Lunedì 26 Ottobre 2020
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Creepypasta

Significato di Creepypasta

Creepypasta sono dette in gergo le leggende metropolitane che girano in Rete (su forum, gruppi tematici, ma anche chat multiple dei servizi di messaggistica istantanea per esempio) e che hanno come obiettivo quello di spaventare chi le legge, non di rado potendolo indurre a compiere azioni pericolose.

Creepypasta: cos’è, come nasce, com’è fatta

Creepypasta

È lo Urban Dictionary a dare a creepypasta significato di «storia o mito di Internet passato di sito in sito per spaventare lettori e spettatori». Proprio perché deve diventare virale in Rete, del resto, al contrario delle più tradizionali leggende metropolitane una creepypasta non ha solo una tradizione orale, ma si porta dietro un intero bagaglio di immagini, video, tracce audio, altri contenuti multimediali – non di rado realizzati grazie alle tecniche di deepfake – che dovrebbero aiutare a convincere il destinatario della veridicità della storia e per questo a spaventarlo.

Anatomia di una leggenda metropolitana virale in Rete

Nella maggior parte di storie classificabili come creepypasta caratteristiche ed elementi fondamentali – per non parlare proprio di topoi narrativi – si ripetono spesso simili a se stessi: c’è quasi sempre un fatto di sangue, spesso un omicidio, piuttosto cruento o una serie di fenomeni inspiegabili e paranormali di cui rimane traccia in uno spezzone video o si ritrovano prove in foto scattate casualmente e via di questo passo. Qualunque sia la trama, queste leggende metropolitane di Internet hanno sempre almeno un elemento che le rende verosimili e sono soprattutto raccontate in prima persona: chi le condivide, cioè, sostiene sempre di esserne venuto a conoscenza da una fonte vicina alla fonte primaria (“un amico mi ha detto che una sua amica…”), vicinanza che dovrebbe garantirne appunto la veridicità e che dovrebbe portare il destinatario a credervi e non nutrire alcun dubbio. Naturalmente, se si provasse a ripercorrere al contrario il passaparola , sarebbe impossibile risalire ai presunti testimoni del fatto inspiegabile o ai diretti protagonisti della vicenda, tanto più che mentre passa di bocca in bocca, di forum in forum, di post in post una creepypasta si arricchisce di elementi ogni volta nuovi. L’origine del termine “creepypasta” del resto, sottolinea ancora lo Urban Dictionary, ha a che vedere con “copypasta” – che deriva a sua volta da “copy and paste”, ossia “copia e incolla” – con cui, nel gergo geek, si fa riferimento a blocchi di testo interamente copiati e incollati da un sito o una sua pagina a un altro.

creepypasta caratteristiche

Cosa rende una semplice storia bizzarra che circola in Rete una creepypasta? Ci sono diversi elementi narrativi (un delitto, dei fenomeni paranormali, dei misteri da risolvere, ecc.) che tornano in tutte le leggende metropolitane più spaventose del web. Fonte: Venngage

Le creepypasta non sono certo un fenomeno nuovo in Rete, anzi: se si considera che il luogo in cui cominciarono a circolare miti e leggende metropolitane spaventosi come questi furono i forum soprattutto, le si potrebbe considerare quasi un fenomeno da web 1.0. Oggi, come già si accennava, ogni canale è buono per far diventare virali storie inquietanti o del terrore: blog , feed social, gruppi Telegram o WhatsApp, dove spesso queste leggende metropolitane circolano nella forma di catene di Sant’Antonio o, specie tra i giovanissimi o se il contenuto è per qualche motivo esplicito o compromettente, all’interno di chat che si autodistruggono. Ci sono canali YouTube interamente dedicati alle leggende metropolitane più spaventose di Internet, un’apposita categoria su Reddit che raccoglie ogni contenuto a riguardo e naturalmente basta una semplice ricerca su Google per imbattersi in creepypasta forum e progetti di creepypasta wiki per gli appassionati del genere o messi su da chi prova a smontare – a fare debunking, si potrebbe dire per analogia con le fake news – storie come queste. Spesso anche sui siti di fandom o nelle piattaforme per il self-publishing circolano leggende metropolitane spaventose: in molti casi infatti creepypasta, fan art e fan fiction fanno rima e cioè miti e leggende horror che circolano in Rete hanno come protagonisti personaggi letterari, delle serie TV o dei cartoni animati, dei manga o dei videogiochi. Molti classici Disney e i loro personaggi, per esempio, sono stati oggetto nel tempo di rivisitazioni horror o di letture che suggerivano messaggi subliminali, spesso a sfondo sessuale, nascosti tra le illustrazioni o nei dialoghi. In gergo sono chiamate “Poképasta”, invece, delle creepypasta Pokémon circolate perlopiù tra gli utenti di Reddit e 4chan e che hanno per protagonisti appunto le creature immaginarie della serie animata giapponese.

pokemon creepypasta

Soprattutto su Reddit e 4chan esistono versioni “creepypasta” della saga dei Pokémon. Fonte: Pinterest

Esempi di creepypasta e leggende metropolitane famose in rete

Quelle ispirate a personaggi o prodotti dell’ industria culturale non sono certo, però, tra le creepypasta più famose. Mashable ne ha raccolte alcune e a chi frequenta con più costanza gli ambienti digitali sarà sicuramente capitato di imbattersi personalmente nella leggenda metropolitana di The Slender Man (l’uomo altissimo e senza volto che rapisce i bambini) o in quella del Russian Sleep Experiment (secondo cui i sovietici avrebbero condotto esperimenti biomedici su una speciale sostanza stimolante in grado di inibire completamente il sonno) o, ancora, nella Smile Dog creepypasta (la nota foto di un cane che sembra sorridere con un sorriso quasi umano, in grado di generare in chi la guarda attacchi di ansia o addirittura crisi epilettiche).

slender man creepypasta

Quella di “The Slender Man” è una delle leggende metropolitane di Internet più vecchie. L’uomo altissimo, senza volto e che rapirebbe i bambini, creato in origine da Victor Surge per un concorso fotografico, comparirebbe in innumerevoli fotogrammi diventati virali in Rete. Fonte: The Independent

smile dog creepypasta

Anche la foto di quello che è stato ribattezzato subito come “Smile Dog” è piuttosto virale: mostra un cane con un ghigno, quasi umano, e in ombra quella che è forse la mano di un uomo. Sarebbe in grado, secondo la leggenda, di provocare profondi stati di ansia, che a volte sfocerebbero in attacchi di panico o crisi epilettiche, in chiunque la guardi. Fonte: Reddit

Anche la creepypasta Jeff The Killer è tra le leggende metropolitane che da più tempo e con più fortuna circolano in Rete. Racconta la storia di un ragazzo che rimane misteriosamente in vita dopo un incidente mortale ma cambia personalità e, secondo alcune versioni della storia, anche fisionomia. In altre versioni, invece, Jeff è una sorta di scheletro ambulante, cosa che lo costringe ad andare sempre in giro coperto da una larga felpa monocolore (a cui si ispirano le cosiddette creepypasta hoddie, una sorta di merchandise ufficiale per i fan del genere). A ogni modo Jeff si aggira nel mondo allo scopo di uccidere chi incontra e, da personaggio mitologico quale era, è diventato protagonista di album musicali, videogiochi, serie di video su YouTube. È proprio questo un destino che accomuna molte leggende metropolitane nate in Rete: trasformarsi in e dar vita a, in perfetto omaggio alla remix culture , prodotti dell’industria culturale spesso di grande popolarità.

jeff the killer creepypasta

Una delle tante rappresentazioni di Jeff The Killer, protagonista di una leggenda metropolitana piuttosto virale in Rete. Fonte: Creepypasta Fandom

Creepypasta e challenge pericolose sui social: cosa c’è da sapere

Spesso quello in cui si trasformano le creepypasta sono challenge pericolose con cui gli utenti social, specie quelli più giovani, si sfidano in prove iniziatiche, prove di coraggio. La maggior parte di queste leggende metropolitane infatti ha qualche elemento misterioso o irrisolto che, oltre a essere la vera ragione per cui diventa popolare, può invogliare qualcuno a indagare enigmi e punti più oscuri della vicenda o a provare a riprodurre o provocare l’evento paranormale in questione, non di rado mettendo a rischio la propria incolumità e quella di chi partecipa alla sfida. La Momo Challenge (o Momo Game), di cui si è parlato più nei paesi anglofoni che in Italia, è un perfetto esempio di creepypasta trasformata in sfida pericolosa sul web o, meglio, di psicosi nata dalla possibilità che ciò accadesse. Così come circolata su tutti i media, la notizia aveva a che fare con l’utilizzo, da parte di qualcuno, dell’immagine spaventosa di una donna-uccello – come ben spiega Il Post, in origine la scultura di una yōkai, una figura spettrale tipica della cultura giapponese – come immagine di profilo di account creati appositamente per adescare minori sui social e istigarli a compiere gesti pericolosi, in qualche caso suicida.

momo challenge cos'è

La Momo Challenge è l’esempio forse più facile di come una leggenda metropolitana – quella di utenti malintenzionati che creavano account sui social appositamente per adescare minori e costringerli a sfide pericolose – possa generare psicosi. Fonte: Vox

Qualcosa di simile, a ben guardare, era già successo con la Blue Whale Challenge ed è successo, più di recente, con l’ipotesi che ci fosse il fenomeno Jonathan Galindo dietro al suicidio di un adolescente napoletano.

Il lavoro delle forze dell’ordine, le verità giudiziarie ma anche l’impegno costante di molti fact checker hanno portato alla luce che non c’è alcuna Momo Game o alcuna Blue Whale Challenge e alcun gioco perverso di tale Jonathan Galindo. Atti autolesionistici, vandalici o persino suicidi apparentemente legati a bizzarre sfide social come queste, cioè, hanno radici più profonde nel vissuto di chi li compie e c’entrano poco o niente con fenomeni in cui, è vero, si possono imbattere facilmente i bambini sul web, ma che rimangono pur sempre delle semplici leggende metropolitane.

Questo non vuol dire, certo, che non vi si debba prestare attenzione, anzi: le creepypasta attecchiscono sul desiderio di appartenenza e su quello di «essere riconosciuti/riconoscibili» – così si legge in una scheda dedicata proprio alle challenge social che fa parte del percorso di educazione civica digitale di Parole O_stili – tanto tipici dell’età preadolescenziale e adolescenziale e delle dinamiche della Rete e rischiano di diventare pericolose soprattutto laddove bambini e adolescenti non siano in grado di distinguere i pericoli reali (dal grooming al cyberbullismo ) a cui quello che fanno online li espone tutti i giorni.

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