Mercoledi 18 Settembre 2019

Automated journalism

Definizione di Automated journalism

Automated journalism

L'Automated journalism è un tipo di giornalismo caratterizzato dall'utilizzo dell'intelligenza artificiale per la creazione di articoli in maniera automatica, cioè grazie a piattaforme e software concepiti per la scrittura di testi.


AUTOMATED JOURNALISM: QUALI VANTAGGI PER LE TESTATE GIORNALISTICHE?

Le nuove tecnologie stanno trasformando l’industria del giornalismo, portando a trasformazioni non solo nella fruizione delle notizie ma anche nella loro produzione. Infatti, le grandi testate mondiali hanno iniziato a sperimentare quello che viene definito automated journalism per produrre notizie in maniera automatica, veloce e sempre più efficiente grazie a sistemi di intelligenza artificiale.

Non sono poche le testate giornalistiche che sfruttano già i benefici del robot journalism, anche noto come algorithm journalism. I vantaggi potenziali sono molteplici e potrebbero agevolare molto la creazione di alcune tipologie di articoli.

Per la creazione automatica di notizie vengono utilizzate delle piattaforme di Natural Language Generation, come Wordsmith (utilizzata da Association Press per esempio), Yseop Compose oppure Quill, creata dall’azienda Narrative Science. Queste consentono di interpretare e organizzare i dati e tradurli in un linguaggio adatto alla lettura: dunque, non si tratta di pezzi isolati di informazione messi insieme in un testo ma di articoli che seguono la naturale e convenzionale struttura di una notizia. Ovviamente questa tipologia di sistema è particolarmente efficiente per la scrittura di testi basati prevalentemente su dati statistici e numerici, come report meteorologici, finanziari e riassunti di eventi sportivi.

Tra i vantaggi di questi sistemi c’è la possibilità di produrre notizie in maniera più veloce rispetto a un essere umano, ma anche quella di scrivere lo stesso contenuto in molte lingue diverse. Questi elementi portano a riflettere sul potenziale di questa tecnologia che progressivamente diventa sempre più sofisticata, arrivando a poter fornire notizie in maniera personalizzata a seconda delle richieste o delle esigenze informative del lettore (a livello di lingua, per esempio, ma potenzialmente anche a livello contenutistico, a seconda dei bisogni informativi).

AGENZIE E GIORNALI CHE FANNO USO DEL Robot journalism

Fra le testate giornalistiche che da anni utilizzano questo tipo di tecnologia in maniera sempre più frequente e perfettamente integrata all’interno del proprio sistema di produzione di notizie c’è il Washington Post. Il giornale utilizza Heliograf, un software di scrittura automatica in grado di produrre centinaia di pezzi al minuto senza l’intervento umano e in maniera accurata e personalizzata in base al target. Anche l’Associated Press fa un uso sistematico di questa tecnologia per ottimizzare il proprio sistema di produzione di contenuti, utilizzando un software che consente di generare un linguaggio in linea con lo stile di scrittura della testata. Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si utilizzano questi sistemi, poiché l’eventuale incoerenza stilistica o di tono di voce nei diversi articoli pubblicati (da giornalisti umani e non) può avere un impatto negativo sull’esperienza del lettore.

Il giornale LA Times, invece, è stato tra i pionieri in questo campo con l’introduzione nel 2014 di un algoritmo in grado di generare notizie dettagliate, basate su informazioni provenienti dallo US Geological Survey, ogni volta che si registra un sisma, in maniera accurata e nel giro di qualche minuto. Questi articoli vengono ovviamente rivisti da un giornalista che procede poi alla pubblicazione.

La tecnologia in questione, comunque, viene utilizzata anche da diverse testate giornalistiche in Europa: partendo dalle agenzie di stampa, è possibile menzionare Lusa, agenzia portoghese che nel 2015 ha sfruttato i sistemi di automated journalism per la creazione di report sulle elezioni parlamentari in Portogallo. Nonostante da allora non abbiano utilizzato più questa tecnologia, secondo l’agenzia farà comunque parte del futuro del giornalismo, come si legge all’interno del report del Reuters Institute e dell’Università di Oxford, pubblicato nel 2017.

Agenzie come Reuters e Agence France-Presse producono, ad oggi, un gran numero di notizie utilizzando l’automated language generation, mentre altre come Ansa o Efe (agenzia di stampa spagnola) ancora non hanno sperimentato questa modalità di produzione di contenuti. Tra le agenzie di stampa più piccole, invece, è possibile far riferimento a quella norvegese NTB, che utilizza un algoritmo per pubblicare report di partite di calcio.

La maggior parte delle agenzie, come si legge nel report menzionato in precedenza, utilizza in realtà sistemi di Natural Language Generation per trasformare dei dati perlopiù numerici in informazioni testuali leggibili, come già sottolineato. Tuttavia, ne vengono fatti diversi utilizzi, come nel caso dell’agenzia di notizie olandese ANP (Algemeen Nederlands Persbureau), che usufruisce di questa tecnologia per semplificare articoli creati da giornalisti, riscrivendoli con un bot che usa un vocabolario più semplice, per renderli fruibili anche dai bambini, per esempio.

Secondo le indagini condotte all’interno del report, mentre Reuters e NTB affermano che i propri algoritmi sono in grado di mettere a confronto dati attuali con quelli passati, i sistemi di automated journalism vengono di solito utilizzati per una diffusione di dati nuovi, senza una analisi o una contestualizzazione “storica” degli eventi.

A questo proposito, l’Associated Press per esempio ha scelto di non utilizzare ancora forme troppo sofisticate di robot journalism per cercare di limitare la possibilità di errori o incongruenze all’interno degli articoli creati.

Questioni etiche e potenzialità dELL’AUTOMATED JOURNALISM

Come qualsiasi altra tecnologia, anche l’introduzione dell’intelligenza artificiale nel mondo del giornalismo è entrata nel dibattito pubblico e potrebbe sollevare alcune problematiche, secondo alcuni autori, di carattere etico e a livello di qualità della produzione, come fatto notare da Tom Kent su Medium, dove sono state elencate le problematiche da considerare quando si ricorre al giornalismo automatizzato.

Tra queste vi è quella relativa alla trasparenza: è necessario, per esempio, specificare ai lettori che gli articoli sono stati scritti da una macchina? Agenzie come l’Associated Press credono che ciò sia assolutamente necessario e così forniscono una pagina all’interno della quale i lettori possono trovare tutti i dettagli sul sistema di elaborazione automatica dei contenuti.

Alle critiche più aspre – soprattutto in merito all’eventuale riduzione dei posti di lavoro come conseguenza dell’introduzione dell’automated journalism nelle redazioni – il caporedattore di Bloomberg, John Micklethwait, ha risposto sottolineando il potenziale di questa tecnologia nell’agevolazione e del perfezionamento del lavoro del giornalista. L’utilizzo di questo tipo di algoritmo consentirebbe, infatti, di risparmiare molto del tempo impiegato nella produzione di contenuti, in particolare quando le competenze umane non sono essenziali, sfruttandolo per scrivere invece articoli di approfondimento e di analisi che, oltre a una semplice rielaborazione o riassunto delle notizie, richiedono una più approfondita analisi dei fatti.

In ogni caso, come per qualsiasi altra innovazione, tutto dipende da come la tecnologia viene utilizzata e a quale scopo. È opportuno comprendere che non si tratta di sostituire la figura del giornalista come tradizionalmente intesa: l’automated journalism può rappresentare un utile strumento per rendere più efficace e funzionale il lavoro della redazione, se usato in maniera adeguata. Bisogna però considerare, oltre alle enormi potenzialità, anche tutti i limiti che derivano dall’utilizzo di tale tecnologia, in modo da poter usarla per i giusti fini e con le dovute accortezze.

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