in diretta.


Breaking news: cosa sono e qualche esempio

Dal momento che c’è in gioco un completo stravolgimento del calendario editoriale prestabilito, è facile capire che ci sono caratteristiche ben precise del fatto-notizia che ne fanno una potenziale breaking news. L’urgenza è sicuramente la più importante di queste: solo una notizia che richiede una copertura tempestiva può interrompere, infatti, il flusso prestabilito di un’emittente radiotelevisiva. Va da sé, però, che anche la rilevanza e l’interesse pubblico della notizia giocano un ruolo fondamentale: il coinvolgimento di personaggi importanti per la vita di una determinata comunità, gli effetti concreti che il fatto può avere sulla vita associata e, sempre più frequentemente, l’interesse umano che questo è in grado di suscitare sono insomma i criteri che rendono immediatamente notiziabile una breaking news. Non a caso tra gli esempi di breaking news si contano soprattutto

  • morti eccellenti, di capi di Stato o di altri personaggi famosi e rilevanti per la vita pubblica;
  • attacchi terroristici;
  • disastri naturali;
  • incidenti di varia natura;
  • dichiarazioni o eventi politici imprevisti (come le dimissioni di un Ministro, lo scioglimento di un governo, ecc.).

In qualche caso, l’etichetta “breaking news” può essere attribuita anche ad aggiornamenti di vicende (di cronaca, legali, ecc.) a cui l’emittente ha già offerto precedentemente copertura e che, appunto, vengono ora seguite in diretta.

Per una breve storia delle breaking news

Come già si accennava, è solo nel contesto di un giornalismo radiotelevisivo e broadcasting che ha senso parlare di breaking news. Se da un lato, infatti, i giornali di carta hanno forma chiusa e definita, dall’altro per chi fa giornalismo online l’aggiornamento continuo e in diretta è un imperativo che poco ha a che vedere persino con rilevanza e urgenza della notizia.

Chi si è provato in un’eziologia delle breaking news, così, ha sottolineato come già nell’età d’oro della radiofonia si usassero i cosiddetti bollettini per fornire agli ascoltatori aggiornamenti sulle notizie dell’ultima ora. Qualche decennio più tardi, forse il primo vero esempio di breaking news fu l’annuncio, sempre via radio, dell’attacco a Pearl Harbor. Con l’avvento della televisione, le interruzioni dei palinsesti per dar spazio a fatti di cronaca cruciali sono diventate più frequenti e in qualche caso, come la morte del presidente Kennedy o l’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle, hanno trasformato fatti di cronaca in veri e propri «media events» (Dayan, Katz, 1992).

qualche aspetto formale

Come un’emittente decida di trattare una breaking news dipende, del resto, oltre che dalla natura stessa della notizia, da una certa nota stilistica. Se il fatto è ancora in fieri e si hanno a disposizione poche informazioni ci si può limitare per esempio a lanciare un flash d’agenzia e rimandare alle successive edizioni per maggiori dettagli, come avviene del resto con le notizie dell’ultima ora durante le dirette dei telegiornali. La stessa soluzione si può adottare quando la notizia è, sì, rilevante, ma non tanto da richiedere uno sconvolgimento del palinsesto già stabilito. Al contrario, se la pertinenza e l’urgenza della notizia lo richiedono si possono organizzare dirette con giornalisti in studio, inviati e corrispondenti dal luogo in cui si sta svolgendo il fatto ed eventuali collegamenti con emittenti estere che lo seguano nel suo farsi. Il taglio alle redazioni e la scarsa disponibilità di mezzi, finanziari e non solo, fa sì che quest’ultima soluzione sia sempre meno praticata. Tradizionalmente, comunque, edizioni straordinarie di giornali radio e telegiornali sono segnalate con appositi paratesti – una sigla ad hoc o un’etichetta che riporti la dicitura “breaking news” o “live” – che suggeriscono all’ascoltatore la speciale natura delle notizie che riceve.

Qualche critica al modello

Proprio perché mancano quasi del tutto di una finestra temporale tra il momento in cui avviene un fatto e quello in cui ne è fornita una ricostruzione giornalistica, c’è spesso tra i teorici del giornalismo molto criticismo rispetto alle breaking news. Manca il tempo di verificare la notizia e si rischia di dare spazio a versioni poco veritiere, se non manipolate ad hoc, dei fatti, come è successo, per esempio, durante l’incendio della Cattedrale di Notre Dame, risalente all’aprile 2019, quando le prime ultim’ora davano per «distrutta» e «rasa al suolo» l’intera costruzione.

Senza contare che, considerata la natura specifica dei fatti, si rischia di alimentare una visione voyeuristica del dolore e della tragedia che ha implicazioni sull’etica e sulla deontologia del mestiere giornalistico. Più in generale, un giornalismo che fa perno sulle breaking news è un giornalismo decisamente orientato al mercato e che perderebbe occasione di giocare un ruolo di interpretazione dei fatti e guida per i lettori.

Breaking news vs canali all news

Economicamente, però, il modello delle breaking news sembra essere solido se si considera anche il successo dei canali all news.

Accusati di aver reso superfluo il concetto stesso di breaking news che interrompe il flusso precostituito di informazioni, questi sembrano portarlo in realtà all’estremo: un canale che ha come modello editoriale la copertura in diretta di tutti i fatti della giornata, di qualsiasi colore di cronaca, infatti non è che un canale che letteralmente vive di breaking news.

 

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