Martedi 18 Dicembre 2018

Logo 3 definizione

Il logo, o logotipo, è la rappresentazione grafica del nome di un prodotto o un'azienda, che contribuisce a distinguerli dai competitor, portando al riconoscimento da parte dei consumatori, spesso grazie all'uso di un lettering specifico e/o all'aggiunta di altri elementi visivi, come per esempio i pittogrammi.


LOGO: COS’È

In “B2B Brand Management” Philip Kotler e A. Waldemar descrivono il logo (anche detto logotipo) come «l’aspetto grafico della marca o del nome dell’azienda» e, in quanto tale, esso deve essere il più rappresentativo possibile dell’azienda.

L’Importanza del logo per l’azienda

Il logo è spesso l’immagine che si tende a collegare più facilmente a un brand e perciò deve rispecchiare i suoi valori e obiettivi. Per poter creare un logo efficace, questo importante elemento della brand identity deve essere costruito in maniera strategica.

Il logo per prima cosa deve essere facilmente riconoscibile sia in grandi che piccole dimensioni, visto che gioca un ruolo preponderante per brand recognition e brand awareness. Inoltre, non deve essere simile o comunque contenere elementi simili al logo (o ad altri elementi di identità visiva) dei competitor: anche il colore troppo simile può creare confusione e a volte è proprio una sequenza di colori specifica a far distinguere il logo (come nel caso di Google, per esempio). Il logo, poi, deve essere in grado di rispecchiare l’identità del marchio, motivo per cui nel caso di grandi cambiamenti aziendali può essere necessario effettuare un rebranding che comprenda anche un adeguamento del logo ai nuovi obiettivi o caratteristiche del business.

Esistono leggende o significati quasi “nascosti” dietro a molti loghi noti che includono elementi che riguardano la loro origineprovenienza; inoltre vi sono loghi più celebri sfruttati per il merchandising (si pensi al logotipo della Coca-Cola o della Ferrari, ormai presenti su oggetti di ogni tipo).

Trattandosi di un segno in grado di essere rappresentato graficamente, il logo può essere registrato come marchio e acquisire anche un importante valore commerciale. I primi loghi essere stati registrati come marchi risalgono al XIX secolo. Nello specifico, il primo, nel Regno Unito, secondo l’Intellectual Property Office è stato quello della birra Bass Pale Ale, nel 1876.



La parola “logo” deriva dal greco “λόγος” che vuol dire proprio “parola”. In effetti, il logo presenta di solito un lettering molto specifico che funziona come elemento identificativo del brand: si pensi, per esempio, a quello di Coca-Cola o Walt Disney in cui il logotipo è costituito dalla parola completa.

Esso in realtà può essere formato da altre tipologie di elementi:

  • monogrammi: frutto dalla combinazione o della sovrapposizione di due o più lettere del nome del brand. Un esempio è quello di Yves Saint Lauren;

 

  • acronimi: costituiti dalle prime lettere del nome dell’azienda o del prodotto, come il logo di IBM che sta per “International Business Machines Corporation”;

 

  • pittogrammi: simboli o disegni che illustrano un oggetto, concetto o elemento rappresentativo di azienda, attività o prodotti. In alcuni casi il significato del simbolo è molto evidente (si tratta di segni iconografici, come per il brand BIC). Le aziende, comunque, possono scegliere anche come pittogramma un oggetto che non riguarda in maniera diretta il core business, ma più un’idea, un concetto o un valore specifici che possono essere richiamati da un oggetto preciso.

È il caso della mela morsicata di Apple che può essere vista come simbolo di trasgressione. In questo caso, il grado di differenziazione del simbolo tende a essere maggiore rispetto a un logo che rappresenta in maniera diretta dei prodotti o dei servizi.

 

La strategia comunicativa deve essere ben studiata in modo da rafforzare nella mente dei consumatori il collegamento tra quel simbolo e il brand. Il logo può essere costituito, comunque, da elementi più complessi come per esempio una mascotte (si pensi al logo di KFC per esempio);

  • diagrammi: segni distintivi astratti che non richiamano elementi reali – come il logo di Nike – ma che possono comunque avere un significato specifico collegato alla storia aziendale;

 

  • pay-off: non raramente il logo viene accompagnato dal pay-off, cioè da una frase che rinforzi il messaggio o l’idea che il brand intende veicolare e che può inoltre servire da chiave interpretativa per il logo stesso, promuovendo associazioni specifiche tra brand, logo e idea/concetto, nella mente dei consumatori.
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